Scommesse sul cricket 2026: ogni over racconta un mercato, non un pronostico
Un mercato a due esiti offerto a 1,90 e 1,90 restituisce circa il 95 % di quanto è stato puntato su di esso. Il resto — poco più di cinque centesimi su ogni euro — non è un furto né un errore: è il margine con cui un bookmaker si paga la licenza, il personale e la pubblicità che non può fare. Chi scommette sul cricket in Italia parte da qui, non dal nome di una squadra che vincerà, e questa pagina è costruita su quel punto di partenza.

Dati aggiornati al 3 Novembre 2026, con le concessioni verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Il cricket è lo sport del palinsesto che più assomiglia a un problema di logica: tre formati, durate che vanno da tre ore a cinque giorni, condizioni che possono cancellare un incontro dopo che è stato giocato per metà. Chi arriva dal calcio lo trova strano e chi lo segue da anni lo trova semplice. La differenza tra i due è quasi sempre la stessa: aver capito prima cosa si sta comprando con la propria puntata.
Qui sotto, la strada che percorrerei al posto di chi legge. Prima cosa sono realmente i Test, gli ODI e i T20, e perché il formato decide quali mercati esistono. Poi la classifica dei dieci concessionari attivi su siti .it, con numero di concessione, concessionario e quello che i loro stessi termini dicono. Poi il cuore tecnico — live, quote, margine, tipi di giocata — e infine le regole che valgono in Italia, dalla vigilanza ADM all’autoesclusione, con i limiti di conto che molte guide liquidano in una riga.
Indice dei contenuti
- Calendario, tornei e formati che finiscono nel palinsesto
- Criteri di valutazione e classifica dei dieci concessionari
- Fondamenti: come si costruisce e come si legge una quota sul cricket
- Concessioni ADM, vigilanza e giurisdizione: chi può accettare la puntata
- Prevenzione, tutela e protezione: limiti, identificazione e autoesclusione
- Domande frequenti sulle scommesse sul cricket in Italia
Calendario, tornei e formati che finiscono nel palinsesto
Il cricket internazionale si divide in tre contenitori, e ogni contenitore è un prodotto diverso da scommettere.

Un Test match dura fino a cinque giorni, con al massimo quattro inning in totale e non più di due per squadra, almeno novanta over al giorno; un incontro che nessuna delle due squadre riesce a vincere è un pareggio. Un One Day International assegna a ogni squadra 50 over fissi, e quando il punteggio è pari al momento in cui la squadra che insegue è tutta eliminata o ha esaurito gli over, l’incontro è un tie. Il Twenty20 concede a ogni squadra al massimo 20 over, cioè 120 lanci regolari, con un lanciatore limitato a quattro over e il super over a decidere un incontro in parità. Una squadra di cricket schiera 11 giocatori, sempre: undici uomini in campo per un pomeriggio o per una settimana.
Sono differenze che sembrano folklore e sono invece architettura commerciale. Un Test offre cinque giorni di finestre di mercato, un T20 ne offre tre ore. Il primo genera mercati che vivono di sessioni e di micro-eventi; il secondo genera un prodotto compresso, dove il mercato principale si muove di più nell’ultimo quarto d’ora che nelle prime due ore. Chi scommette sul cricket senza sapere in quale dei due sta entrando giudica la quota con l’occhio sbagliato.
Chi governa il gioco e chi organizza le competizioni
L’International Cricket Council governa il cricket mondiale, dodici membri effettivi hanno lo status di Test, e il World Test Championship ha iniziato la sua stagione inaugurale nel 2019. Quest’ultimo dettaglio conta più di quanto sembri: una competizione a punti che attraversa più anni produce un calendario relativamente prevedibile, e un calendario prevedibile è ciò che permette a un concessionario di costruire un palinsesto con mesi di anticipo invece che di rincorrere gli eventi.
Sul fronte dei tornei brevi, l’India ha vinto la ICC Men’s T20 World Cup 2026, disputata dal 7 febbraio all’8 marzo 2026 e organizzata congiuntamente da India e Sri Lanka con 20 squadre; in finale la Nuova Zelanda è stata battuta di 96 run. Novantasei run sono un margine ampio, e un margine ampio è esattamente il tipo di risultato che riapre la domanda su quanto un mercato pre-partita sapesse davvero di quella partita. Non è una risposta che si possa dare qui, e non è nemmeno il punto: il punto è che un torneo a 20 squadre in tre settimane è un blocco di eventi denso, e la densità è la ragione per cui questi tornei finiscono nelle sezioni più visitate di qualsiasi bookmaker.
Il formato che decide i mercati
C’è una condizione che vale la pena leggere due volte, perché è quella che genera più discussioni al momento del regolamento. Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato; se si giocano troppo pochi over, di norma venti, l’incontro è dichiarato senza risultato. Un mercato sull’esito finale di un ODI, quindi, non è soltanto un mercato su due squadre: è un mercato su due squadre e sul meteo. Chi ha giocato l’Under su un punteggio elevato e vede arrivare il temporale non sta perdendo per una svista del bookmaker, sta perdendo per una clausola che era scritta nella scheda dell’evento. Le scommesse su un evento dichiarato senza risultato tornano, di norma, secondo le regole del regolamento dell’operatore; quali siano, per ciascun mercato, è scritto nei termini del singolo concessionario e non in una regola comune.
Sul piano legale, tutto questo materiale non arriva al giocatore per caso. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma degli eventi e delle tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa può essere raccolta solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore. Nessuno, in altre parole, decide il lunedì mattina di offrire una partita appena vista in televisione; il perimetro delle competizioni su cui si può giocare è amministrato, e questo spiega sia la stabilità del calendario sia i vuoti che a volte si notano confrontando due operatori.
Criteri di valutazione e classifica dei dieci concessionari
La classifica che segue non nasce da un punteggio, perché un punteggio unico su dieci operatori diversi è quasi sempre una media di cose che non si mediano. Nasce da tre domande, applicate nello stesso ordine a ogni brand: chi risponde del sito, quale offerta descrivono i suoi stessi termini, e su quali sport quella struttura regge.
- Chi risponde del sito. La concessione ADM è rilasciata per sito, non per azienda, e il concessionario raramente porta lo stesso nome del marchio: Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. Ogni scheda qui sotto riporta numero di concessione e società titolare, così che il lettore possa confrontarli con quello che trova nei termini dell’operatore.
- Cosa dicono i termini. Le condizioni di benvenuto, i requisiti e gli strumenti di conto sono descritti come li descrive l’operatore, senza convertirli in una pagella.
- Dove la struttura tiene. Un operatore con un palinsesto enorme regge meglio chi cerca varietà; un operatore con un prodotto costruito su pochi campionati regge meglio chi vuole capire dove sta giocando.
I brand sono elencati nell’ordine in cui il confronto li affronta, non in ordine di merito.
| Brand | Concessione ADM e concessionario | Cosa stabiliscono i termini dell’operatore |
|---|---|---|
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports; centinaia di eventi virtuali con partenze ogni due minuti; mercati 1X2, combo bet e marcatori, con live score |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Copertura di Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP; quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live; strumenti di gioco responsabile con pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività e autoesclusione |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; bonus di benvenuto legato a download dell’app e registrazione |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League; oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo; sezione Supercombo con mercati unici a quote maggiorate |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €; apertura del conto anche tramite SPID e CIE |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Extra Bet Club: freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, per chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10,0 |
Nessuno di questi dieci brand compare qui con un’indicazione sul cricket, e vale la pena dire perché senza girarci intorno: sono i concessionari su cui il confronto è costruito e i cui termini parlano di sport, e il cricket, quando c’è, entra dalla porta del palinsesto approvato come qualunque altro evento. Un marchio che non compare in questa lista non è per ciò stesso privo di concessione: sul mercato operano altri concessionari.
La professionale è la struttura, non la promessa. Betfair è il primo operatore descritto come exchange in Italia, con concessione 16028; un conto sull’exchange italiano segue regole proprie, come una puntata minima in banca di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, mentre una nota di stampa del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite perché il prelievo ricade sul concessionario. Quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia che cambia, e va letta nelle condizioni del singolo operatore.
Scheda per scheda: chi è, cosa dichiara, per chi funziona
NetWin — il catalogo più largo, e il più virtuale. Concessione ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. L’offerta dichiarata copre calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali che partono ogni due minuti e mercati come 1X2, combo bet e marcatori. Un evento ogni due minuti è una frequenza che cambia il ritmo del gioco più della scelta della disciplina: chi cerca continuità la trova, chi cerca una partita da seguire con calma la trova altrove. Il punto debole di un catalogo così ampio è la profondità per singolo mercato, che non si legge dalla lista degli sport ma dalla singola scheda dell’evento. Va bene a chi vuole provare discipline diverse senza aprire tre conti.
Lottomatica — il calcio raccontato in diretta. Concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’operatore descrive copertura di Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita. Lo streaming è la parte che conta davvero: una diretta gratuita dentro il conto trasforma il live da scommessa alla cieca a decisione informata, e questa è una differenza di sostanza rispetto a chi pubblica solo un punteggio. Chi scommette solo su grandi campionati trova qui il perimetro giusto; chi cerca sport fuori dal giro europeo lo troverà più stretto.
bet365 — il partner di torneo con gli strumenti sotto mano. Concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live; tra gli strumenti di gioco responsabile elenca pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il numero verde nazionale 800 55 88 22 indicato per chi risiede in Italia. La titolarità è interessante: un brand globale che opera su sito .it tramite una società maltese. Per chi si muove tra più sport in una settimana è probabilmente la struttura più comoda della lista, e i limiti di versamento configurabili sono la parte che consiglierei di guardare prima della quota.
Goldbet — la schedina tradizionale, fatta bene. Concessione ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’app permette di giocare schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e il bonus di benvenuto è legato al download dell’app e alla registrazione. Doppia concessione dello stesso gruppo su due marchi — Lottomatica e Goldbet — che non è un dettaglio da collezionisti: due siti, due regolamenti, due assistenze, un solo titolare. A chi costruisce sistemi e multiple interessano più le opzioni di scommessa che l’ampiezza degli sport, e qui il ventaglio è quello classico, senza sorprese.
Planetwin365 — il calcio europeo con la coda delle coppe. Concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, con oltre 20 tipologie di sport e risultati in diretta. La Serie C è la riga che salta all’occhio: chi gioca campionati minori sa quanto sia raro trovarli con la stessa profondità della massima serie. Chi cerca invece discipline esotiche resta sul lato generico della lista.
Betfair — l’exchange per chi vuole fare il prezzo. Concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, oltre alla sezione Supercombo con mercati unici a quote maggiorate. È l’unico della lista costruito anche su una logica diversa da quella del bookmaker puro: in un exchange il giocatore può fare la parte di chi punta o di chi banca, e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo. Chi è abituato al solo prezzo offerto dall’operatore troverà il primo pomeriggio confuso e il secondo utile.
StarCasinò — il casinò con il bookmaker attaccato. Concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited. Permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò. La concessione è la stessa società dietro Betsson, e questo dice qualcosa sulla struttura ma nulla sul cricket. Chi apre il conto per le slot troverà il bookmaker come reparto laterale: funziona, ma non è costruito per chi passa la settimana sulle schedine.
BetFlag — il deposito importante e l’identificazione moderna. Concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €, e per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, ricordando che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Un tetto di 5.000 € è alto per il mercato italiano, e un bonus proporzionale al deposito premia chi versa molto: è una meccanica pensata per chi entra con una cifra, non per chi vuole provare con venti euro.
Eurobet — il catalogo che esce dallo sport. Concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. Il palinsesto va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv, reality show) e di politica (elezioni). La coda non sportiva è il tratto distintivo: chi vuole mettere una puntata su un evento che non è una partita trova poche alternative, e questa struttura, per quanto insolita, resta dentro il palinsesto approvato.
William Hill — la freebet condizionata, spiegata bene. Concessione ADM n. 16044, William Hill Malta Plc. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10,0. Le tre condizioni insieme sono la scheda: cinque eventi, venti euro, quota totale a due cifre. Non è un premio per chi gioca una singola, ed è giusto che il lettore lo veda scritto prima di contare i cento euro del tetto.
Fondamenti: come si costruisce e come si legge una quota sul cricket
Fondamenti, panoramica, meccanismo: le tre parole chiave attorno a questo materiale dicono la stessa cosa in tre modi, e la cosa è che una quota non è un’opinione ma un prezzo. Chi lo capisce smette di cercare il bookmaker generoso e comincia a cercare il mercato che capisce.

Il cricket entra in un conto italiano dalla porta della scommessa a quota fissa. L’art. 6, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 elenca, tra i giochi che possono essere offerti a distanza con concessione, le scommesse con vincite in denaro a quota fissa su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; la lettera b) prevede i totalizzatori sportivi e ippici. Se qualcuno offra oggi un totalizzatore sportivo online è materia che non si può dare per scontata: la quota fissa è il prodotto di riferimento, il totalizzatore è la possibilità accanto. E c’è una distinzione che sfugge spesso: le scommesse sulle corse di cavalli stanno nella lettera a), mentre i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté — richiedono una concessione propria.
Scommesse live e pre-match: due prezzi diversi per la stessa partita
Ogni grande operatore offre il live, e ogni grande operatore lo descrive con le stesse parole. Il pre-match è la quota costruita su una settimana di informazioni; il live è la quota costruita su ciò che sta succedendo nel momento in cui la si guarda. Chi scommette sul cricket live deve aggiungere una variabile che nel calcio pesa meno: la struttura dell’incontro cambia il valore delle informazioni. In un Test un wicket nel primo giorno muove poco; in un T20 gli ultimi tre over valgono quanto le due ore precedenti, e chi guarda il live con un feed in ritardo cronometra una partita che è già andata avanti.
Le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi coperti non sono pubbliche, e nessuna lista di mercati live accompagna questo materiale. La conseguenza pratica è semplice: quello che il reader vede sulla scheda dell’evento è quello che vale. Il mercato live di un evento dichiarato senza risultato, per esempio, ricade nel regolamento dell’operatore come qualunque altro mercato, e la lettura delle condizioni dell’evento prima di puntare è l’unico strumento che il giocatore ha in mano per sapere cosa gli succede se piove.
Quote cricket scommesse: cosa significano i numeri sulla scheda
Una quota decimale è un moltiplicatore, e nient’altro: una puntata di 10 € a quota 1,85 restituisce 18,50 € se la giocata è vincente, dei quali 8,50 € sono profitto netto e 10 € sono il capitale che rientra. Nelle multiple le quote delle singole giocate si moltiplicano in un unico prezzo, e questo è il motivo per cui una multipla a cinque eventi con quote modeste arriva facilmente a due cifre — ed è anche il motivo per cui ogni mercato aggiunto alla combinazione aggiunge il proprio margine a quello degli altri. Il sistema, la multipla e la singola non sono gradi di difficoltà: sono contratti diversi, con costi diversi.
Chi arriva dal gergo delle quote frazionarie inglesi non deve convertire nulla a mano: qui il conto si fa in decimali, con la virgola al posto del punto — 1,85, non 1.85 — e gli importi si scrivono con il simbolo dopo il numero, come in 10 € e 5.000 €.
Il margine del bookmaker: perché il mercato non arriva a 100
Un mercato a due esiti offerto a 1,90 e 1,90 è l’esempio che uso quando devo spiegare in trenta secondi come si paga un bookmaker. Il calcolo è questo: 1 diviso 1,90 fa 0,5263, e lo stesso vale per l’altro esito, quindi la somma delle due probabilità implicite è 1,0526. Il payout di quel mercato — la quota di tutto il giocato che il mercato restituisce — è 1 diviso 1,0526, cioè circa il 95 %. Il margine è quello che resta, 100 % meno 95 %, quindi intorno al 5 %. In una banda realistica, su un mercato a due esiti con entrambe le quote tra 1,85 e 1,95, quel margine sta tra il 5 % e il 7,5 % circa, e dipende da quanto è equilibrato il mercato: due quote identiche sono il caso peggiore, una leggera asimmetria lo riduce un po’. Su un mercato a tre esiti come l’1X2 il conto è identico ma le quote sono tre.
Vale la pena fermarsi sull’ordine di grandezza. Cinque centesimi su ogni euro puntato non si vedono in una singola giocata da dieci euro, si vedono in un anno. Chi punta 100 € a settimana su mercati a margine pieno paga al bookmaker, in media e nel lungo periodo, qualcosa dell’ordine di 250 € di valore atteso in dodici mesi, senza aver mai giocato una partita in più. Non è un consiglio per non scommettere: è la ragione per cui una quota con dieci centesimi in più sullo stesso mercato vale più di qualunque promozione. È anche la ragione per cui i mercati di nicchia costano: dove non c’è volume, il margine si allarga.
Come si calcola la vincita, dalla puntata alle tasche
La formula è elementare e vale per ogni sport, cricket compreso. Con una puntata di 25 € a quota 1,90, il ritorno è 47,50 € se la giocata è vincente, e il profitto netto è 22,50 €. Con la stessa puntata a quota 2,45 il ritorno è 61,25 €, il profitto 36,25 €. Se invece del prezzo pieno la giocata fosse stata offerta a 1,95, il ritorno sarebbe 48,75 €: 1,25 € in più sullo stesso evento, stessa puntata, stesso rischio. Quella differenza è esattamente ciò che il margine del paragrafo precedente toglie o restituisce.
Chi vuole il conto a rovescio — il prezzo minimo al quale una scommessa vale il rischio — può partire dalla quota stessa invece che dal risultato: una quota sotto 1,50 richiede una probabilità implicita di vincita superiore al 66 %, ed è per questo che le giocate a quota bassa sembrano sicure e quasi mai lo sono. Il conto non cambia se l’evento è un T20 o una partita di Serie A: cambia solo quanto è onesto il prezzo che quel mercato offre.
Concessioni ADM, vigilanza e giurisdizione: chi può accettare la puntata
La vigilanza in Italia non si legge da un bollino sul sito, si legge da un elenco pubblico. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 stabilisce che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambe pubbliche. È il documento da guardare prima di qualunque altra cosa, ed è anche il motivo per cui questa sezione viene dopo i formati e prima delle promozioni.
L’autorità di riferimento è l’ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare «AAMS»; il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze sono concessioni assegnate con gara pubblica, non licenze aperte, e sotto l’art. 6, comma 3 il vincitore della gara può gestire uno o più dei giochi elencati per non più di nove anni, senza rinnovo; tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara, mentre le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
Cosa dice un numero di concessione e cosa non dice
L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, non per azienda, e la differenza non è formale: cambiare indirizzo web significa cambiare titolare, termini e assistenza.
Poi c’è il limite dell’elenco, che vale più di ogni riga al suo interno. L’elenco non ha una colonna dei giochi, e un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Un nome sull’elenco, quindi, non dimostra di per sé che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il sito stesso, con il suo palinsesto e la sua app. E una presenza in una classifica non è una concessione. Il rovescio della medaglia è altrettanto vero: l’elenco non esaurisce il mercato, perché esistono altri concessionari oltre ai dieci marchi confrontati qui.
Alla data del 25 ottobre 2026 Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano tra le 52 righe. Non è un giudizio sulla qualità di quei marchi; è la lettura di un elenco pubblico in una data precisa. Eventuali modifiche successive al decreto del 2024 non sono note.
Verificare una concessione in quattro mosse
Il controllo che consiglierei è breve e noioso, ed è per questo che funziona. Prima si apre l’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e si cerca il nome del sito che interessa, non quello della società che compare in pubblicità. Poi si legge la riga fino in fondo: al numero di concessione corrisponde un solo indirizzo .it. Poi si apre il sito corrispondente e si cercano i termini e condizioni, dove l’operatore dichiara il proprio numero di concessione e la società titolare. Infine si guarda la scheda dell’evento che si vuole giocare, per capire se quel mercato sta nel palinsesto approvato.
Chi salta questi passaggi non è imprudente per distrazione, lo è per fiducia. Un dominio che finisce in .com e promette quote migliori non è coperto da nessuno dei quattro passaggi, e la differenza tra un concessionario e un sito senza concessione non è una gradazione di qualità: è il Registro Unico degli Autoesclusi da una parte e nessuna protezione dall’altra.
La pubblicità vietata e i bonus che restano
C’è un’idea diffusa secondo cui il divieto di pubblicità avrebbe fatto sparire i bonus. Non è così, e la distinzione è utile. L’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con legge 96/2018 — il Decreto Dignità — è in vigore, e l’ADM lo richiama con la formula per cui è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet e manifestazioni sportive comprese. L’AGCOM vigila, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza di un bonus: non risulta un tetto statutario né sul bonus né sui requisiti di puntata, e per questo importi, rigioco e quote minime si leggono nei termini di ciascun operatore.
Il contenzioso è la parte viva della questione. Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta, non una legge, è un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: il suo esito non è stato trovato, e alla data di verifica il divieto resta in vigore. Chi legge notizie su sponsorizzazioni in arrivo farebbe bene a trattarle per quello che sono.
Cosa succede a chi gioca su un sito senza concessione
Offrire gioco ai giocatori italiani senza concessione è illegale, e la parte che riguarda il giocatore è meno conosciuta di quanto dovrebbe. L’art. 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, come l’ADM lo riassume, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettate all’estero, e sanziona allo stesso modo anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di casi concreti contro un giocatore non sono noti, ma la norma che l’ADM cita è quella. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis punisce la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.
Il sistema di blocco completa il quadro. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede sanzioni da 30.000 € a 180.000 € per ogni violazione a carico di fornitori di accesso a internet e di servizi di pagamento che disattendono un ordine dell’ADM, e i domini inibiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini oscurati secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Nessuno di questi numeri è una rassicurazione: sono il segno di un inseguimento che continua.
E poi c’è il confronto onesto, che sta al centro dell’angolo da cui questa pagina guarda il tema. Una concessione ADM porta con sé il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza dell’agenzia, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nessuna di queste cose, è esposto all’oscuramento e, come l’ADM stessa scrive, espone il giocatore a una sanzione di carattere penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore.
Il prelievo sulle vincite e la tassa che non paga il giocatore
Sul fronte fiscale conviene separare due piani che vengono spesso confusi. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, prevista dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504 e modificata dalla legge di bilancio per il 2025, è pari al 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite; le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. È un’imposta del concessionario, non del giocatore, ed è la ragione per cui la quota che si vede sullo schermo non cambia a seconda del canale.
Per il giocatore cambia invece il trattamento delle vincite, e la sostanza è questa: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo ricade sul concessionario — la stampa del 2024 e del 2026 parla di somme «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve l’importo netto e non dichiara nulla. È una ricostruzione giornalistica e non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi merita la cautela che merita: chi ha una posizione fiscale delicata farebbe bene a consultare un commercialista.
Il piano cambia del tutto con i siti non autorizzati. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. In pratica significa nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF effettivamente applicata non è nota, e la posizione va riassunta così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Cosa può stare dentro un palinsesto approvato
Il palinsesto non contiene solo partite. L’art. 2, lett. v) del D.Lgs. 41/2024 definisce le scommesse su eventi simulati — sport, corse di cavalli e altri eventi generati al computer e mostrati con un’animazione o con un evento reale preregistrato — ammesse all’interno di una concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». Il punto è che queste giocate hanno un regolamento diverso e spesso un prelievo descritto in modo diverso dalle scommesse su eventi reali: chi le frequenta lo fa sapendo che sta giocando su un prodotto costruito, non su un evento che accade.
Sugli esports, invece, non si può dire con sicurezza se entrino nel palinsesto: è materia che non si legge dall’elenco ADM e che l’operatore espone, o non espone, nel proprio programma. Lo stesso vale per i limiti in denaro sulle puntate nelle scommesse sportive: non risulta un tetto statutario, e gli strumenti che vincolano davvero il giocatore sono i suoi autolimiti e il limite di deposito che sceglie al momento della registrazione.
Sui minori, infine, esiste un provvedimento dirigenziale dell’ADM sulle scommesse e i minori che richiama il DM 111/2006, il cui contenuto non è noto: quello che è certo è il principio dell’art. 3, comma 1, lett. a), che nomina la tutela dei minori di età, e il fatto che le condizioni della concessione escludono i minori dal gioco, con l’età fissata dalla legge italiana a 18 anni.
Prevenzione, tutela e protezione: limiti, identificazione e autoesclusione
Prevenzione, tutela, protezione: le tre parole stanno attorno agli strumenti che un conto italiano offre e a ciò che costano al giocatore in termini di libertà. È la sezione che molte guide trattano come un obbligo di facciata, e che invece decide se un conto funziona per il lettore o gli si ritorce contro nel momento peggiore.
L’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 stabilisce cosa deve essere disponibile: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, stabiliti dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Il comma 2 aggiunge un dovere informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
Identificazione, SPID e i trenta giorni che nessuno legge
Un conto di gioco richiede l’identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione con il modulo e la copia di un documento, oppure con SPID — Goldbet anche con CIE tramite un provider SPID, mentre per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica — e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il dettaglio che fa la differenza non è il metodo ma la scadenza: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti finché non si arriva al momento del primo prelievo, che è esattamente quando il conto non validato diventa un problema. Chi apre un conto la sera, di fretta, è il candidato perfetto a questo intoppo.
Il vantaggio di un conto aperto con SPID o CIE non è la semplificazione in sé: è il fatto che l’identità è già verificata, e la distanza tra il deposito e il prelievo si accorcia. Chi non ha SPID non è escluso da nulla, ma deve ricordarsi la scadenza.
Limiti di deposito: quello che si può abbassare subito e quello che richiede una settimana
I limiti sono la parte dell’offerta italiana che i bookmaker pubblicizzano meno, e non è difficile capire perché: un limite abbassato è un tetto al fatturato di domani. La struttura però è più interessante di quanto sembri, perché non è simmetrica. Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori — Admiralbet fra queste — chiedono di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato diventa efficace dopo 7 giorni. Le condizioni di Admiralbet prevedono inoltre l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni, oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
La logica è evidente e non è ostile: chi vuole giocare meno lo può fare subito, chi vuole giocare di più deve aspettare una settimana. L’asimmetria è la tutela. Il costo per il giocatore è tutto nel verso opposto: un limite alzato nel weekend non è alzato, e una serata in cui si è puntato più del previsto è una serata che i limiti non coprono se il giocatore non li ha impostati prima. Il limite che funziona è quello scelto a freddo, quando non serve ancora.
Resta il punto che nessuna pagina di operatore dice volentieri: l’importo del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara non è pubblico. Gli strumenti che il giocatore ha davvero in mano sono i propri autolimiti e il limite scelto alla registrazione, e sono anche gli unici che si possono verificare da soli, nella propria area riservata, prima di puntare.
Autoesclusione: il RUA e ciò che protegge fuori dal RUA
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore; una fonte di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e periodi e modalità sono quelli che i termini degli operatori e la pagina ADM indicano.
Qui c’è la cosa da capire bene, perché riguarda direttamente chi legge una guida sulle scommesse sul cricket. Il RUA funziona perché gli operatori vi sono collegati; un sito senza concessione non è collegato al registro, quindi un giocatore autoescluso che vi apra un conto non è protetto da nulla. È il punto in cui la scelta tra percorsi — un concessionario italiano o un .com — smette di essere una preferenza sulle quote e diventa una questione di cosa succede quando il giocatore vuole fermarsi. Chi si autoesclude su una piattaforma autorizzata deve sapere che l’effetto si estende a tutte le piattaforme autorizzate in Italia, ed è una conseguenza voluta, non un errore del sistema.
Sul versante dell’aiuto concreto, bet365 indica per i residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È un numero, non uno slogan, ed è l’unico elemento di questa sezione che non costa nulla a nessuno.
Ricariche, prelievi e identificazione: dove il conto incontra la realtà
Il denaro entra ed esce da canali regolati. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche — tabaccai, ricevitorie — iscritti in un registro ADM: ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi; non possono pagare vincite né erogare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Chi pensa di riscuotere al tabaccaio sbaglia di grosso: il punto vendita è una porta d’ingresso per i soldi, non d’uscita.
Tra i canali che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM ci sono carte, PostePay e altre prepaid, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l’elenco preciso di ciascun operatore sta nei suoi termini, e leggerlo prima di scegliere il metodo di deposito evita di scoprire solo al prelievo che il canale preferito non è supportato in uscita. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la posizione è aperta e non risulta una norma che nomini canali approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco di operatori privi di concessione; l’entrata in vigore non è confermata.
Vale la pena dirlo una volta sola, perché è il tipo di regola che una guida liquida con una riga e che invece spiega molte cose: gli strumenti di un conto italiano — limiti, autoesclusione, canali tracciati, foro competente — funzionano tutti perché esiste una concessione dietro il sito. È la stessa concessione di cui si parlava nella sezione sulla vigilanza, vista dal lato del giocatore.
Domande frequenti sulle scommesse sul cricket in Italia
Su quali eventi si può scommettere presso un concessionario ADM?
Solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato dall’ADM, il programma che il concessionario predispone e l’agenzia autorizza, con gli eventi aggiunti uno per uno. Una partita di cricket entra nel perimetro solo se lì dentro è prevista. Quali competizioni e tipi di giocata vi siano contenuti lo dichiara la scheda dell’evento sul sito dell’operatore.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si cerca il nome del sito sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM, dove ogni riga porta un codice da 16000 a 16051 legato a un solo indirizzo .it, e si confronta con il numero che l’operatore dichiara nei propri termini. Un nome sull’elenco non prova da solo che quel sito offra scommesse sportive: l’elenco non ha una colonna dei giochi.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Si moltiplica la puntata per la quota decimale. Con 25 € a quota 1,90 il ritorno è 47,50 € e il profitto netto 22,50 €; gli stessi 25 € a quota 2,45 restituiscono 61,25 €, con 36,25 € di profitto. Nelle multiple le quote delle singole giocate si moltiplicano in un unico prezzo.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano le probabilità implicite di tutti gli esiti di uno stesso mercato, cioè 1 diviso ciascuna quota. Su un mercato a due esiti offerto a 1,90 e 1,90 la somma è 1,0526, quindi il payout è circa il 95 % e il margine intorno al 5 %; con entrambe le quote tra 1,85 e 1,95 il margine sta in una banda tra il 5 % e il 7,5 % circa.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo ricade sul concessionario: è una ricostruzione giornalistica, quindi non è consulenza fiscale. Le vincite da siti non autorizzati andrebbero invece dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate.
Quali limiti di deposito si impostano su un conto con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, insieme a limiti di ricarica, spesa e tempo su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Se un conto consenta di superarli senza modificarli è la lettura dei termini a dirlo.
Scritto dal team di «Battutaemazza».
