Siti di scommesse affidabile 2026: la concessione ADM è per sito, non per marchio

Updated Novembre 2026
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Verificato il 3 Novembre 2026 ed è la concessione il fulcro della faccenda, controllata nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di.

Un marchio noto non è un operatore autorizzato. Sembra ovvio e non lo è: in Italia il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto solo da chi ha una concessione dell’ADM, e quella concessione è legata al singolo sito, non alla società né al nome che il cliente vede in pubblicità. Chi cerca un bookmaker affidabile di solito cerca due cose insieme, un posto dove i soldi tornano indietro e un posto che non sparisca domani mattina. In Italia le due cose hanno una sola fonte verificabile.

Il metodo sta in una pagina pubblica. L’Agenzia pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, e per decidere se un operatore è autorizzato basta consultarlo. L’elenco però non dice tutto, e qui comincia il lavoro vero.

L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive, al poker, ai giochi di abilità, al casinò, all’exchange e al bingo in qualsiasi combinazione: un nome presente in elenco non dimostra da solo che quel sito prenda scommesse sportive. Lo dimostra il sito, con il suo palinsesto e la sua schedina. Trovare un marchio nella lista, insomma, è l’inizio della verifica e non la fine.

E la presenza in una classifica editoriale non è una concessione. Nessuno, qui o altrove, può concedere un titolo che rilascia solo l’Agenzia.

Indice dei contenuti
  1. Il fondamento: che cos’è una concessione per il gioco a distanza
  2. La normativa: chi vigila e con quali strumenti
  3. Prevenzione: gli strumenti esistono prima di averne bisogno
  4. Valutazione: come si costruisce un confronto che regge
  5. Quanto costa davvero giocare: il margine dentro il limite settimanale
  6. Domande frequenti sui siti di scommesse affidabili

Il fondamento: che cos’è una concessione per il gioco a distanza

Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, il riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze si chiamano concessioni e si assegnano con gara pubblica, non con un’autorizzazione a sportello: chi vuole entrare nel mercato italiano partecipa a una procedura, non compila un modulo.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L’autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con concessione, dalle scommesse a quota fissa su eventi sportivi, quelli simulati compresi, e su corse dei cavalli, ai totalizzatori sportivi e ippici, all’ippica nazionale, ai giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa, alle scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè l’exchange, e al bingo. Un concessionario può tenere più di una di queste attività insieme.

La durata massima è di nove anni, senza rinnovo, secondo l’art. 6, comma 3. Tra i requisiti richiesti dalla stessa norma ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’Agenzia fissa nella gara, come precisa l’art. 6, comma 5. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata, come prevedono l’art. 4, comma 3 e l’art. 5, comma 3. Per chi scommette questo significa una cosa concreta: le regole del gioco non cambiano a metà partita per decisione dell’operatore.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dell’Agenzia dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito con dominio .it.

Una società può tenere più concessioni e quindi più siti. Eurobet Italia S.r.l. gestisce per esempio Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, non per azienda, ed è il motivo per cui una stessa realtà può comparire più volte nell’elenco con numeri diversi.

L’effetto pratico è questo: quando un marchio internazionale dice di essere «regolamentato», la domanda successiva non è quale autorità, ma quale sito. Il titolo vale su quel dominio, e su quello soltanto.

All’estremo opposto, quattro nomi molto cercati in Italia non compaiono tra le 52 righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet. Nessuna delle quattro è presente. Il punto non è la loro rispettabilità commerciale, che non è in discussione qui: è che un giocatore italiano su quei siti non ha dietro l’Agenzia, non ha il registro degli autoesclusi, non ha gli strumenti di limite imposti dalla concessione.

Un titolo dichiarato nei termini, e come si legge

Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco. AdmiralBet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito. Nome della società, numero e dominio nella stessa frase: è esattamente la combinazione da cercare.

Il numero di concessione è la parte utile della verifica, perché è ciò che si confronta con l’elenco dell’Agenzia. Se il numero dichiarato nei termini non compare in quell’elenco, o compare associato a un dominio diverso, la discrepanza è il dato più importante di tutta la lettura.

La stessa pagina dei termini serve a un secondo controllo, meno ovvio e per questo più prezioso: verificare quale società risponde del conto. Il concessionario raramente porta il nome del marchio. Bwin è Eurobet Italia, Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò fanno capo ad Azzurri Limited. Chi firma il rapporto contrattuale è la società, non l’insegna.

Il consiglio operativo è di fare il confronto nell’app o nel sito dell’operatore su cui si sta per giocare, non su una pagina di comparazione e non su un risultato di ricerca. Le pagine di confronto invecchiano; l’elenco dell’Agenzia e i termini dell’operatore no, o almeno non nello stesso modo.

Il marchio confrontato è un nome, non un titolo: la verifica si fa nel sito dell’operatore.

Gli elenchi ufficiali arrivano anche dal lato opposto. L’art. 22, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’Agenzia, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, entrambe pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza.

Cosa si perde, e quando, senza una concessione

Offrire gioco ai giocatori italiani senza concessione è illegale, e le conseguenze si distribuiscono su tre fronti in tempi diversi. Il primo è immediato e riguarda l’operatore: l’Agenzia oscura i domini, e i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine dell’Agenzia sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione, come prevede l’art. 22 del D.Lgs. 41/2024. L’Agenzia reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Il blocco lavora a livello di DNS, quindi la sua efficacia dipende dal provider e dalla sua rapidità di aggiornamento. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo la stampa di settore che riporta l’ordine del 24 settembre 2025; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta. I mirror ricompaiono nel giro di ore. In una parola: oscurati.

La conseguenza che conta davvero per il giocatore arriva più tardi, ed è diversa. L’Agenzia, in un comunicato del 28 febbraio 2024, ricorda che la Legge 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e aggiunge che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Non è una clausola contrattuale, è una norma penale, ed è il testo dell’Agenzia. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un singolo giocatore non risultano qui.

Il terzo fronte è economico e silenzioso. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi: chi si è autoescluso resta protetto su tutte le piattaforme autorizzate e non su quel sito. E non c’è una sede italiana davanti a cui discutere una controversia su un prelievo negato. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono, compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, e quelle licenze non hanno alcun valore in Italia.

La parte fiscale completa questo quadro, e il tempismo è la parte interessante: su un sito non autorizzato l’onere si sposta sul giocatore, e si sposta a primavera dell’anno dopo.

Cosa cambia, in pratica, per chi scommette

La concessione non è un timbro decorativo. Porta con sé quattro cose che si sentono tutte al momento del bisogno.

La prima è il RUA. La seconda è la vigilanza dell’Agenzia sul palinsesto: l’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi e tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato dall’ADM, e si può accettare una scommessa solo su eventi che stanno in quel palinsesto approvato. Gli eventi vengono aggiunti uno per uno: a settembre 2026 l’Agenzia ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di scommessa stiano oggi in un dato palinsesto è cosa che un articolo non può sapere, e che il giocatore verifica direttamente sulla schedina.

La terza è la tutela dei minori. L’art. 3, comma 1, lett. a) del decreto nomina la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

La quarta è la sede. Una controversia su un conto di gioco con un concessionario italiano si discute in un quadro italiano. Con un operatore estero, si discute dove vuole lui.

La normativa: chi vigila e con quali strumenti

L’autorità è l’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS: la sigla vecchia resta nei titoli e nei discorsi, la competenza è la stessa. Chi cerca «bookmaker non AAMS affidabili» cerca in realtà due cose diverse, un concessionario ADM o un operatore estero, e le due categorie non sono comparabili.

Sul lato fiscale l’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, prevista dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 il cui numero non risulta qui: 20,5 % se la raccolta avviene su rete fisica e 24,5 % se la raccolta è a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite, secondo la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, contro il 43 % e il 47 % di prima. Le scommesse su eventi simulati pagano 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta di portare le aliquote al 21 % e al 25 % dentro il «Decreto Sport» non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.

Non risulta neppure un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive. Gli strumenti che limitano davvero sono i due che il giocatore ha in mano: i propri autolimiti e il limite di deposito scelto in registrazione.

L’art. 15, comma 1 del decreto elenca la cassetta degli attrezzi: autolimiti di tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’Agenzia; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. La lett. e) è quella che torna più utile, perché l’autoesclusione per categoria di gioco è la forma più precisa delle tre disponibili.

Un dovere informativo completa il quadro: l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, e comunque non più di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

Pubblicità, bonus e il confine che quasi nessuno vede

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, è in vigore, e l’Agenzia lo cita nel comunicato del 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. Il divieto lo fa rispettare l’AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il confine da tenere a mente è questo: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Un «bonus di benvenuto» può esistere; l’operatore non può reclamizzarlo come vuole. E non esiste un tetto statutario ai bonus né un tetto ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore e non da una norma.

Le cronache degli ultimi due anni sono meno lineari di quanto sembri. Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto, secondo la stampa di settore; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta di modifica al bilancio 2026, di fonte Forza Italia, per togliere il divieto alla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni è rimasta una proposta: il divieto è in vigore alla data di verifica.

Per il lettore la conseguenza è curiosa. Il mercato legale italiano è quello che può dire meno, non di più: le sponsorizzazioni sulle maglie, gli spot, le affissioni sono precluse, e la comunicazione ammessa è quella di gioco responsabile, che l’art. 3, lett. m) e l’art. 15, comma 3 del decreto consentono al concessionario di veicolare con il proprio logo. Un marchio che urla di più, in Italia, spesso non ha la concessione.

Cosa succede alle vincite, e quando si paga il conto

Sul sito con concessione, le vincite pagate dal concessionario non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano: il prelievo è alla fonte, il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. Questa è la ricostruzione che la stampa di settore riporta nel 2024 e nel 2026, non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conclusione corretta è di consultare un commercialista prima di decidere.

Sul sito senza concessione il meccanismo si ribalta, e si ribalta per intero. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta; la posizione si enuncia come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».

La differenza di tempismo è brutale e vale la pena dirla con le date. Sul sito italiano la tassa non tocca il giocatore: la paga il concessionario sulla differenza tra raccolta e vincite, tutti i giorni. Sul sito estero il giocatore gioca tutto l’anno convinto di essere a posto, e poi incontra la dichiarazione dei redditi. Un conto salato che arriva molti mesi dopo la scommessa, e arriva per intero.

Prevenzione: gli strumenti esistono prima di averne bisogno

La tutela gioca in anticipo, e il momento in cui conta è la registrazione, non il momento in cui si capisce di aver esagerato. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già al momento dell’iscrizione, un abbassamento che ha effetto immediato e sette giorni di attesa per alzare un limite già fissato.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

Il meccanismo del limite è asimmetrico di proposito: stringere è gratis, allargare costa una settimana. È il dettaglio che sfugge a chi pensa di «sistemare» il limite quando serve, e quando serve è precisamente il momento in cui la settimana di attesa diventa la protezione più utile che il conto abbia.

Sul conto AdmiralBet la registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

L’identificazione è il secondo passaggio, e anche qui le conseguenze hanno una scadenza. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica. Un conto di gioco richiede identificazione piena: gli operatori offrono la registrazione con form e copia di un documento, oppure con SPID, e Goldbet anche con CIE attraverso un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi vengono bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.

Trenta giorni sembrano tanti. Basta un documento scaduto o una foto illeggibile per consumarli, e il blocco arriva esattamente quando si vuole incassare.

Sul conto AdmiralBet si caricano fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure si usa SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente.

Autoesclusione: che cos’è il RUA e quando entra in funzione

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018 e blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale sul territorio. Il registro è la ragione per cui vale la pena avere un conto su un concessionario anche se si gioca poco: la protezione è di sistema.

Admiralbet prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

La domanda si presenta dal portale dell’Agenzia con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto; il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco.

La forma dell’autoesclusione si sceglie, e scegliere bene cambia il risultato. Può essere trasversale, cioè su tutti i concessionari con blocco dei nuovi conti, su un singolo concessionario oppure su una singola categoria di gioco come le scommesse a quota fissa. La trasversale è quella che serve a chi vuole fermarsi davvero: copre anche i siti dove non si ha ancora un conto.

La durata può arrivare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. Chi immagina di riattivarsi dopo una settimana non ha letto la regola: a tempo determinato non si revoca in anticipo, punto.

La conseguenza temporale è precisa e va detta due volte a chiare lettere: durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. Il saldo resta accessibile, e questo è il dettaglio che toglie l’ansia da soldi bloccati.

Su un sito senza concessione questo meccanismo non esiste, perché il sito non è collegato al registro: è il punto in cui i due mondi si allontanano di più, e si allontanano in silenzio.

Le durate lunghe non sono una punizione, sono una conseguenza da mettere in conto prima. Nove mesi di attesa per tornare su un conto a tempo indeterminato, o 270 giorni senza revoca possibile, sono l’orizzonte su cui si decide oggi.

Limiti, ricariche e il deposito scelto in registrazione

Accanto ai limiti che il giocatore si dà ce n’è uno strutturale e spesso dimenticato: il conto si carica anche ai punti vendita ricariche, previsti dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024. L’Agenzia tiene un registro dei punti vendita, tabacchi e ricevitorie, che accreditano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. I punti vendita non pagano vincite e non consentono prelievi, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

Il tetto dei contanti è la parte significativa: cento euro a settimana per conto, non per ricarica. Per chi è abituato a passare dal tabaccaio, questo è di fatto un limite di deposito settimanale aggiuntivo che nessuno ha scelto e che vale solo su quella via.

Fra i canali che le pagine di confronto mostrano sui concessionari ci sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney; l’elenco proprio di ciascun operatore sta nei suoi termini. L’uso delle criptovalute presso i concessionari è una questione aperta, e non risulta una norma che elenchi i canali approvati.

L’art. 22, comma 1 del decreto prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore di quel regolamento non risulta confermata. Vale la pena notare che le ricariche in tabaccheria funzionano solo su un conto identificato e intestato, il che rende il canale tracciabile per costruzione.

Gioco responsabile: cosa offre un operatore, in concreto

Sul terreno del gioco responsabile ciò che si può verificare è meno di ciò che si vorrebbe, e conviene dire cosa si vede. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

La combinazione conta più dei singoli pezzi. Un periodo di pausa è flessibile ma temporaneo; un limite di versamento agisce sul flusso di denaro; un avviso sull’attività di gioco è informazione, non blocco; l’autoesclusione è rigida ma trasversale. Chi ha un problema di controllo non ha bisogno della pausa, ha bisogno del registro.

Il numero verde merita una riga a sé, perché non passa dall’operatore e non passa dal conto: 800 55 88 22 è gratuito e anonimo, e serve anche a chi non ha nessuna intenzione di autoescludersi ma vuole parlarne con qualcuno che non è una pagina di termini.

Valutazione: come si costruisce un confronto che regge

Un confronto tra siti di scommesse ha senso solo se le colonne sono verificabili. Ecco quelle che reggono, e perché.

La prima colonna è il titolo: numero di concessione dell’ADM e società concessionaria, letti dai termini dell’operatore e confrontati con l’elenco dell’Agenzia. È l’unica colonna che non invecchia e che nessun operatore può aggiustare con un restyling.

La seconda è cosa dicono i termini dell’operatore sul tema della chiave, cioè sulla concessione e su ciò che vi si collega: dichiarazione del titolo, limiti impostati in registrazione, strumenti di gioco responsabile, durate di autoesclusione.

La terza, che aggiungo qui perché manca a quasi tutte le tabelle in circolazione, è la verificabilità nel tempo: quanta parte di quello che l’operatore dichiara si controlla su una fonte terza. Una concessione si controlla. Un palinsesto no. Una quota no.

La tabella: meccanismo, titolo e ciò che i termini dicono

panorami: confronto tra i dieci operatori su concessione dichiarata e contenuto dei termini.

Operatore Concessione ADM e concessionaria Cosa dicono i termini dell’operatore sul tema della chiave
Betsson n. 16027, Azzurri Limited I termini non dichiarano il titolo; l’app parla di scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale I termini non dichiarano il titolo; l’app copre dall’ippica agli scacchi fino a spettacolo e politica
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited I termini non dichiarano il titolo; l’app unisce il casinò alle scommesse sui grandi eventi
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. I termini non dichiarano il titolo; il bonus Sport-50 è riservato a chi ha il conto verificato, con deposito minimo di 20 €
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Dichiarata: concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM, servizio tramite Admiralbet.it; limiti di ricarica, spesa e tempo giornalieri, settimanali e mensili; autoesclusione da 7 a 270 giorni o indeterminata dal 1° febbraio 2026
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc I termini parlano di bonus non prelevabili subito, da giocare secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM, con un massimo di 100 € di bonus per scommessa
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc I termini non dichiarano il titolo; pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il numero verde 800 55 88 22 per i residenti in Italia
SNAI n. 16032, Snaitech Spa I termini non dichiarano il titolo; l’app offre singole, multiple e sistemi con Cash Out
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. I termini non dichiarano il titolo; l’app propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) I termini non dichiarano il titolo; l’app consente schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi

La colonna centrale è la più corta da compilare e la più informativa: è l’unica che il lettore può ricontrollare su una fonte che non è l’operatore. Il numero di concessione sta nei termini e sta nell’elenco dell’Agenzia, e le due cose si confrontano in due minuti. Tutto il resto della riga è materiale dichiarato dall’operatore, utile per farsi un’idea e inutile come prova.

Le celle che ripetono «i termini non dichiarano il titolo» non sono un giudizio su quei marchi. Sono la fotografia di una pagina: la dichiarazione della concessione sta nei termini del conto di gioco, e non tutti gli operatori la mettono nella stessa sezione. Chi la cerca la trova; chi legge una tabella di confronto e basta, no.

Criteri: come si pesano affidabilità, limiti e offerta

Ordino i criteri per conseguenza, non per simpatia.

Al primo posto l’autorizzazione e la sua verificabilità. Non è una questione di prestigio: è la condizione che accende tutti gli strumenti di tutela descritti sopra. Un operatore senza titolo non è un operatore con meno tutele, è un operatore con zero tutele italiane.

Al secondo posto la trasparenza del conto: identificazione, limiti iniziali, tempi di reazione alle richieste. Le specifiche che contano qui sono piccole e molto concrete, come la regola dei sette giorni per alzare un limite o dei trenta giorni per validare un conto senza SPID.

Al terzo posto la copertura dell’offerta: quali sport, quali tipi di scommessa, quali mercati, e dove si può chiudere una schedina prima della fine dell’evento.

Al quarto i costi: quota offerta, requisito di giocata, durata dell’offerta, cap sulle vincite da bonus. Il tema del rigioco è quello che pesa più di ogni altro.

Al quinto la tracciabilità dei pagamenti. Un canale tracciabile è un canale che lascia una prova, e una prova serve esattamente nel giorno in cui qualcosa non torna.

Su un punto conviene togliere ogni illusione. Le licenze estere non hanno alcun valore in Italia, e un sito che le espone come argomento sta descrivendo la propria giurisdizione, non la tutela di chi gioca dall’Italia.

Classifica: i dieci operatori, uno per uno

L’elenco che segue segue l’ordine dei codici di concessione del nostro confronto e non un giudizio di valore: dieci marchi, tutti concessionari ADM con sito .it, tutti con fatti verificabili sulle scommesse sportive. Non è l’intero mercato. Altri concessionari esistono, e un marchio che non compare qui non è per questo privo di titolo.

Betsson: il bookmaker sull’app, con la concessione di Azzurri Limited

Betsson opera su Betsson.it con la concessione ADM n. 16027, intestata ad Azzurri Limited. La società non porta il nome del marchio, e questo è il primo dettaglio che un lettore attento incontra leggendo i termini: l’insegna è una, il soggetto giuridico è un altro.

L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La struttura è quella dell’operatore che punta tutto sul prodotto mobile: mercati larghi, navigazione da telefono, una sezione casinò nella stessa app.

Il giudizio: per chi scommette soprattutto da smartphone e vuole un catalogo di mercati ampio sul calcio, la combinazione è solida; per chi cerca informazioni sull’identificazione e sui limiti direttamente nei termini incontrerà meno materiale di quanto meriti il resto dell’offerta.

Eurobet: il palinsesto più largo del gruppo, concessione n. 16012

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale è un caso interessante, perché con una sola società gestisce siti diversi: Eurobet, Bwin e Gioco Digitale compaiono tutti tra le righe dell’elenco dei concessionari. La concessione di Eurobet.it è la n. 16012. Per il giocatore questo significa una cosa pratica e poco intuitiva: cambiare sito passando da un marchio all’altro dello stesso gruppo non cambia il soggetto con cui si ha il rapporto contrattuale.

L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni.

La larghezza del palinsesto è il vero argomento di questo operatore, e per certi lettori è il criterio che decide. Sulle dieci cose che una casa generalista offre, Eurobet tende a offrirne dodici.

Il giudizio: la copertura di nicchia è la ragione per aprire qui, e anche il limite da conoscere, perché le scommesse su eventi di spettacolo e politica hanno regole e tempi di risoluzione propri; chi cerca solo calcio e basket trova una schedina sovradimensionata rispetto al proprio uso.

StarCasinò: il casinò che prende anche scommesse, concessione n. 16026

StarCasinò, sul dominio Starcasino.it, fa capo ad Azzurri Limited con la concessione ADM n. 16026. Il registro dell’Agenzia funziona per siti, e questo è uno dei casi in cui si vede meglio: lo stesso soggetto giuridico di Betsson, ma una concessione diversa e un sito diverso.

L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Il giudizio: è un operatore per chi vuole un conto solo e il casinò dentro, sapendo che il bookmaker non è il motivo per cui il marchio esiste. A chi cerca profondità di mercati sulle scommesse conviene guardare altrove, e non è una critica: è una questione di dove il prodotto è costruito.

NetWin: bonus che richiede il conto verificato, concessione n. 16035

NetWin Italia S.p.a. ha la concessione ADM n. 16035 sul proprio sito.

L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100% del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e un codice promozionale da inserire al primo versamento.

Il dettaglio operativo è tutto nella parola «verificato». Un conto non ancora validato non accede all’offerta, e la validazione è la stessa procedura descritta nella sezione sulla prevenzione, con i suoi tempi. Chi si registra il sabato per giocare alla domenica può incontrare lì il primo ostacolo.

Il giudizio: la struttura del bonus è pulita e l’importo è quello che è, ma il requisito del conto verificato e il deposito minimo di 20 € fissano la soglia reale di ingresso, e la soglia è più alta del bonus stesso in proporzione; per chi apre un conto con 20 € questo è un operatore che chiede di essere preso sul serio.

AdmiralBet: il titolo dichiarato e i limiti già pronti, concessione n. 16048

AdmiralBet, Admiral Bet S.r.l., concessione ADM n. 16048, sito Admiralbet.it.

Il marchio fa la cosa che quasi nessun altro fa nello stesso posto: dichiara di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito. Titolo, numero e dominio in una frase, nella pagina che il giocatore firma.

Il conto si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. In registrazione si impostano un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Sul gioco responsabile il quadro è il più dettagliato del gruppo: l’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Il giudizio: la verificabilità è il punto di forza, perché ogni affermazione di questo profilo si controlla nell’elenco dell’Agenzia o nei termini del conto; chi vuole sapere con chi ha a che fare prima di depositare trova qui il materiale, e trova anche tre limiti da impostare subito, che è il momento giusto per farlo.

William Hill: bonus con requisito di giocata e cap di 100 €, concessione n. 16044

William Hill Malta Plc opera William Hill con la concessione ADM n. 16044. È l’unico dei dieci in cui il nome della società contiene il nome del marchio, dettaglio banale che risparmia un controllo.

Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

Il quadro sui bonus è il più esplicito del gruppo: per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e William Hill precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Due informazioni in una riga, e sono le due che contano.

Il giudizio: la distinzione tra accredito immediato con SPID e bonus di verifica con registrazione manuale è utile a chi ha il SPID e inutile a chi non lo ha, e chi non lo ha paga il ritardo con i 96 ore e con la metà dell’importo; il cap di 100 € per scommessa, invece, non morde quasi nessuno, perché pochi puntano quel valore su una singola giocata con denaro da bonus.

bet365: pausa e limiti di versamento, concessione n. 16030

bet365 fa capo a Hillside (New Media Malta) Plc, concessione ADM n. 16030.

Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

Sul gioco responsabile gli strumenti di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Un dettaglio di mercato merita una nota, perché lega la concessione al palinsesto: quando l’Agenzia ha autorizzato la Setka Cup, a settembre 2026, bet365 è stato il primo partner secondo la stampa di settore. Il palinsesto approvato si muove, e i grandi operatori sono i primi a stare dentro i movimenti.

Il giudizio: la parte di prevenzione è quella di un operatore che elenca quattro strumenti invece di uno, e i limiti di versamento sono il tipo di limite che agisce sul denaro in entrata, cioè sul punto in cui il conto cresce; sul resto è un bookmaker da grandi eventi internazionali, e per chi scommette sui campionati minori la copertura vale quanto il marchio.

SNAI: schedine con Cash Out, concessione n. 16032

Snaitech Spa gestisce SNAI con la concessione ADM n. 16032.

L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Il Cash Out è la funzione che cambia il modo di giocare più di qualunque quota: consente di chiudere una schedina prima del novantesimo, e il prezzo che si accetta è quello offerto dall’operatore in quel momento. Chi non l’ha mai usato tende a trattarlo come una seconda scommessa; in realtà è una via d’uscita, e come tutte le vie d’uscita ha un costo incorporato.

Il giudizio: la copertura dei mercati sulle statistiche di partita è la parte più distintiva, e chi gioca sui cartellini o sui tiri trova qui materiale che altrove è più sottile; il Cash Out resta l’argomento principale, con la consapevolezza che è uno strumento dell’operatore e non una concessione gratuita.

Betfair: exchange e Supercombo, concessione n. 16028

Betfair Italia S.r.l. ha la concessione ADM n. 16028 sul sito Betfair.

L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

L’operatore è descritto come il primo dell’exchange in Italia, con la concessione 16028; la documentazione dell’operatore è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi per la giocata «punta» con passi da 50 centesimi. Un articolo di settore del 2024 riporta che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e quali siano le regole di commissione non risulta.

Vale la pena spiegare il meccanismo perché è diverso da tutto il resto. Nell’exchange il giocatore può fare la punta o la banca, cioè può scommettere contro un altro giocatore, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima, come prevede l’art. 2, lett. u) del D.Lgs. 41/2024. La differenza pratica è che qui la quota la fa la domanda e non l’operatore, e il margine prende la forma di una commissione.

Il giudizio: il mercato dell’exchange è la cosa per cui aprire qui e la ragione per cui molti lettori non hanno niente da fare su questo profilo, perché si scommette contro altre persone e non contro un listino; il resto dell’app è un bookmaker ordinario con una sezione combo ben fornita.

Goldbet: identità con CIE e schedine sistemi, concessione n. 16009

Goldbet Better Organization Italy S.p.a., GBO Italy, è titolare della concessione ADM n. 16009 per Goldbet. Il nome della società non è quello del marchio, e vale la solita avvertenza: la lettura dei termini resta il modo per capire con chi si firma.

L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

Sul fronte identità, Goldbet è tra gli operatori che offrono anche l’identificazione con CIE attraverso un fornitore SPID, accanto a SPID e alla registrazione con documento. È una differenza che sembra tecnica e non lo è: la CIE ce l’hanno tutti, lo SPID non ancora, e un conto che si apre con la carta d’identità elettronica si valida in poco.

Il giudizio: la combinazione tra ampiezza delle schedine e canali di identificazione è la parte migliore di questo profilo, perché entrambe agiscono sul momento in cui il conto diventa operativo; il bonus di benvenuto, invece, resta l’elemento su cui leggere i termini prima di considerarlo un argomento, e senza un requisito di giocata verificato non è una ragione per scegliere.

Quando il conto è già aperto: cosa controllare

Chi ha già un conto può fare tre controlli in pochi minuti, e conviene farli in quest’ordine.

Il primo è il numero di concessione nei termini del conto di gioco, da confrontare con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza. Se il numero non c’è, la riga successiva sui termini di un operatore senza concessione spiega perché quella assenza pesa.

Il secondo è il limite di deposito impostato in registrazione, che si può abbassare con effetto immediato e alzare solo dopo sette giorni. Chi non ricorda di averlo scelto ne ha quasi certamente uno impostato in automatico, ed è il momento di guardarlo.

Il terzo è lo stato dei propri strumenti di gioco responsabile: se non c’è un limite di versamento attivo, se non c’è un periodo di pausa mai usato, se il conto si è aperto senza SPID e non è mai stato validato. Il conto non validato entro 30 giorni viene sospeso e i prelievi vengono bloccati, e quella scadenza è l’unica di questa pagina che fa perdere l’accesso ai soldi.

Il conto di un lettore: dalla verifica all’offerta

Prendiamo un lettore che ha 100 € a settimana da mettere sul calcio, un conto nuovo e nessuna voglia di leggere venti pagine di termini.

Il primo passo è la verifica: cerca il nome della società nei termini, trova il numero di concessione e lo confronta con l’elenco dell’Agenzia. Due minuti, e da lì in poi sa se il resto ha senso.

Il secondo passo è la registrazione, con SPID se ce l’ha. Nell’atto pratico sceglie il limite di deposito, e la scelta è a senso unico: abbassarlo si può in qualsiasi momento, alzarlo richiede sette giorni.

Il terzo passo è la verifica dei documenti. Se il conto si apre con documento caricato e non con SPID, il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi vengono bloccati.

Il quarto passo è la lettura dell’offerta di benvenuto, alla voce requisito di giocata, durata e cap sulle vincite.

Su questo quarto punto vale la pena mettere il numero che tutti saltano. Un bonus reale pari al 100% del primo deposito fino a 50 € è una somma che non si preleva al momento dell’accredito; il credito va giocato, come ricorda William Hill, secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. La domanda da fare al quarto passo non è «quanto vale», ma «quanto ci vuole a sbloccarlo, e a quali quote».

Con 100 € di giocate settimanali, la settimana del conto è sempre più corta di quella del calendario: il deposito limite scelto in registrazione dura sette giorni, e la scadenza di un’offerta di benvenuto spesso ne dura quattordici.

Quanto costa davvero giocare: il margine dentro il limite settimanale

Qui entra l’aritmetica, e conviene farla su un caso illustrativo invece che su una quota letta chissà dove. Prendiamo un giocatore che si è dato 100 € di limite di deposito settimanale, li deposita una volta e li gioca una volta sola su un mercato a due esiti offerto a quota 1,90 e 1,90. Non è una quota reale di nessun operatore: è un esempio.

La prima cosa da calcolare è quanto di quei 100 € tornerebbe indietro in media se il mercato pagasse l’intero importo giocato. Con due esiti a 1,90 e 1,90, la quota di ritorno è uno diviso la somma di un diviso 1,90 più un diviso 1,90, e dà 95 %. Il margine del bookmaker su quel mercato è il resto, cioè il 5 %. Su un mercato a due esiti con quelle quote reali la quota di ritorno sarebbe più alta, e il margine più basso; l’esempio serve a mostrare il meccanismo, non a stimare il listino di nessuno.

Il costo atteso della giocata, assunto quel margine, sta intorno ai 5 € su 100 € giocati. Una banda ragionevole è 4-6 €, e la condizione che la tiene larga è una sola: il mercato di riferimento. Un mercato a due esiti non è un mercato a tre esiti con il pareggio dentro, e non è un mercato con margini diversi; su un 1X2 di un campionato minore il 5 % può diventare abbondantemente di più, su un mercato principale di un grande torneo può scendere. Più largo è il listino, più quel numero sale.

Ora la parte che di solito non si dice. Quel costo non è un costo del bonus né una tassa: è il prezzo incorporato in ogni quota, e si paga anche senza nessuna offerta di benvenuto. Le 22 puntate settimanali da 1 € di chi gioca cento euro a settimana in tante giocate da un euro pagano quel margine ventidue volte, su un importo identico. Quattro giocate da 25 € lo pagano quattro volte. Il numero delle giocate non cambia il costo atteso in percentuale, ma cambia quante volte il giocatore si espone a un margine, e cambia la varianza del risultato molto più della sostanza.

E c’è il vincolo che morde davvero, ed è quello dei tempi. Cento euro di deposito sono, per costruzione, la settimana del lettore. Se il limite è settimanale, la ricarica successiva arriva dopo sette giorni, e la copertura di un calendario non si allarga a comando. Chi vuole seguire più eventi di quanti il limite permetta non deve alzare il limite — che richiede sette giorni — ma distribuire meglio quello che ha, e questo lo decide al momento della registrazione, non durante il campionato.

La conclusione da tenere è più stretta di quanto sembri. Su un limite di deposito settimanale di 100 €, il costo atteso di una settimana di gioco su un mercato a due esiti con margine intorno al 5 % sta in una banda di 4-6 €, e quel numero è il prezzo medio del divertimento, non una previsione su come andrà la settimana. Con 100 € si perdono o si vincono centinaia, in una settimana; il 5 % è ciò che resta all’operatore su tante settimane. Chi ha una settimana da 100 € non ha un problema di margine, ha un problema di puntate: con il deposito a 100 € e una singola da 1,90, il ritorno del caso favorevole è 190 €, e il profitto netto 90 €.

E la variabile che pesa più di tutte non è nell’aritmetica. Se il mercato illustrato paga 95 % su entrambi gli esiti, il gioco paga tutto l’anno; se il lettore cambia operatore ogni mese per inseguire i bonus di benvenuto, il tempo che passa tra il conto nuovo e il prelievo diventa il suo vero costo, molto più di cinque euro su cento.

Domande frequenti sui siti di scommesse affidabili

Come faccio a verificare che un bookmaker abbia davvero la concessione ADM?

Basta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia: è la verifica ufficiale. Poi si controlla che il numero di concessione dichiarato nei termini del conto di gioco corrisponda a una riga dell’elenco e a quel dominio, perché la concessione è rilasciata per singolo sito e non per società.

Perché un operatore con concessione ADM usa un sito con dominio .it?

Perché la concessione è legata al singolo sito, e l’elenco dell’Agenzia associa ogni codice a un dominio. Il marchio può esistere a livello internazionale, ma il servizio autorizzato per i giocatori italiani passa da quel dominio: è il motivo per cui quattro marchi molto cercati non compaiono fra le righe dell’elenco.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi è attivo dal 2018 e blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e le sale sul territorio. La domanda si presenta dal portale dell’Agenzia con SPID o a un concessionario presso cui si ha un conto, e durante l’esclusione non si deposita né si gioca, ma si preleva il saldo.

Che limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il giocatore ne sceglie uno settimanale o mensile già in registrazione, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale al momento dell’iscrizione. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per alzare un limite già fissato servono sette giorni: la direzione comoda è una sola, e la scelta iniziale pesa.

Quali rischi corro su un sito di scommesse non AAMS?

Nessuna tutela italiana: il sito non è collegato al RUA, non c’è vigilanza dell’Agenzia sul palinsesto e non c’è una sede italiana per le controversie. In più l’Agenzia ricorda, nel comunicato del 28 febbraio 2024, che il partecipante alle scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Su un concessionario il prelievo è alla fonte e il giocatore riceve la somma netta senza dichiarare nulla: la ricostruzione è della stampa di settore, quindi conviene consultare un commercialista. Su un sito estero l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 2010, le tratta come redditi diversi da dichiarare per l’intero importo.

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