AAMS scommesse in Italia 2026: il numero di concessione che conta
Dati aggiornati al 3 Novembre 2026, con licenze e numeri di concessione verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM e sui termini e condizioni degli operatori.

Chi cerca «AAMS scommesse» cerca una cosa sola: la prova che il sito su cui sta per depositare esista davvero. La prova c’è, è pubblica, e non è il posto in classifica. Il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia soltanto da chi ha una concessione dell’ADM, e l’Agenzia tiene l’elenco dei concessionari autorizzati sul proprio sito: quello è l’unico test che conta, e si può fare in due minuti.
Poi arriva la parte che nessuna pagina di comparazione scrive in faccia al lettore, e riguarda ogni singolo euro che una persona può perdere su un sito non autorizzato: i soldi che ci sono dentro, il numero verde che non si compone, la vicenda infinita con un’assistenza che risponde in una lingua che non parli. Chi si ferma alla prima riga di un motore di ricerca paga più di quanto creda.
L’etichetta storica «AAMS» è un residuo. L’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato non esiste più come tale, le sue funzioni sono passate all’ADM (ex AAMS), l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e il mercato continua a usare la vecchia sigla perché è quella che la gente digita. Chi scrive «sito AAMS» oggi intende un operatore con concessione ADM. Chi scrive «AAMS» e ti mostra un dominio .com sta vendendo un’altra cosa.
Indice dei contenuti
- Fondamenti: che cos’è una concessione e come si controlla
- Normativa e vigilanza: cosa si può giocare, e a che prezzo per l’operatore
- Prevenzione: le leve che si scelgono prima, non dopo
- Criteri: come si legge una classifica di scommesse in Italia
- Il confronto: dieci concessionari, e cosa fa la differenza tra loro
- Domande frequenti
Fondamenti: che cos’è una concessione e come si controlla
La parola esatta in Italia non è licenza, è concessione. Non si compra, non si richiede allo sportello: si vince. Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, che riordina il settore dei giochi pubblici e a distanza, disegna un sistema a gara pubblica. L’ultima tornata, quella di settembre 2025, ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Una barriera d’ingresso economica così spiega da sola perché a certe cifre non si arriva con un sito improvvisato.

L’elenco dell’ADM, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, e ogni riga porta nome dell’azienda, titolo e indirizzo del sito autorizzato. Il punto che le guide salta più spesso è questo: la concessione è per sito, non per azienda. Una società può gestirne diversi, come Eurobet Italia S.r.l., che firma Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, e la stessa insegna commerciale non è mai la titolare del titolo — Lottomatica fa capo a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited, bet365 a Hillside (New Media Malta) Plc, Betfair a Betfair Italia S.r.l., Netwin a Netwin Italia S.p.a., Eurobet a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, SNAI a Snaitech Spa, Sisal a Sisal Italia S.p.a., Admiralbet ad Admiral Bet S.r.l.
C’è poi un dettaglio tecnico che vale più di mille recensioni: l’elenco non ha una colonna per i giochi. La concessione copre in qualunque combinazione scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di casinò, betting exchange e bingo, e art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca cosa si può offrire a distanza: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse dei cavalli (lett. a), totalizzatori sportivi e ippici (lett. b), i giochi di ippica nazionale (lett. c), i giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa (lett. d), le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange (lett. e), il bingo (lett. f).
Tradotto: stare nell’elenco non dimostra da solo che quella piattaforma accetti scommesse sportive, e non esiste nessun modo di dedurlo dal registro. Si guarda il sito, si guarda il titolo dichiarato, si guarda il palinsesto. Chi pretende di stabilirlo dal marchio lo sta indovinando.
Il titolo lo dichiara l’operatore stesso, nei termini del conto di gioco, ed è così che si incrocia il registro con la realtà: AdmiralBet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza per il tramite della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM, e indica il servizio sul sito Admiralbet.
Il secondo pezzo di quella frase è il dominio, e non è un vezzo grafico. Una concessione vale su un indirizzo specifico, quindi un nome sul registro di norma vive su un sito .it. AdmiralBet, Sisal, SNAI, StarCasinò, Betsson, Lottomatica, Betfair, NetWin, bet365 ed Eurobet stanno tutte su domini italiani. Un dominio estero, per costruzione, non è coperto dalla concessione e non compare in un elenco per sito.
L’esempio istruttivo non va cercato lontano. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non sono tra le 52 righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026. Sono marchi conosciuti, con sponsorizzazioni che in Italia nessuno può mostrare, e questo non li rende autorizzati: li rende assenti da un registro che non ha scomparti. Una pagina che li mette in classifica accanto a un concessionario sta confrontando un negozio con un banco fuori dal mercato.
Il controllo che chiunque può ripetere, in ordine: aprire l’elenco dell’ADM, cercare il dominio esatto — non il marchio, il dominio — poi scorrere i termini del conto fino alla riga in cui l’operatore dichiara numero di concessione e società. Se la ricerca per dominio non dà nulla, la questione è chiusa, qualunque cosa dica la pagina che ti ha portato fin lì.
Un dettaglio che il registro non copre, e che va detto invece di gonfiarlo: l’elenco ha 52 righe aggiornate al 25 ottobre 2026, non descrive l’intero mercato dei concessionari, e una modifica successiva al decreto del 2024 non è nota a chi scrive. Un marchio che non compare in un confronto non è per ciò stesso privo di titolo. L’elenco dell’Agenzia è la fonte, non questa pagina.
Cosa resta scoperto quando il titolo manca
Su un sito senza concessione non si perde soltanto la supervisione dell’ADM e l’accesso ai registri: si perde la possibilità di farsi riconoscere dentro un sistema. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, è nato nel 2018 e funziona solo per gli operatori collegati. Un sito fuori dalla rete non è connesso a nulla, quindi l’autoesclusione richiesta in Italia non protegge il giocatore su quella piattaforma: il blocco non parte e la registrazione non viene rifiutata.
Da lì, il resto va a catena. I domini vengono reindirizzati a una pagina di avviso, il blocco agisce a livello di DNS e qualche fornitore di connettività resta indietro, e per ogni indirizzo oscurato ne ricompaiono altri entro poche ore; l’ordine del 24 settembre 2025, come riportato dalla stampa di settore, aveva portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta. Gli intermediari che disattendono un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione.
Il conto cambia di segno anche per il giocatore. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, nella lettura che ne dà l’ADM, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi accettati all’estero, e — questa è la parte che le pubblicità non dicono — anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un singolo giocatore non sono noti a chi scrive. Il fatto che i casi non facciano notizia non rende la norma inesistente.
Normativa e vigilanza: cosa si può giocare, e a che prezzo per l’operatore
Di cosa è fatto il prodotto lo dice l’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024: il palinsesto è il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e la scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel programma. L’ADM autorizza gli eventi uno per uno; a settembre 2026 ha ammesso la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di scommessa contenga un palinsesto specifico non è dato sapere dall’esterno.
Un secondo strato riguarda gli eventi simulati, definiti dall’art. 2, lett. v): le scommesse su eventi simulati, cioè competizioni riprodotte al computer e mostrate con un’animazione o con una registrazione, stanno dentro la concessione delle scommesse sportive, e le piattaforme le raccolgono sotto la voce «Virtuali». La corse dei cavalli, invece, nel diritto sono due cose distinte: le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili — che hanno bisogno di una concessione propria (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h). Se un marchio online raccolga oggi i totalizzatori di ippica nazionale non è dato sapere.
Il live è un altro capitolo con un buco in mezzo. Tutti i grandi operatori offrono mercati in corso, ma le regole dell’ADM su mercati live, ritardi e sospensioni non sono note a chi scrive, e non esiste un elenco di mercati live consultabile. La sezione «Live» del portafoglio va letta sul singolo sito con la partita davanti.
Il betting exchange, chiamato in Italia punta e banca, è un gioco a sé dentro l’art. 6, comma 1, lett. e) e definito dall’art. 2, lett. u): il giocatore può fare il bookmaker, il concessionario si limita a metterlo in contatto anonimo con un altro giocatore, e non è un bookmaker. La documentazione di Betfair, primo operatore del comparto con la concessione 16028, riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «a favore» di 200 centesimi con passi di 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla perché il prelievo grava sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere.
Sul resto la risposta è più secca di quanto ci si aspetti. Non è noto un tetto di legge all’importo che un giocatore può puntare sulle scommesse sportive in Italia: le due leve che esistono sono i limiti che il giocatore sceglie e il limite di deposito fissato in registrazione. Chi cerca una cifra statutaria non la trova, e non è una lacuna del racconto: è il disegno del sistema.
Qualcosa di simile vale per gli eventi dei minori: esiste una delibera di un direttore dell’ADM sulle scommesse e i minori che richiama il DM 111/2006, ma il suo contenuto non è noto a chi scrive, e sugli eSports nessuno può dire se il palinsesto li includa.
Un titolo lungo nove anni, senza rinnovo
La durata è la parte che cambia le prospettive di chi confronta gli operatori. L’art. 6, comma 3, D.Lgs. 41/2024 stabilisce che i vincitori della gara possono gestire uno o più dei giochi elencati per un massimo di nove anni, senza rinnovo, cioè senza rinnovo automatico. Per partecipare servono una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, un piano industriale e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5).
Il resto della cornice è pensato per resistere al tempo: le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata del titolo (art. 4, comma 3, e art. 5, comma 3). Per il giocatore è un elemento di stabilità, per l’operatore un vincolo — e per chi legge un’offerta è il motivo per cui certe condizioni promozionali non cambiano a metà anno.
Nessuna concessione è eterna, nessuna si rinnova per inerzia e nessuna insegna commerciale è proprietaria del proprio titolo. Chi apre un conto su un marchio che non conosce sta aprendo un conto presso una società, e la società è scritta in fondo ai termini.
Pubblicità vietata, bonus legittimi: la coppia che nessuno spiega
Qui il mercato italiano vive una contraddizione che vale la pena guardare in faccia. Il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, il Decreto Dignità, all’art. 9 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. L’ADM, in un comunicato del 28 febbraio 2024, lo ha ripetuto per chiarire che pubblicizzare siti di gioco illegale è reato. La vigilanza è dell’AGCOM, che applica una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Lo stato dell’applicazione, per chi legge una pagina di scommesse, è più interessante del divieto stesso. Secondo la stampa di settore, nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica della norma. Una proposta di modifica, un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, non ha avuto un esito noto a chi scrive: alla data della verifica il divieto è in vigore.
Il decreto non intende azzerare la comunicazione. L’art. 3, lett. l) promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile, e l’art. 3, lett. m) insieme all’art. 15, comma 3, consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile che portano il suo marchio. Tradotto: parlare di gioco responsabile si può, invitare a giocare no. Ed è esattamente la ragione per cui il banner «gioca responsabilmente» convive con offerte di benvenuto che nessuno può reclamizzare in televisione.
Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non è noto alcun tetto di legge all’importo di un bonus di benvenuto né al requisito di giocata che lo accompagna: importi, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore, ed è lì che vanno letti.
Chi paga l’imposta, e su quale base
La tassazione in Italia colpisce il concessionario, non la schedina del giocatore. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 il cui numero non risulta confermato: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’ammontare della raccolta al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Il primo effetto pratico per chi gioca è di non dover fare nulla. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo è alla fonte: il giocatore riceve la somma netta e non versa nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa nel 2024 e nel 2026 e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi va presa per quello che è, e in caso di dubbio si sente un commercialista.
Il secondo effetto riguarda chi gioca fuori. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF da applicare non è nota a chi scrive, e la questione è di inquadramento, non di consulenza: le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate.
Ecco perché chi ha provato un sito estero e poi ha messo i numeri nella dichiarazione dei redditi racconta la stessa storia: la cifra in chiaro è più alta di quella che sembrava, e non perché ci fosse una sorpresa scritta male in un contratto.
Pagamenti: il limite dei 100 € che quasi nessuno conosce
Il denaro che entra in un conto di gioco ADM passa per canali sorvegliati, e uno di questi ha un tetto che vale la pena stampare in testa. L’art. 13, D.Lgs. 41/2024, disciplina i punti vendita ricariche: l’ADM tiene un registro di questi punti — tabaccherie e ricevitorie — e può ricaricare il conto online soltanto su richiesta dell’intestatario, dopo l’identificazione, con gli strumenti che l’intestatario ha già comunicato al concessionario oppure con contanti fino a 100 € a settimana in totale. I punti di ricarica non possono pagare vincite né liquidare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno.
La conseguenza per chi fa la spesa sotto casa è concreta: la ricarica in contanti si ferma a 100 € a settimana in totale tra tutti i punti, e non è una regola del singolo gestore ma una regola di sistema. Chi vuole versare di più deve passare da uno strumento già registrato sul conto.
Gli altri binari che si vedono sulle piattaforme ADM sono carte, PostePay e altre prepaid, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria con SisalPay e Mooney. L’elenco completo per un singolo operatore sta nei suoi termini. Le criptovalute presso i concessionari ADM sono una questione aperta, e non si conosce una norma che nomini i binari approvati.
C’è infine una norma pensata per strangolare i pagamenti del gioco irregolare: l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per conto di operatori senza concessione. L’entrata in vigore di quel regolamento non risulta confermata, e chi racconta che i pagamenti verso i siti non autorizzati siano già bloccati sta descrivendo un futuro, non un presente.
L’elenco pubblico dei siti oscurati
L’ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza e con Sogei, redige la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti di cui è inibita l’accesso, e le rende pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza: la previsione è nell’art. 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41. Internet service provider e prestatori di pagamento che disattendono un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione.
Due liste pubbliche accanto fanno un lavoro che nessuna recensione può fare: la prima dice chi è autorizzato, la seconda dice chi non si deve poter raggiungere. La differenza tra le due liste è nulla, ed è proprio questo il punto.
Prevenzione: le leve che si scelgono prima, non dopo
La protezione nel sistema italiano comincia in registrazione, quando il giocatore sceglie da sé quanto può entrare. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 impone una serie di strumenti: autolimiti su tempo, spesa e perdita, limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore sulla base di protocolli approvati dall’ADM, messaggi automatici su durata e spesa, strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

Il limite di deposito che si incontra in registrazione è settimanale o mensile, ed è il giocatore a sceglierlo. La figura che l’ADM fissa nel bando non è nota: la concessione è assegnata anche in base all’impegno su quel parametro, ma il numero non entra in circolazione. Le regole di comportamento, invece, sono più scolpite di quanto si creda. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per alzarlo si aspetta: sette giorni di attesa, come mostrano le pagine degli operatori.
L’asimmetria è voluta e vale la pena dirla senza giri di parole. Abbassare un tetto è un gesto che il sistema vuole facile; rialzarlo è un gesto che il sistema vuole lento. Il giocatore che scopre di aver bisogno di quel limite lo scopre quasi sempre di sera, ed è precisamente il momento in cui i sette giorni pesano.
Il secondo pilastro è l’identità. Il conto di gioco richiede un’identificazione completa: chi non passa dallo SPID può registrarsi con form e copia di un documento, ma senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.
Il registro entra in scena qui, e copre una rete, non un negozio. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, nato nel 2018, blocca tutte le piattaforme di gioco online con concessione ADM e le sale sul territorio. Durante un’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore concessionario, ma si può sempre prelevare il saldo prelevabile. È la differenza tra un blocco e una promessa.
L’autoesclusione dal gioco a distanza può essere trasversale, e allora vale su tutti i concessionari e impedisce l’apertura di nuovi conti, oppure riferita a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. La durata la decide il giocatore: fino a 270 giorni, oppure a tempo indeterminato. La revoca si può chiedere solo dopo almeno nove mesi, e quella a tempo determinato non si revoca prima della scadenza.
Chi ha giocato d’azzardo con l’idea che una pausa si annullasse con una telefonata trova qui la risposta scomoda: non si annulla. La richiesta si fa dal portale ADM con SPID oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto, e chi vuole rientrare prima deve aspettare che il tempo scelto finisca.
Gli operatori aggiungono il proprio strato, e non tutti lo fanno allo stesso modo. Admiralbet, nei suoi termini, chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa asimmetria appena vista: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. bet365 mette insieme periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Cosa succede al momento della richiesta
La sequenza è corta e chi la immagina diversamente resta deluso. Si apre il portale dell’ADM con SPID, o si passa dal concessionario dove si ha già un conto; si sceglie se il blocco vale su tutti i concessionari o su uno solo, e per quali giochi; si scegli la durata. Da quel momento il deposito non passa, la giocata non si piazza, un nuovo conto non si apre. Il prelievo del saldo sì: quel diritto non viene toccato. Chi ha un saldo attivo lo ritira, e la partita finisce lì.
Un limite scelto di corsa un martedì mattina si trascina fino alla sua scadenza. Vale la pena guardare la schermata con un minuto di calma in più, perché è l’unico strumento della pagina che agisce senza che nessuno debba convincere nessuno.
Il sistema aiuta chi chiede aiuto a metà. Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco, e l’informazione non è un’aggiunta di cortesia: è uno degli obblighi del concessionario. L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % del proprio ricavo netto, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa, e l’art. 15, comma 1, lett. f) pretende quel canale di contatto aperto cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.
Il quadro legale resta lo stesso in ogni riga di questa sezione, e vale per gli operatori con concessione. Un sito che non ha titolo non applica l’art. 15, non versa quella quota e non compare nel RUA: da quelle parti il tempo lo decide il conto in banca, non una schermata con un menu a tendina.
Criteri: come si legge una classifica di scommesse in Italia
Una comparazione di scommesse sportive in Italia ha un vincolo che le classifiche generiche non hanno: il primo filtro non è la convenienza, è il titolo. Se un nome non sta nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, quello che segue non conta, perché non c’è niente da confrontare: un operatore senza concessione non è un operatore italiano.
Il secondo filtro è il sito, non la compagnia. La concessione è per sito, e un gruppo può averne più di uno: Eurobet Italia S.r.l. ne gestisce tre. Chi confronta per insegna sbaglia l’oggetto del confronto.
Poi ci sono i criteri che si vedono solo aprendo il portafoglio. Il palinsesto, intanto, che l’art. 2, lett. s) definisce come programma approvato dall’ADM: quanti eventi, quali sport, quanti tipi di scommessa. Poi il costo reale, che non è il bonus ma il margine incorporato nelle quote: la quota è quanto il bookmaker restituisce, e la differenza tra il prezzo giusto e quello esposto è quello che resta a chi lo espone. Poi i vincoli del bonus, requisito di giocata, quota minima, tempo; poi la rapidità dei prelievi e i metodi di pagamento; poi gli strumenti di gioco responsabile, che sotto l’ADM sono obbligatori ma non identici; e da ultimo il conto corrente vero, cioè l’app, l’assistenza, la qualità della diretta.
Sui prezzi, la verità è che in Italia le quote pubblicate in modo verificabile sono poche: la maggior parte dei confronti mostra numeri che nessuno può ricontrollare dopo una settimana. La tabella qui sotto dice cosa ciascun operatore dichiara nei propri termini e nella propria scheda, cioè la parte che resta vera anche domani.
| Operatore | Concessione ADM e concessionaria | Cosa dichiarano i termini dell’operatore |
|---|---|---|
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Accesso al conto gioco con Touch ID e scommesse da mobile tramite l’app |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi; mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori; funzione Cash Out |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione su tutte le piattaforme autorizzate; limite massimo di ricarica, spesa e tempo impostato in registrazione; apertura conto con documento o SPID di livello 2 |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie, accanto a slot e Live Casinò |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi; mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo; sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 €, riservato a conti verificati |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio, tennis e basket a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica |
Le colonne raccontano due cose. La seconda dice che nessuna di queste dieci insegne è la titolare del proprio titolo: il concessionario è una società, e la società sta nei termini. La terza dice che le differenze tra questi portafogli non stanno nella legalità, che è uguale per tutti, ma nella larghezza del palinsesto e negli strumenti che ciascuno mette accanto alla schedina.
Il margine è il capitolo che nessuna offerta di benvenuto nomina, ed è anche quello che decide il risultato di chi gioca con continuità. Se un mercato espone 1,90 su tutti gli esiti, il bookmaker restituisce circa il 95 % di quanto viene puntato e trattiene circa il 5 %: è lo stesso prezzo guardato da due lati, e a fine anno è quello che separa un passatempo da un saldo in discesa. Non serve una calcolatrice per capirlo; basta guardare una quota e chiedersi chi la paga.
Quanto costa giocare le offerte: i numeri di un caso concreto
La questione del bonus diventa comprensibile quando le si mettono accanto due cifre. Il limite di deposito settimanale che il giocatore sceglie in registrazione è il punto di partenza naturale, e la puntata di esempio non è una quota reale di nessun operatore: serve a mostrare il meccanismo e non a descrivere un prezzo.
Prendiamo 100 € di giocate in una settimana, con l’intera somma puntata una volta sola, su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90. La quota restituisce 190 € su ogni 100 € giocati, la vincita netta è di 90 €, e la quota di restituzione del mercato è dell’82,6 %: il margine incorporato è di circa il 17,4 %, cioè circa 17 € su ogni 100 € puntati. In una settimana il costo medio stimato di quel giro è di circa 17 €; in un mese, quattro settimane, sfiora i 69 €; in un anno di giocate regolari arriva a circa 900 € su 5.200 € di puntate complessive.
Una precisazione che cambia la lettura di quelle cifre. Un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 non è un mercato che esiste: implica una probabilità implicita complessiva del 105,3 %, e nessun mercato reale offre le stesse condizioni su entrambi i lati. Il caso serve a mostrare l’ordine di grandezza del costo. Su un mercato a tre esiti più comune, con quote intorno a 1,90-3,40-3,90, il margine scende e l’ordine di grandezza del costo settimanale scende con lui, verso gli 8-9 €. Il meccanismo, però, non cambia: paghi il margine su ogni puntata, indipendentemente dall’esito.
La cifra è una stima media su molte scommesse, non un risultato garantito per una singola settimana, e non dipende dalla fortuna. È il prezzo dell’accesso al mercato, e un tetto di deposito scelto dal giocatore si comporta esattamente allo stesso modo: stringe il tetto, non il costo per unità puntata, e per questo un giocatore che si dà 100 € a settimana sta decidendo anche quanto margine è disposto a lasciare al bookmaker ogni anno.
Su un tetto più stretto, 20 € a settimana, lo stesso ragionamento porta a circa 3,40 € di costo stimato a settimana e intorno ai 180 € l’anno: poco in assoluto, e abbastanza per capire che la leva più efficace non è cercare l’operatore con il bonus più grande, ma alzare la quota minima a cui si accetta di giocare. Ogni punto di quota recuperato vale più di qualunque regalo di benvenuto.
Il confronto: dieci concessionari, e cosa fa la differenza tra loro
L’ordine di questa parte non è una classifica di merito: è l’ordine degli operatori di questo confronto, e ogni scheda dice che cosa distingue quella piattaforma dalle altre. Tutti e dieci hanno una concessione, quindi la legalità non è un criterio per separarli. Diventa criterio la geometria del prodotto.
Un avvertimento sui tipi di offerta, perché è qui che le pagine di scommesse perdono credibilità. Un bonus in denaro resta un bonus in denaro, una freebet resta una freebet, il cui importo di solito non viene restituito insieme alla vincita; un bonus «senza rischio» rimborsato in freebet non è un rimborso in denaro; un potenziamento di quota, un’assicurazione multipla e un cashback restano quello che sono. Confondere le categorie è il modo più semplice per far sembrare un’offerta più grande di quello che è.
Sisal: un conto che si apre e si usa dal telefono
Sisal gestisce la concessione n. 16020 attraverso Sisal Italia S.p.a., e la sua app per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. È un profilo che mette il gesto al centro: la parte informativa — palinsesto dettagliato, mercati, quote — non è quella che i suoi materiali spingono in avanti, mentre l’accesso rapido e la schedina da telefono sì.
Il marchio ha una rete fisica alle spalle, e questo si sente nella forma dell’offerta più che nei contenuti: per chi è abituato a passare da un punto vendita, il portafoglio digitale è un’estensione, non un mondo a parte. Chi cerca invece mercati eccentrici o sezioni sperimentali guarderà altrove.
Il verdetto: se la tua obiezione principale all’online è che «non capisco come si usa», questa è la piattaforma che toglie l’attrito. Se il tuo obiettivo è spremere ogni mercato disponibile, l’attrito che toglie è la cosa meno interessante che ha.
SNAI: il banco dei mercati difficili, con il Cash Out in evidenza
SNAI, concessione n. 16032 con Snaitech Spa, punta sulla varietà dei modi di scommettere: singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
Il Cash Out merita una spiegazione perché viene venduto come una comodità ed è invece una decisione con un prezzo. Chiudere prima significa accettare il prezzo che il bookmaker offre in quel momento, che è costruito con lo stesso margine di ogni altro prezzo della casa. La comodità è reale; la quota che la accompagna no.
Il verdetto: è la piattaforma per chi costruisce la schedina in modo complicato — sistemi, mercati secondari, rigori e cartellini — e vuole la via d’uscita pronta quando la partita prende una piega che non gli piace. Chi punta quasi sempre sul segno, di tutta quella struttura non userà nulla.
AdmiralBet: gli strumenti di tutela scritti per primi nei termini
AdmiralBet compare con la concessione n. 16048 di Admiral Bet S.r.l., e il dato che la distingue riguarda il modo in cui entra nel conto gioco: registrazione classica caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati automaticamente. È anche l’unico di questo gruppo di cui i materiali consentano di scrivere qualcosa sugli strumenti di gioco responsabile in modo specifico: i suoi termini chiedono in registrazione un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato se il limite si abbassa e sette giorni di attesa se si alza.
Sul resto, la sua offerta sportiva è consultabile direttamente sul sito ufficiale della piattaforma, dove è possibile verificare in tempo reale il palinsesto e i mercati disponibili.
Il verdetto: è la scelta di chi vuole che i propri limiti di spesa siano fissati mentre apre il conto, non dopo. Chi considera una formalità la schermata dei limiti e non vuole rallentare l’apertura per un codice temporaneo troverà questa impostazione più lenta di altre.
StarCasinò: casinò con scommesse dentro
StarCasinò opera con la concessione n. 16026 di Azzurri Limited, la stessa società dietro Betsson, e questo è il primo fatto da tenere presente: due insegne diverse, un solo concessionario, e nessuna delle due è la titolare del titolo. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
L’ordine di quella frase è l’informazione. Il calcio e gli altri grandi eventi ci sono, ma la spina dorsale del prodotto è il casinò, e per un giocatore tipo questo significa che l’interfaccia, le promozioni e il ritmo della piattaforma sono pensati per un pubblico più largo di quello delle schedine.
Il verdetto: se giochi d’azzardo già al casinò e vorresti fare qualche scommessa sportiva senza aprire un secondo conto, questa è la porta più comoda. Chi cerca la piattaforma con il palinsesto più profondo ha poco da guadagnarci.
Betsson: la proposta internazionale, asciutta e larga
Betsson porta la concessione n. 16027 di Azzurri Limited e scommette sulla larghezza dell’offerta: scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
La descrizione è quella tipica di un portafoglio internazionale, e il punto forte è proprio la quantità di eventi: chi cerca la partita di un campionato minore o una competizione che in Italia non fa notizia la trova con più facilità di quanto accada su una piattaforma più orientata al mercato interno. La contropartita è che il volume non è una qualità in sé: mille mercati su un evento che non conosci non valgono tre mercati su quello che segui davvero.
Il verdetto: piattaforma per chi ha un panorama ampio e insegue la singola partita straniera. A chi gioca tre competizioni all’anno conviene una casa che su quelle tre dica qualcosa di più.
Lottomatica: il palinsesto con la diretta incorporata
Lottomatica, concessione n. 16010 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., mette in fila gli eventi che il pubblico italiano guarda: Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Lo streaming è la parte che conta, e non per il piacere di guardare. Seguire un evento in diretta e insieme vedere i mercati cambiare è la differenza tra puntare con un’informazione e puntare a naso, e su questo la piattaforma è costruita bene. Va detto anche che il live è la sezione in cui il costo per unità puntata è più difficile da misurare, perché le quote si muovono e il margine si nasconde meglio.
Il verdetto: la scelta di chi guarda molto calcio e vuole il secondo schermo dentro la stessa applicazione. Chi cerca i mercati asiatici, le competizioni esotiche o i prezzi più sottili la trova comoda ma non sottile.
Betfair: l’unico exchange di questo gruppo
Betfair, concessione n. 16028 di Betfair Italia S.r.l., è il caso che rompe il metro. Propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Ma il libro tradizionale non è la cosa che la rende diversa. Il betting exchange è un gioco a sé dentro la legge italiana, elencato dall’art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 e definito dall’art. 2, lett. u): il giocatore può essere sia puntatore sia banco, il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo due giocatori e non fa il bookmaker. Le conseguenze sono visibili e scomode: sulla documentazione della piattaforma sono riportate regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «a favore» di 200 centesimi con passi di 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo grava sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere.
Il verdetto: è il posto giusto per chi vuole fissare un prezzo invece di accettarlo, e ha la testa per farlo. Un giocatore che vuole solo una quota e una schedina troverà il libro tradizionale più diretto, ma su questa piattaforma può anche usare entrambe le modalità.
NetWin: un bonus dichiarato in modo più onesto della media
NetWin, concessione n. 16035 di Netwin Italia S.p.a., presenta l’offerta Sport-50 con requisiti espliciti: un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservato ai nuovi giocatori con conto verificato, con un deposito minimo di 20 €.
È il dettaglio che distingue la scheda: il tetto è basso e l’importo è modesto, ma i vincoli sono dichiarati senza giri di parole sul materiale dell’operatore. Un bonus che vale al massimo 50 € mette in chiaro da solo che l’offerta non è la ragione per scegliere quella piattaforma; la struttura di base, invece, va guardata con attenzione, perché il bonus viene prima del prodotto nella comunicazione.
Il verdetto: chi cerca una promozione di benvenuto con le condizioni scritte in modo più onesto della media parte da un tetto basso e da vincoli dichiarati, e sa già cosa aspettarsi. Chi confronta i bonus per dimensione della cifra troverà questa offerta piccola, e sarà la valutazione corretta.
bet365: il partner globale che in Italia opera sotto licenza locale
bet365 compare con la concessione n. 16030 di Hillside (New Media Malta) Plc, e si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. È il caso che spiega meglio di ogni altro la regola del sito: la società concessionaria ha sede a Malta, la concessione è italiana, il dominio su cui si gioca è bet365, e la stessa insegna fuori dall’Italia porta un titolo diverso in un altro paese.
Sul gioco responsabile i materiali dell’operatore elencano periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indicano il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Il verdetto: la combinazione di palinsesto largo e struttura internazionale è la più solida del gruppo. La parte da leggere prima di depositare non è il marchio in Champions League, ma la riga dei limiti e dei periodi di pausa: è lì che capisci quanto quella piattaforma ti lascia fermare quando vuoi.
Eurobet: il palinsesto che sconfina nello spettacolo
Eurobet, concessione n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, offre il palinsesto più eccentrico del gruppo: da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo come musica, cinema, tv e reality show, e di politica, elezioni comprese.
È una scelta editoriale, non una svista, e ha il pregio di essere coerente: l’Unipersonale dietro Eurobet è la stessa Eurobet Italia S.r.l. che gestisce anche Bwin e Gioco Digitale, cioè un gruppo con più concessioni e una strategia variegata. Il lato pratico è che chi cerca il mercato strano, la quota su una competizione che non segue nessuno, arriva prima qui che altrove.
Il verdetto: per chi scommette su quello che guarda e guarda cose che gli altri non trasmettono, la scelta è già fatta. Chi vuole profondità «seria» sul calcio e sui mercati principali troverà altrove listini più fitti, e la varietà qui non lo compensa.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia una regolare concessione italiana?
Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM e si cerca il dominio esatto, non il marchio. Poi si scorrono i termini del conto di gioco, dove l’operatore dichiara numero di concessione e società titolare: nel caso di AdmiralBet la concessione n. 16048 e il sito Admiralbet.
Perché un operatore autorizzato gioca su un dominio .it?
La concessione non è della compagnia, è del sito. Ogni riga dell’elenco dell’ADM è legata a un indirizzo, e un’autorizzazione italiana vale su quell’indirizzo: un dominio estero non è coperto dal titolo, per questo un concessionario opera su un .it e vi dichiara la concessione nei termini.
A cosa serve il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi copre tutte le piattaforme online con concessione ADM e le sale sul territorio. Chi risulta autoescluso non può depositare, giocare né aprire conti presso alcun operatore con concessione, ma può prelevare il saldo; la durata va da 7 a 270 giorni oppure è indeterminata, con revoca dopo almeno nove mesi.
Che limiti di deposito si impostano in registrazione?
Il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile al momento dell’apertura del conto. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per aumentarlo si aspetta: sette giorni, come mostrano le pagine degli operatori. La cifra che l’ADM fissa nel bando di gara non è nota.
Che rischi ci sono su un sito senza concessione?
Il RUA non copre quelle piattaforme, quindi l’autoesclusione non blocca nulla e il blocco dei nuovi conti non arriva. Il dominio può essere inibito: l’ADM rende pubblica la lista dei siti oscurati, e l’ordine del 24 settembre 2025, come riportato dalla stampa, portava il totale a 11.481 domini. Inoltre, secondo quanto dichiara l’ADM, il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
No, se pagate da un concessionario con titolo italiano: il prelievo è alla fonte, a carico dell’operatore, e il giocatore riceve la somma netta senza dichiararla. Sui siti esteri, invece, l’Agenzia delle Entrate le considera redditi diversi: andrebbero dichiarate come tali. Per i casi personali serve un commercialista.
Creato dalla redazione di «Battutaemazza».
