Ante-post scommesse 2026: il margine del bookmaker resta anche sulla partita di maggio
Quando si compra una quota a mesi di distanza dall’evento, l’unica cosa che si sa già con certezza è il prezzo: la partita può ancora cambiare, l’allenatore può essere esonerato, il mercato no. Le ante-post scommesse vivono di questo scarto tra ciò che è certo oggi — la quota, il regolamento, la concessione del bookmaker — e ciò che nessuno può sapere prima del fischio d’inizio.

L’autoesclusione è uno strumento vincolante che impedisce l’accesso a tutte le piattaforme autorizzate.
Verificato il 3 Novembre 2026 sulle condizioni pubblicate dagli operatori e sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Indice dei contenuti
- Perché la tutela del giocatore viene prima della quota
- Calendario, tornei e competizioni: dove le ante-post hanno senso
- Come funziona davvero una scommessa anticipata: procedura e regolamento
- Quali bookmaker con concessione ADM e per quale tipo di giocatore
- Che cosa significano le ante-post scommesse nel quadro di mercato
- Giurisdizione e vigilanza: chi controlla, chi blocca, chi sanziona
- Domande frequenti sulle ante-post scommesse
Perché la tutela del giocatore viene prima della quota
Chi cerca una quota alta su un evento lontano tende a guardare una sola cosa: il numero. È comprensibile e sbagliato. Le regole che un operatore con concessione ADM (ex AAMS) deve rispettare in Italia non sono un foglietto di cortesia appeso al piede della pagina: sono strumenti che il giocatore usa, o non usa, e che decidono quanto può perdere in una serata storta. Prima di confrontare i prezzi conviene sapere che cosa si attiva, e quando, nel conto su cui si deposita.

Durante la registrazione, gli operatori come Admiralbet richiedono l’impostazione di limiti di ricarica, spesa e tempo, garantendo una gestione responsabile del gioco.
Limiti, pause e autoesclusione: la cassetta degli attrezzi
Il riferimento normativo è l’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, che elenca gli strumenti che il concessionario deve mettere a disposizione: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
La parte che conta davvero è la seconda. Un limite di deposito scelto dal giocatore è l’unica barriera che nessuna quota alta può scavalcare. Scegliere una quota a 6,00 su una squadra di Serie B a settembre non aumenta il rischio in sé; aumenta il numero di volte in cui si è tentati di riprovare dopo che quella quota è andata a vuoto. Un limite settimanale basso trasforma quella tentazione in un fatto tecnico: il deposito non passa, e la partita si guarda e basta.

Le condizioni di Admiralbet stabiliscono che un limite ridotto ha effetto immediato, mentre un aumento richiede 7 giorni per diventare operativo. Questa procedura è standard nel mercato regolato ed è progettata per prevenire decisioni impulsive. Se il rialzo fosse immediato, nessun giocatore in difficoltà avrebbe un limite reale; avrebbe semplicemente un pulsante per aggirarlo.
L’autoesclusione è una cosa seria, e ha due forme
Il RUA, istituito nel 2018, è il registro che centralizza le esclusioni su tutto il territorio italiano, rendendo impossibile aggirare il blocco cambiando semplicemente operatore. Chi è registrato al RUA è protetto su tutte le piattaforme legali.
Admiralbet aggiorna periodicamente i propri termini per allinearsi alle nuove disposizioni, garantendo che l’effetto finale del conto — la chiusura definitiva — sia sempre coerente con la richiesta del giocatore, indipendentemente dal periodo di autoesclusione scelto.
Vale la pena dirlo perché è il punto in cui la parola «pausa» fa più danni. Una pausa è quello che chiede qualcuno che vuole tornare. L’autoesclusione è quello che chiede qualcuno che vuole smettere, e il registro esiste precisamente per non lasciargli l’uscita laterale che un bookmaker senza concessione gli offrirebbe con grande cortesia.
I periodi di pausa veri, quelli brevi, sono un’altra funzione. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero non è un fronzolo di facciata: è il canale che un operatore con concessione è tenuto a rendere visibile, e non esiste motivo per non segnarlo, fosse anche solo per un conoscente.
18 anni, un documento e trenta giorni di tempo
Il gioco è vietato ai minori di 18 anni. L’art. 3, comma 1, lett. a), del D.Lgs. 41/2024 pone la tutela dei minori tra i principi del settore, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Non è una linea morbida: un conto di gioco aperto con dati falsi è un conto che non regge al primo controllo.
Il conto di gioco richiede identificazione piena. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica. SPID e CIE sono tra i metodi di identificazione che diversi operatori offrono, e semplificano la vita a chi li possiede; per tutti gli altri resta il modulo con copia del documento.
Qui c’è una scadenza che sorprende molti, e che vale la pena conoscere prima e non dopo: senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Chi si registra in fretta per prendere una quota ante-post su un evento lontano ha trenta giorni per completare la procedura, e chi la lascia a metà scopre il problema esattamente nel momento in cui vorrebbe incassare.
Punti di ricarica, pagamenti e il tetto dei 100 €
L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche. ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che alimentano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. I punti di ricarica non possono pagare vincite né far prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.
Quel tetto dei 100 € settimanali in contanti è il genere di regola che un giocatore scopre in cassa. Non è un limite di deposito del conto: è un limite del canale. Chi ricarica al tabaccaio e conta di farlo ogni giorno per seguire più campionati si trova davanti a un muro basso ma reale, e la soluzione non è alzare il tetto — è passare a un altro canale e accettare che quel canale lasci una traccia.
Gli strumenti che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); ciascun operatore pubblica la propria lista nei termini. Le criptovalute presso i concessionari ADM restano una zona non definita, e non risulta una norma che nomini canali approvati. Su questo punto un lettore prudente non chiede una risposta a un blog: guarda la pagina dei pagamenti dell’operatore e, se lì la voce non c’è, considera che non c’è.
L’art. 22, comma 1, prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore non è confermata. È il tipo di norma che, quando arriva, cambia il panorama offshore più di qualsiasi campagna di comunicazione. Fino ad allora, il muro contro i siti senza concessione resta il blocco dei nomi a livello di rete.
Calendario, tornei e competizioni: dove le ante-post hanno senso
Non ogni evento merita una scommessa comprata in anticipo. La differenza tra un mercato ante-post che offre valore e uno che offre solo tempo è quasi sempre una questione di calendario: quante cose possono cambiare tra il momento in cui si compra e il momento in cui si gioca.
Campionati lunghi, tornei brevi, calendari che si spezzano
Il mercato ante-post classico è quello dei campionati: Serie A, Serie B, Serie C, e i grandi tornei internazionali come la Champions League. Su un campionato, la quota di inizio stagione incorpora un giudizio sull’intero arco di mesi, e quel giudizio ha molto spazio per sbagliare. Un infortunio, un cambio di allenatore a novembre, una penalizzazione: tre cose che un bookmaker non può prevedere e che il giocatore, se compra in agosto, non può nemmeno vedere arrivare.
Sui tornei brevi il ragionamento si rovescia. Un Europeo o un Mondiale si decide in poche settimane, e la quota ante-post deve prezzare un tabellone che ancora non esiste. Il bookmaker lo sa e si protegge: chiede di comprare prima del sorteggio, così il suo prezzo non deve tenere conto degli accoppiamenti. Il giocatore paga quell’incertezza sotto forma di quota più bassa di quella che troverebbe dopo il sorteggio, e la differenza è la sua scommessa implicita sul tabellone. A volte indovina. Più spesso capisce, a dicembre, perché quella quota sembrava generosa.
Il calcio è il cuore dell’offerta, ma il palinsesto non si ferma lì. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Un calendario elettorale, per esempio, ha una data nota e un esito ignoto: prezzarlo in anticipo è possibile, ma è un esercizio diverso dal prezzare una partita.
La definizione legale di ciò su cui si può giocare
Il palinsesto non è un menu che il bookmaker compila a piacere. L’art. 2, lett. s), del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi (sportivi, incluse le corse dei cavalli, e non sportivi) e di tipi di giocate predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa può essere presa solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore.
Questa è la ragione per cui una quota ante-post su un evento esotico a volte non esiste su nessun operatore italiano, mentre esiste su siti esteri. Non è prudenza commerciale. È che quell’evento non è nel palinsesto approvato, e nessun concessionario può prezzarlo comunque voglia. Il lettore che trova un mercato strano su un sito offshore e non lo trova su nessuno dei concessionari ha davanti a sé una spiegazione legale prima ancora che una spiegazione commerciale.
Virtuali, ippica ed eventi simulati: tre cose diverse
Le scommesse su eventi simulati hanno una definizione propria: l’art. 2, lett. v), del D.Lgs. 41/2024 le descrive come scommesse su eventi sportivi, ippici e di altro genere simulati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, consentite all’interno di una concessione per le scommesse sportive. I siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali», e il catalogo è spesso sorprendentemente fitto.
L’app SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito. Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Nella sezione Virtual di Eurobet si scommette su partite di calcio simulate (Campionato, Big Match, Derby), corse di cavalli (Galoppo), corse di cani (Levrieri Reali) e Palline 2.0. I Virtuali dell’app Lottomatica comprendono calcio, corse di cavalli (trotto e galoppo) e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio.
Il punto per chi legge una pagina sulle ante-post è questo: un evento simulato non è una partita che si gioca tra quattro mesi, è una partita che si gioca quando il sistema decide di mostrarla. Non c’è un calendario da anticipare, c’è una sequenza continua. Chi cerca l’ante-post sul virtuale cerca una cosa che il virtuale non fa.
L’ippica, invece, è due cose separate nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i «giochi di ippica nazionale» dell’art. 6, comma 1, lett. c), che richiedono una concessione propria. Se un operatore online prenda i totalizzatori di ippica nazionale non è dato sapere, e chi apprezza quel tipo di gioco farà bene a verificarlo direttamente sul palinsesto prima di contare su di esso.
Betting exchange: l’eccezione dentro la regola
Lo scambio è previsto come gioco a sé: l’art. 6, comma 1, lett. e), e l’art. 2, lett. u), lo definiscono come scommessa a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, dove il giocatore può fare la parte dello scommettitore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo. La documentazione di Betfair è indicata stabilire regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in banca di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi; un articolo di stampa di settore del 2024 riporta che sulle vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e quali siano le regole di commissione non è dato sapere, e Betfair è descritta come la prima, con concessione 16028.
Per l’ante-post l’exchange cambia il mestiere. Non si compra più una quota da un bookmaker: si scommette contro un altro giocatore, e il prezzo lo fa la domanda. Chi ha un’opinione forte su una squadra a settembre e la vede salire a novembre può chiudere in guadagno senza aspettare il verdetto del campo, cosa che con un bookmaker tradizionale non si fa. È un modo diverso di stare sul mercato, e non è per tutti.
Mercati che si aprono a mano a mano
Se l’evento è nel palinsesto approvato, il modo in cui i mercati si aprono nel tempo è un’altra variabile che il giocatore ante-post paga. L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.
La densità dell’offerta live non è un dato neutro per chi compra in anticipo. Un bookmaker con un’offerta live molto ricca ha un motivo in più per prezzare con prudenza i mercati lontani: sa che la maggior parte del volume arriverà dopo, quando la partita si avvicina, e non ha interesse a regalare prezzo su un mercato che resterà aperto per mesi. Un operatore con un palinsesto live più sottile, al contrario, ha tutto l’interesse a rendere attraenti le ante-post, perché è lì che sta il suo volume. È una lettura da fare con attenzione, ma è una lettura che il mercato suggerisce.
Come funziona davvero una scommessa anticipata: procedura e regolamento
Il meccanismo si spiega in un minuto e si capisce in un anno. Ma le regole che lo governano sono poche e vale la pena averle chiare prima di comprare, non dopo.
Che cosa significa «ante-post», e che cosa succede se l’evento cambia
Una scommessa ante-post è una giocata piazzata molto prima dell’evento su cui è presa: campionati, coppe, tornei, e in generale mercati che il concessionario apre con largo anticipo. Il tipo di giocata è quello di sempre — singola, multipla o sistema — ma la distanza temporale introduce un problema che una scommessa piazzata la mattina della partita non ha: tra il momento in cui si compra la quota e il momento in cui si gioca, l’evento può cambiare forma.
Il regolamento di ogni operatore dice che cosa succede in quei casi, e le voci ricorrenti sono sempre le stesse. Se l’evento viene rinviato e recuperato entro una finestra che l’operatore fissa, la giocata resta valida; se viene rinviato oltre, la giocata viene rimborsata. Se il mercato è a due esiti e uno dei due partecipanti non si presenta, il rimborso è la regola più comune, ma non universale. Se un mercato prevede una data di regolamento — per esempio il vincitore di un campionato — e l’organizzatore assegna il titolo a tavolino, quasi ogni regolamento segue la decisione ufficiale dell’organizzatore e non quella del campo.
La conseguenza pratica è che due bookmarker possono restituire somme diverse sulla stessa partita rinviata, e che il giocatore ante-post deve leggere quella pagina prima di comprare, non al momento del rimborso. È una pagina noiosa. È anche l’unica che dice come finirà la storia.
Il significato operativo di tutto questo, per chi scommette a mesi di distanza, è che il rischio non è solo sportivo. Una parte del rischio è di tipo regolamentare e contrattuale, e il bookmaker la prezza nel margine. Chi compra una quota ante-post compra anche un pezzo di quella incertezza, e non sempre in modo consapevole.
Puntata, quota, vincita: il conto che tutti fanno
La relazione tra puntata, quota e vincita è quella che si impara alla prima schedina. Una puntata di 10 € a quota 1,90 restituisce 19 € se la giocata è vincente, e il profitto netto è di 9 €. Il calcolo è puntata × quota per il ritorno, e puntata × (quota − 1) per il guadagno. Su una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un’unica quota.
Nella schedina italiana la quota si scrive con la virgola decimale: 1,90, non 1.90. È un dettaglio tipografico che vale la pena rispettare, perché una quota letta male è una puntata letta male. E vale la pena fissare un secondo punto, che è il vero contenuto di questa sezione: il numero che si legge sull’app non è il valore atteso della giocata. È il prezzo che l’operatore paga se la giocata vince. Quanto valga comprarlo è una domanda diversa, e la risposta sta nel mercato a cui quella quota appartiene.
Il margine: quello che resta al bookmaker su ogni unità puntata
Qui la matematica smette di essere aritmetica da schedina e diventa la parte interessante. Su un mercato a due esiti, la quota di ciascun esito incorpora non solo la probabilità che l’operatore attribuisce a quell’esito, ma anche il suo compenso.
Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti, con entrambe le quote a 1,90. Non è un prezzo quotato da nessuno: serve a far vedere come funziona il meccanismo. La somma degli inversi delle quote è 1/1,90 + 1/1,90, cioè circa 0,5263 + 0,5263, che fa 1,0526. La quota di restituzione del mercato è l’inverso di quel numero, cioè circa 0,950, e il margine è quel che resta, intorno al 5 %. Detta in soldi: su 100 € puntati complessivamente dagli scommettitori su quel mercato, l’operatore ne restituisce in media circa 95 € e ne trattiene circa 5 €.
Il valore esatto del margine dipende dal numero di esiti e da quanto le quote si discostano dall’equilibrio, quindi conviene ragionare per fasce e non per un singolo numero. Su un mercato a due esiti con quote uguali, un prezzo intorno a 1,90 per lato lascia all’operatore circa il 5 %; sugli stessi due esiti con quote più basse, intorno a 1,75 per lato, il margine sale verso il 14 % circa e la restituzione scende a circa l’86 %. Su un mercato a tre esiti — un 1X2 di calcio — il margine tipico si muove invece tra il 5 % e il 10 %, e dipende da quanto l’operatore allarga il prezzo sull’esito più improbabile.
La lettura che conta è questa: il margine è un costo fisso per chi scommette, e cresce quanto più il mercato è lontano e incerto. Su un mercato ante-post a due esiti, un margine del 5 % su una quota comprata a novembre è già una fetta di valore che il giocatore paga prima che la palla rotoli. Su un mercato a tre esiti meno liquido, la fetta può raddoppiare. E qui l’aritmetica si fa spietata: su un mercato con il 5 % di margine, cento giocate allo stesso prezzo lasciano all’operatore cinque unità di valore, e nessuna quota alta compensa una fetta così quando viene presa ogni volta.
C’è un secondo modo di leggere la stessa aritmetica, che è quello che interessa a chi compra ante-post. Il margine non cresce linearmente con l’incertezza: cresce con l’asimmetria delle quote. Un mercato a due esiti con entrambi i lati a 1,90 è molto più generoso, in termini percentuali, di un mercato a due esiti con un lato a 1,20 e l’altro a 5,00, anche quando il margine dichiarato è simile. Il motivo è che il bookmaker tende a proteggersi sul lato che il pubblico non vuole comprare. Quindi la domanda giusta davanti a una quota ante-post non è «è alta?», ma «quanto è largo il mercato in cui sta?». Una quota a 5,00 dentro un mercato a due esiti con margine intorno al 5 % è un prezzo. La stessa quota in un mercato a tre esiti dal margine vicino al 10 % è un altro prezzo, e il confronto va fatto tra mercati, non tra quote.
Nessun margine, però, dice da solo se una giocata sia buona. Dice quanto costa entrare. La differenza tra un operatore e un altro la fa sempre la somma di margine, regole di rimborso e limiti, e il margine è solo la voce più facile da misurare.
Quali bookmaker con concessione ADM e per quale tipo di giocatore
L’elenco di ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per azienda: una stessa società può gestirne più di uno, ed è il caso di Eurobet Italia S.r.l., che gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. Il concessionario raramente porta il nome del marchio: l’azienda si legge nella riga della concessione pubblicata dall’operatore.
Due avvertenze prima di guardare il confronto. La prima: la lista non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Un nome sulla lista non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore. La seconda: l’elenco non esaurisce il mercato. Altri concessionari esistono, e un marchio che non compare in questa selezione non è per ciò stesso privo di concessione.
Sul piano del prodotto, le app raccontano cose diverse. L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Sul lato delle funzioni, la costanza è quello che sorprende: quasi tutte le piattaforme offrono forme di chiusura anticipata della giocata, e le differenze stanno nella profondità del palinsesto, non nella presenza del pulsante.
| Brand | Concessione ADM e Concessionario | Caratteristiche principali |
|---|---|---|
| Goldbet | 16009 – Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | App per schedine Live, Pre-match e sistemi su tutto il palinsesto. |
| Eurobet | 16012 – Eurobet Italia S.r.l. | Palinsesto esteso a sport, spettacolo e politica. |
| SNAI | 16032 – Snaitech Spa | My Combo su più sport e funzione Cash Out. |
| Sisal | 16020 – Sisal Italia S.p.a. | Integrazione tra app e rete fisica per prenotazioni e ricariche. |
| NetWin | 16035 – Netwin Italia S.p.a. | Bonus benvenuto Sport-50 con deposito minimo 20 €. |
| Betsson | 16027 – Azzurri Limited | Offerta sportsbook e casinò su migliaia di eventi. |
| AdmiralBet | 16048 – Admiral Bet S.r.l. | Strumenti di autoesclusione chiari e dettagliati. |
| Betfair | 16028 – Betfair Italia S.r.l. | Betting exchange con liquidità tra giocatori. |
| bet365 | 16030 – Hillside (New Media Malta) Plc | Partner UEFA Champions League, offerta live completa. |
| Lottomatica | 16010 – Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Bet Scanner per verificare biglietti dal punto vendita. |
La tabella mette una accanto all’altra due cose che il giocatore di solito tiene separate: il numero di concessione, che è un fatto verificabile, e ciò che l’operatore scrive nei propri termini sul funzionamento del conto, che è una dichiarazione. Il primo si controlla in un minuto sulla lista pubblicata. La seconda va letta, perché è lì che stanno i limiti, le tempistiche di accredito e le condizioni alle quali il conto si blocca.
Goldbet — il marchio che condivide il concessionario con Lottomatica
Concessione ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy).
L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La concessione è detenuta dalla stessa società che gestisce Lottomatica, cosa che cambia poco per il giocatore e molto per chi guarda il mercato: due dei marchi più presenti in pubblicità lavorano sotto la stessa azienda, e la concorrenza tra loro non è la concorrenza che il nome suggerisce.
Un’offerta di benvenuto legata al download dell’app è la formula più diffusa del mercato italiano, e va letta per quello che è: una porta d’ingresso, non un vantaggio competitivo. Chi apre un conto solo per quella, e poi gioca altrove, ha comunque speso il tempo della registrazione e il bonus. Chi valuta Goldbet per un uso continuativo guardi piuttosto la copertura delle schedine a sistema, che è la forma di gioco in cui un bookmaker generalista si distingue davvero da un altro.
Eurobet — il palinsesto più largo, anche dove si scommette poco
Concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale.
L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Con l’app Eurobet si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. Dall’app Eurobet si possono consultare le informazioni sul conto di gioco e effettuare depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad.
Un palinsesto che arriva a prezzare le elezioni è una dichiarazione di intenti: questo operatore non compete sul prezzo del calcio, compete sulla varietà. È una scelta che ha un costo implicito, perché i mercati sottili portano margini più larghi, e chi scommette principalmente su Serie A e Champions troverà altrove condizioni più strette. La larghezza dell’offerta ripaga una nicchia precisa: chi segue volley, ciclismo o sport che altrove nemmeno compaiono in palinsesto, e che altrove non avrebbe una quota da confrontare.
SNAI — il più attrezzato sulle combinazioni costruite a mano
Concessione ADM n. 16032, Snaitech Spa.
L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo di SNAI permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica. Con l’app SNAI si verifica un biglietto giocato in un punto vendita SNAI inquadrando il QR Code stampato sul ticket. Il conto di gioco SNAI si gestisce dall’app, dove si può ricaricare con più modalità; SNAI indica un’assistenza a disposizione 7 giorni su 7.
Unire più My Combo su sport diversi in un unico biglietto è la funzione che distingue questa piattaforma, e va guardata con l’occhio giusto: la quota unica è comoda, ma la comodità si paga. Ogni giocata aggiunta porta con sé il proprio margine, e il prodotto finale è il risultato di una catena di margini, non di un prezzo secco. Chi costruisce combo su misura deve sapere che quella è la ragione per cui la quota unica sembra sempre un po’ meno generosa della somma delle parti.
Sisal — la rete di negozi trattata come parte dell’app
Concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a.
L’app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. Tra le scommesse proposte da Sisal figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Con l’app Sisal si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino; una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. Per ricevere il bonus di benvenuto Sisal bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.
L’integrazione tra app e rete fisica è il vero prodotto di questa piattaforma. Prenotare una scommessa dall’app e andarla a confermare in negozio è un flusso che nessun operatore puramente online può replicare, e per chi vive vicino a un punto vendita cambia il modo di giocare. Chi invece gestisce tutto a distanza troverà la parte più interessante altrove, e il bonus legato alla prima ricarica non compensa quella differenza.
NetWin — tanti gestori di negozi, un solo prodotto sportivo chiaro
Concessione ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a.
L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100% del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e codice promo SPORT-50 inserito al primo versamento. Il numero che conta in questa descrizione non è il 100 %: è il tetto a 50 €, che trasforma un’offerta apparentemente generosa in una di dimensioni modeste. Un 100 % senza tetto e un 100 % fino a 50 € sono due cose diverse, e la seconda è tutta qui.
Il secondo numero che conta è la soglia minima di deposito a 20 €, che è bassa e rende l’offerta accessibile anche a chi vuole provare con poco. La condizione del conto verificato è quella che, nella pratica, fa la differenza: chi non ha completato l’identificazione non vede il bonus, e la verifica richiede tempo. Chi apre il conto solo per questa offerta rischia di arrivare al deposito quando la promozione non c’è più.
Betsson — ampiezza internazionale dentro un domino italiano
Concessione ADM n. 16027, Azzurri Limited.
L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La società che detiene la concessione è Azzurri Limited, un nome che non ha nulla a che vedere con il marchio: è la norma in questo mercato, e non è un segnale di alcunché. Chi controlla la lista ADM trova l’azienda, non il brand.
La combinazione tra sportsbook e casinò nella stessa app è la cifra di questo operatore, e per chi scommette su eventi lontani è un’arma a doppio taglio. La stessa piattaforma che offre migliaia di eventi offre anche tutto il resto, e la contiguità tra i due mondi è esattamente ciò che gli strumenti di autolimitazione servono a governare. Chi ha una propensione per il casinò farà bene a impostare un limite di deposito prima di esplorare l’app, non dopo.
AdmiralBet — gli strumenti di autotutela scritti per esteso nei termini
Concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l.
Le norme attuali prevedono l’autoesclusione per periodi da 7 a 270 giorni, o a tempo indeterminato con revoca possibile dopo 9 mesi. Questa misura, insieme ai limiti di deposito, costituisce una barriera essenziale per chi desidera allontanarsi dal gioco.
La chiarezza con cui questi termini sono scritti è il punto di forza del marchio, e non è un complimento di cortesia. Un operatore che spiega nel dettaglio come si abbassa e come si alza un limite si espone alla lettura, e la lettura è quasi sempre scomoda. La finestra dei sette giorni per alzare un limite è la stessa di altri operatori, ma qui è scritta dove il giocatore la trova prima di registrarsi e non dopo. Per chi vuole sapere in anticipo quanto sarà difficile fare una sciocchezza, è un vantaggio concreto.
Betfair — l’exchange come unico vero alternativo al bookmaker
Concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l.
L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. L’operatore è descritto come il primo ad aver introdotto il betting exchange, con la concessione 16028, e la documentazione di Betfair è indicata stabilire regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in banca di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi; un articolo di stampa di settore del 2024 riporta che sulle vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo cade sul concessionario.
L’exchange è una categoria a sé nel confronto, e chi cerca ante-post dovrebbe considerarlo prima degli altri. La ragione è meccanica: su un mercato tra giocatori il prezzo lo fanno le opinioni contrapposte, non la prudenza di un bookmaker, e su un evento lontano questo significa che si può prendere una posizione e uscirne prima del verdetto. Il rovescio è che serve liquidità, e la puntata minima in banca di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi è la misura di quanto quel mercato sia fatto per chi entra con importi ragionati e non con puntate da bar. Chi cerca l’ante-post come scommessa di valore trova qui lo strumento giusto; chi cerca un pulsante e una quota comoda troverà il mercato più faticoso.
bet365 — il partner UEFA che si porta dietro il nome della competizione
Concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc.
bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Una partnership con la UEFA è marketing, non una caratteristica del prodotto, e conviene dirlo chiaramente: il fatto che una quota arrivi da un partner ufficiale della competizione non la rende migliore di quella del vicino. Il dato che merita attenzione è un altro, e sta nella riga della concessione: la società che la detiene ha sede a Malta, e la concessione è italiana perché il sito è italiano. È il modello normale del settore, e spiega perché il lettore debba controllare la lista ADM invece di fidarsi del dominio. Sul piano operativo, la dotazione di strumenti di autotutela e limiti è tra le più complete della selezione.
Lottomatica — pagamenti flessibili e verifica dei biglietti dal telefono
Concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy).
L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La funzione Bet Scanner dell’app Lottomatica permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita. Il conto gioco Lottomatica accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri; l’accesso dall’app avviene con username e password. Lottomatica prevede bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali.
Due cose emergono da questa scheda, e la prima non è quella che il marketing mette in vetrina. La presenza di PostePay tra i metodi accettati per depositi e prelievi è un dettaglio pratico di peso per chi non usa carte di credito, e restringe la scelta a un numero piccolo di operatori. La seconda è che la concessione è la stessa di Goldbet: chi pensa di scegliere tra due concorrenti indipendenti sta in realtà scegliendo tra due prodotti della stessa azienda. Non è un problema, ma è un’informazione che il confronto deve dare.
Che cosa significano le ante-post scommesse nel quadro di mercato
Fatti i conti con il margine e con i termini, resta da capire dove sta questo tipo di giocata dentro l’offerta complessiva di un concessionario. Non è un capitolo a parte, è il punto di apertura di ogni palinsesto: i mercati a lungo termine sono la porta d’ingresso dell’operatore verso un cliente che resta per mesi, e il modo in cui li prezza dice molto su come prezza tutto il resto.
Perché marzo è il mese in cui si compra la partita di maggio
Il ciclo del mercato ante-post segue il calendario sportivo più che quello commerciale. Un campionato nuovo fa uscire le quote di inizio stagione in estate, e quelle quote restano aperte, con aggiustamenti, per mesi. I tornei internazionali seguono una logica inversa: la quota esce molto prima dell’inizio e vive di rendita fino al sorteggio, quando il mercato si riapre e il prezzo cambia in modo strutturale.
Il momento in cui conviene comprare, quindi, non è mai il momento più comodo. Chi compra appena il mercato si apre ottiene il prezzo più incerto; chi compra a ridosso dell’evento ottiene un prezzo più giusto e un margine di gran lunga più stretto, perché il volume è alto e la concorrenza tra operatori è più aspra. La scelta tra i due è la scelta tra pagare l’incertezza e pagare la certezza, e non esiste una risposta valida per tutti.
Un appunto sui campionati minori. Su Serie B e Serie C i mercati ante-post esistono, ma sono sottili: poche offerte, prezzi che si muovono con il materiale informativo disponibile, e un margine che raramente è competitivo come su Serie A. Chi segue abitualmente la terza serie troverà più valore nelle singole giornate che nelle ante-post di inizio stagione, e la differenza sta quasi tutta nella liquidità, non nel giudizio dell’operatore.
Che cosa significa perdere un’ante-post, e perché succede spesso
Una scommessa comprata a settembre su un evento di maggio ha un tasso di riuscita diverso da una giocata piazzata la mattina della partita, e la ragione non è sportiva. È informativa. In agosto si prezza un mondo che non esiste ancora; in maggio si prezza un mondo che è già quasi tutto scritto. Il bookmaker non è più bravo in primavera: ha semplicemente meno variabili da sbagliare.
La conseguenza per il giocatore è che la quota alta non è una promessa di valore, è un prezzo di copertura. Quella quota è alta perché l’evento è lontano, e ogni mese che passa riduce la distanza e con essa la giustificazione del prezzo. Chi compra a novembre e vende — quando il mercato lo permette — prima del momento in cui la variabile si assottiglia sta facendo la cosa giusta. Chi compra a novembre e resta fermo sta pagando tutte le variabili per intero, comprese quelle che nel frattempo sono cambiate.
Il costo che non si vede: vincita netta e imposta pagata dall’operatore
Sul piano fiscale il quadro italiano è semplice per il giocatore, e complicato per chi guarda sotto il cofano. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è pagata dall’operatore (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025): 20,5 % se raccolta in rete fisica e 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite, come riporta la stampa di settore. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote (in precedenza 43 % e 47 %); le scommesse sul virtuale pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Per il giocatore, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a lui e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore le descrive come «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi ha una posizione fiscale da chiarire si rivolge a un commercialista.
Il quadro cambia del tutto fuori dal perimetro dei concessionari. La vincita da un sito estero o non autorizzato va trattata diversamente: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, considera le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica significa nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va riassunta così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Le condizioni che una promozione porta con sé
Il «bonus di benvenuto» è il termine usato dagli operatori. Il divieto pubblicitario del Decreto Dignità riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: un tetto statutario agli importi promozionali e un tetto ai requisiti di puntata non risultano, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore.
Il che significa una cosa banale e importante: due bonus con lo stesso importo nominale possono avere valori radicalmente diversi, e la differenza non si vede dalla vetrina. Si vede dalla pagina dei termini, dove stanno i requisiti di puntata, la quota minima ammessa e la scadenza. Un lettore che confronta due offerte guardando solo il numero grande non sta confrontando: sta leggendo due punti di un grafico che non ha tracciato.
C’è poi un numero che nessuna promozione dichiara, e che vale la pena tenere a mente: il margine. Un requisito di rigioco obbliga a puntare una somma più volte, e ogni puntata porta con sé il margine del mercato su cui è fatta. Un bonus di importo modesto con requisiti severi può costare al giocatore più di quanto valga, e la matematica non è complessa: basta moltiplicare il volume richiesto per il margine del mercato su cui lo si soddisfa.
Giurisdizione e vigilanza: chi controlla, chi blocca, chi sanziona
Chiusa la parte pratica, resta la domanda che ogni lettore si pone prima di depositare: che cosa garantisce che questo sito sia legittimo, e che cosa succede se non lo è. La risposta italiana ha tre pezzi distinti, e conviene tenerli separati, perché ciascuno fa un lavoro diverso.
La concessione è un titolo, non un permesso
Il quadro è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Il regolatore è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS: da qui la formula «ADM (ex AAMS)» che si legge su molte pagine. Le licenze sono «concessioni» assegnate con gara pubblica, non licenze aperte: non si richiede un permesso, si vince un bando.
L’art. 6, comma 1, elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: a) scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse dei cavalli; b) totalizzatori sportivi e ippici; c) ippica nazionale; d) giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; e) scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori (betting exchange); f) bingo. L’art. 6, comma 3, stabilisce che i vincitori della gara possano gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo; tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5), mentre i termini della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).
Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Il numero è la misura di quanto sia stretto l’ingresso: su 93 richieste, 41 sono rimaste fuori, e chi è fuori non ha un titolo da vendere a nessuno.
Come si verifica una concessione in due minuti
La verifica è la cosa più semplice di tutta questa faccenda, e non richiede competenze. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, pubblicato da ADM e letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Si cerca il sito, si trova la riga, si confronta il numero con quello che l’operatore scrive nei propri termini. Se il numero non c’è o non coincide, la questione è chiusa prima di depositare.
Il punto che sorprende è quanto la concessione sia granulare. È per sito, non per azienda: una società può detenere più righe, come Eurobet Italia S.r.l., che gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. Quindi un marchio con un passato internazionale non porta con sé la concessione italiana: la porta il sito .it, e solo quello. E la lista non ha una colonna per i giochi, il che significa che un nome presente non dimostra che quel sito offra scommesse sportive. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. A dimostrare l’offerta sportiva è il sito dell’operatore, non l’elenco.
Un ultimo controllo di realtà, che vale per qualunque confronto letto in rete: una posizione in una classifica non è una concessione. Un sito può comparire in una lista redazionale e non avere alcun titolo ADM, e viceversa. Le due cose vivono su piani diversi, e solo la prima è verificabile. Tra i 52 nomi presenti al 25 ottobre 2026 non figurano Unibet, Betway, 1xBet e 22bet.
Chi vigila, chi oscura, chi multa
L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 affida ad ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, la tenuta di due elenchi: quello dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti di cui viene inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.
Il blocco opera a livello di DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini (ordine del 24 settembre 2025, come riporta la stampa specializzata), gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola esatta per il risultato è «oscurati»: il sito non sparisce dal mondo, smette di rispondere a chi lo cerca dall’Italia. Chi conta sulla stabilità di un sito non autorizzato sta contando su qualcosa che il gestore stesso non può garantire.
La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, è il pezzo che riguarda il giocatore, e ADM lo riporta il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Questa è la regola lato giocatore come ADM stesso la enuncia; l’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis, copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.
Il confronto onesto tra i due mondi sta in quattro righe. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limitazione obbligatori e un foro legale italiano. Un marchio .com senza autorizzazione non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, come afferma ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore. Non è una questione di sfumature: è la differenza tra un conto tutelato e un conto che esiste finché qualcuno non lo chiude.
La pubblicità vietata e le promozioni legittime
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 (conv. L. 96/2018), è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’applicazione spetta ad AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e di almeno 50.000 € per violazione.
Il decreto promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il proprio marchio (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). La comunicazione di ADM aggiunge che la pubblicità a operatori privi di concessione può attirare provvedimenti di AGCOM sui mezzi che la ospitano.
C’è una tensione evidente in questo quadro, e non vale la pena nasconderla. Il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza delle promozioni: le due cose stanno su piani diversi, e confonderle porta a conclusioni sbagliate in entrambe le direzioni. La stampa di settore riferisce che AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). È proposta e non legge l’emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: il suo esito non è stato trovato, e alla data della verifica il divieto è in vigore.
Il dovere di informazione: 0,2 % e un tetto
L’art. 15, comma 2, impone a ciascun concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra piccola in rapporto al volume del settore, ed è il motivo per cui la comunicazione sul gioco responsabile in Italia appare spesso più rituale che efficace. Resta un obbligo, e un obbligo verificabile ha un valore anche quando la somma è modesta.
Domande frequenti sulle ante-post scommesse
Come si verifica se un bookmaker ha la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, si individua la riga del sito, si legge il numero di concessione e lo si confronta con quello che l’operatore scrive nei propri termini. La lista ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, una per sito: la concessione vale per il singolo sito .it, non per il marchio né per l’azienda.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Si moltiplica la puntata per la quota: 10 € a quota 1,90 restituiscono 19 €, con 9 € di profitto netto. Su una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un’unica quota, e il prodotto finale cresce in fretta. Nella schedina italiana la quota si scrive con la virgola decimale.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato. Su un mercato illustrativo a due esiti con entrambe le quote a 1,90 la somma è circa 1,0526, la quota di restituzione è l’inverso, circa 0,950, e il margine è quel che resta, intorno al 5 %. Detta in soldi: su 100 € puntati l’operatore ne restituisce in media circa 95.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il giocatore definisce i propri limiti in fase di apertura conto. Queste tutele sono previste dall’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM sono descritte dalla stampa di settore come «tassate alla fonte»: il prelievo cade sull’operatore e il giocatore riceve la somma netta senza dichiarare nulla. È una ricostruzione giornalistica, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: conviene consultare un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non è sottoposto alla vigilanza di ADM e non offre gli strumenti obbligatori di limitazione del deposito. È esposto al blocco DNS, con i mirror che ricompaiono nel giro di ore, e ADM afferma che il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Scritto dal team di «Battutaemazza».
