Siti di scommesse stranieri 2026: cosa resta quando manca la concessione

Updated Novembre 2026
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Un bookmaker che accetta puntate dall’Italia senza concessione ADM non offre un prodotto alternativo: offre un prodotto senza il Registro Unico degli Autoesclusi, senza la vigilanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e senza il foro italiano. Il resto — dominio bloccato, soldi che restano dove sono, un conto che nessuno restituisce — segue da lì.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Dati aggiornati al 3 Novembre 2026; le concessioni e i numeri di concessione dei dieci operatori sono stati verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Indice dei contenuti
  1. Che cos’è davvero un sito di scommesse straniero
  2. Che cosa succede davvero quando il sito è inibito
  3. La concessione ADM, tradotta in cose che succedono
  4. Fondamenti: limiti, autoesclusione e identità in pratica
  5. Normativa: pubblicità, tassazione e giurisdizione
  6. Classifica: i dieci migliori per chi cerca un bookmaker con concessione
  7. Valutazione: come si legge l’offerta di ciascun concessionario
  8. Requisiti di puntata e costo reale delle offerte
  9. Domande frequenti sui siti di scommesse stranieri

Che cos’è davvero un sito di scommesse straniero

La ricerca che porta su questa pagina parte da tre formule che dicono la stessa cosa in tre modi: «siti scommesse straniere», «sito scommesse straniero», «siti non AAMS». Il punto è sempre lo stesso. Un portale che accetta scommesse dall’Italia senza rientrare tra i titolari di una concessione rilasciata da ADM sta offrendo gioco a distanza senza il titolo che l’ordinamento italiano pretende per farlo. Non è una sfumatura burocratica, non è un’etichetta da apporre a un sito per il resto identico. È la differenza tra un operatore che risponde a un’autorità italiana e uno che non risponde a nessuno.

Vale la pena smontare subito un equivoco. In Italia il mercato legale non è fatto di concessioni «aperte», che un operatore straniero possa ottenere compilando un modulo. Le concessioni sono assegnate per gara pubblica, con requisiti di capitale, piani di investimento e impegni precisi sui limiti di deposito che ADM fissa nel bando; durano al massimo nove anni, senza rinnovo automatico. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Chi si presenta da fuori con in mano una licenza di Curaçao, di Malta o di Anjouan non ha alcun titolo per stare in quell’elenco: quella licenza in Italia non ha valore, e non perché manchi un accordo, ma perché l’ordinamento riconosce solo la concessione nazionale.

C’è poi una confusione che riguarda il nome. L’autorità è l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta ADM (ex AAMS); il mercato continua a dire «AAMS» e le ricerche seguono quell’abitudine. Cambia poco: la sostanza è che l’elenco che conta è uno solo, quello dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, e ogni riga è legata a un sito .it. La concessione, infatti, è per sito e non per società. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale compare per Eurobet, ma la stessa società può gestire più insegne. Due dettagli che sfuggono al lettore frettoloso: quell’elenco non ha una colonna che dica quali giochi il concessionario può raccogliere, e un nome presente non dimostra da solo che dietro ci sia un palinsesto di scommesse sportive. Quello lo mostra il sito dell’operatore stesso, e il suo listino.

Quanto all’elenco stesso, la lettura del 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna con il proprio sito .it. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non sono tra quelle righe. Non è un giudizio sulla loro qualità, è la fotografia di una data.

I tre nomi che i lettori usano per dire la stessa cosa

«Siti non AAMS», «siti esteri», «siti stranieri»: tre etichette per un unico insieme, quello dei marchi che non compaiono nell’elenco. La parola inglese «bookmaker» convive con il termine italiano, e nella pratica convivono anche gli strumenti: quota, quota fissa, totalizzatore, singola, multipla, sistema, cash out, live, pre-match. Nulla di tutto questo cambia quando si passa a un dominio estero. Cambia ciò che gli sta intorno.

Perché la questione non è linguistica. Un sito estero che parla italiano, pubblica un palinsesto italiano, offre scommesse su Serie A e Serie B e mostra i saldi in euro sta chiaramente puntando sul pubblico italiano. Ma non è autorizzato a raccogliere quel gioco. E chi non è autorizzato non entra nei sistemi che proteggono chi gioca: non nel Registro Unico degli Autoesclusi, non nei protocolli sui limiti che ADM approva, non nella vigilanza ordinaria. Il prodotto sembra lo stesso, l’infrastruttura intorno è vuota.

Che cosa succede davvero quando il sito è inibito

L’inibizione non è una minaccia sul sito di qualcuno: è una procedura con un articolo dietro, un elenco pubblico e un destinatario che non è il giocatore.

Chi ordina il blocco e chi lo esegue

La base è l’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126. Su quella base ADM inibisce i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. Non è un invito, è un obbligo, e il destinatario è il fornitore di connettività, non il giocatore:

l’utente non riceve nessun avviso, e la sua puntata può essere già partita quando il dominio smette di rispondere.

Il blocco operativo avviene a livello di DNS. Da qui discendono tutte le conseguenze pratiche che chi gioca incontra senza capirne la ragione: l’elenco dei siti inibiti, nell’ultimo aggiornamento del 13 ottobre 2026, viene recepito dai singoli fornitori con tempi diversi, quindi lo stesso dominio può risultare irraggiungibile su una linea e perfettamente navigabile su un’altra. Un ordine del 2025 aveva portato il totale a 11.481 domini; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta. La parola che descrive il risultato è «oscurati», e non significa cancellati: significa resi irraggiungibili da quella specifica rete.

Se qualcosa va storto nel mezzo, la parte che rischia non è l’utente. L’articolo 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 prevede una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata a carico dei fornitori di connettività e dei prestatori di servizi di pagamento che non rispettano l’obbligo di inibizione imposto da ADM. Una cifra per il singolo episodio accertato, non per l’intera attività: chi pensa che aggirare il blocco sia un dettaglio tecnico dovrebbe leggere la sanzione con la sua unità di misura attaccata.

La pagina di avvertenza e il cambio di aprile 2026

Fino a poco tempo fa il dominio inibito finiva su un indirizzo IP statico, 217.175.53.72. Dall’aprile 2026 i siti inibiti vengono reindirizzati a una pagina ospitata su sito-inibito-giochi.adm.gov.it, con l’avvertenza che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione, quindi chi incontra l’uno o l’altro non sta assistendo a due fenomeni diversi: sta guardando lo stesso provvedimento in due fasi.

Vale la pena dire cosa fa ADM da prima di tutto questo. I blocchi dei siti privi delle autorizzazioni previste partono dal 2007, e la regola di fondo non è mai cambiata: solo i titolari di una concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro.

Il giocatore in quella storia non è un osservatore

Qui la questione smette di essere tecnica, e chi scrive non ha intenzione di addolcirla. L’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, come ADM stessa ha ricordato il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero. Nella stessa nota ADM aggiunge un passaggio che molti lettori scoprono con sorpresa: anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Due precisazioni, entrambe oneste. L’importo dell’ammenda non è noto, e non risulta alcun procedimento effettivamente avviato contro un giocatore. La norma, però, non è scritta come un avvertimento di facciata: descrive il comportamento del partecipante, e questo cambia il modo in cui un giocatore dovrebbe leggere la propria posizione. Sulla stessa linea, l’articolo 4, comma 4-bis, copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando le scommesse vengono accettate all’estero: la geografia del server non è una difesa.

C’è poi un effetto che ricade su chi fa pubblicità, non su chi gioca, e va tenuto distinto: ADM ricorda che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare, per i media, oltre alle conseguenze penali, provvedimenti specifici dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Questo spiega perché l’offerta offshore in Italia non si veda quasi mai in televisione, e perché la si incontri invece nel posto più prevedibile di tutti: i risultati di ricerca.

Perché il blocco non chiude mai la questione

Un dominio inibito non sparisce dall’ecosistema. Le specularità riemergono nel giro di ore, con un nome leggermente diverso e lo stesso catalogo. ADM aggiorna gli elenchi, i fornitori recepiscono, e il ciclo ricomincia. È la ragione per cui i controlli che il giocatore fa su di sé devono basarsi su un elenco pubblico e non sulla memoria: un sito che funzionava il mese scorso può essere oscurato stamattina, e uno che non funziona oggi può tornare con un altro indirizzo.

La concessione ADM, tradotta in cose che succedono

La concessione non è un timbro decorativo. È il titolo che attiva tutta una serie di conseguenze, e le conseguenze sono la parte che il giocatore sente davvero.

Le regole che valgono solo sui siti con concessione

Il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024) elenca all’articolo 6, comma 1 i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori (betting exchange); bingo. Un concessionario può gestirne uno o più, in qualsiasi combinazione, per un massimo di nove anni senza rinnovo. E, come si diceva, l’elenco dei concessionari non dice quale di questi giochi quel concessionario abbia scelto di offrire: quello lo dice il suo sito.

Il palinsesto è la seconda parola che conta. L’articolo 2, lettera s) lo definisce come il programma di eventi (sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi) e di tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato da ADM, e si può prendere una puntata solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto approvato. Non è una formalità: ADM autorizza gli eventi uno per uno. A settembre 2026, per esempio, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 indicato dalla stampa di settore come primo partner. Quali sport e quali tipi di scommessa entrino nel palinsesto di ciascun marchio non è un’informazione pubblica: si legge sul listino dell’operatore.

Poi ci sono le due partite che il linguaggio quotidiano confonde. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’articolo 6, comma 1, lettera a); i «giochi di ippica nazionale» (lettera c; articolo 2, lettera h: vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili) richiedono una concessione propria. Che un marchio online raccolga i totalizzatori di ippica nazionale è una cosa diversa dal fatto che accetti puntate sull’ippica, e non risulta quali lo facciano.

Il betting exchange merita una riga a sé, perché è l’unico prodotto in cui il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a mettere in contatto in forma anonima due soggetti (articolo 6, comma 1, lettera e; articolo 2, lettera u). La documentazione di Betfair indicherebbe regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi con passi da 50 centesimi; un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo ricade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange, e con quali commissioni, non risulta; Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.

Un’ultima nota che serve a evitare una delusione: non esiste, allo stato, un tetto legale in euro sulle puntate sportive. Gli strumenti che limitano davvero sono due, e sono entrambi nelle mani di chi gioca — i propri auto-limiti e il limite di deposito scelto in registrazione. Chi cerca una norma che lo protegga dal proprio entusiasmo non la troverà: troverà un modulo da compilare.

Cosa resta scoperto sul conto estero

Mettiamo le due situazioni una accanto all’altra, perché è qui che la differenza diventa visibile e non retorica. Su un operatore con concessione ADM il conto di gioco richiede un’identificazione piena, il Registro Unico degli Autoesclusi copre la piattaforma, ADM vigila, e se nasce una lite esiste un foro italiano. Su un marchio .com senza concessione non c’è nulla di tutto questo: nessun collegamento al RUA, nessuna vigilanza, nessun foro. E, come ADM stessa afferma, l’esposizione penale che la legge 401/1989 descrive per il partecipante.

Il punto pratico che nessun operatore offshore scrive in home page è questo. Se il conto viene chiuso, se il prelievo non arriva, se l’identità viene contestata dopo una vincita grossa, l’unica strada è rivolgersi a un’autorità di un altro paese, in una lingua diversa, davanti a una licenza che in Italia non vale nulla. Non è un rischio teorico: è l’assenza strutturale di un rimedio. La concessione, alla fine, serve soprattutto a questo — a dare a chi gioca un posto dove andare a reclamare.

Fondamenti: limiti, autoesclusione e identità in pratica

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

L’articolo 15, comma 1, del decreto legislativo 41/2024 elenca gli strumenti che un concessionario deve mettere a disposizione: auto-limiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un determinato periodo, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. È la lista di ciò che esiste dall’altra parte. Su un sito senza concessione, quella lista non ha nessun destinatario.

Il limite scelto al momento della registrazione

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. le condizioni di Admiralbet, per esempio, chiedono di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e precisano la meccanica: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Quest’ultima regola è la più interessante, e la più trascurata.

Chi vuole abbassarsi il limite lo fa in un istante; chi vuole alzarlo aspetta una settimana. Sette giorni sono pochi sulla carta e lunghissimi in una serata storta, e sono esattamente il motivo per cui la norma esiste. Non c’è modo di aggirarla da un operatore con concessione: il meccanismo è nel sistema, non nella buona volontà del cliente. Le condizioni di Admiralbet indicano anche i periodi di autoesclusione — 30, 60 o 90 giorni, oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

La figura del limite di deposito che ADM fissa nel bando di gara non è nota. Non è un dettaglio da poco, perché significa che la protezione più citata nelle discussioni pubbliche non ha, per il lettore, un numero verificabile: quello che si può verificare è il limite che ciascuno sceglie per sé in fase di apertura del conto. E quella scelta, vale la pena ricordarlo, è modificabile al ribasso quando si vuole.

Il RUA, cioè l’autoesclusione che funziona davvero

Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e ha una proprietà che nessun auto-controllo individuale possiede: l’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. Si iscrive una volta e si è fuori da tutte. Non è un pulsante di pausa: è un muro, e per chi ha difficoltà reali è l’unico strumento che regga il confronto con la tentazione di cambiare operatore.

La condizione è nella parola «autorizzate». I siti senza concessione non sono collegati al RUA, e questo produce il paradosso che vale la pena dire per intero: un giocatore che si è autoescluso per problemi con il gioco, e che poi apre un conto su un .com non collegato al registro, non sta violando la propria autoesclusione — sta giocando in un posto dove quella autoesclusione non è mai stata comunicata. Nessuno glielo impedirà. È l’argomento più forte contro la tesi che il sito estero sia solo un’alternativa con quote migliori.

Le forme parziali di esclusione, riportate dalla stampa di settore, partirebbero dal 1° febbraio 2026; i periodi e le forme sono quelli che le condizioni degli operatori e la pagina di ADM indicano. Chi ha bisogno di chiudere davvero il rubinetto non ha motivo di scegliere la versione parziale, e su questo non c’è molto da discutere.

Identità, SPID e il conto che si blocca

Il conto di gioco richiede un’identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione tramite modulo con copia di un documento e tramite SPID; Goldbet indica anche la CIE attraverso un fornitore SPID. Alcune alternative esistono ma non cambiano la sostanza della procedura: il conto di gioco Admiralbet si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori. La conseguenza è concreta e riguarda soprattutto chi si registra di fretta prima di un evento. Un conto aperto in tre minuti e mai convalidato è un conto che non paga, e la coincidenza con un bel colpo di fortuna è, statisticamente, la peggiore possibile.

Prevenzione: le ricariche e gli obblighi informativi

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

L’articolo 13 del medesimo decreto disciplina i «punti vendita ricariche». ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che alimentano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

Il tetto di 100 € settimanali in contanti è il tipo di regola che sembra marginale e non lo è: dice che il contante non è un canale attraverso cui far passare somme importanti verso un conto di gioco, e che chi vuole versare di più deve farlo con strumenti tracciati. Sul versante opposto, i binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici (PayPal, Skrill, Neteller), Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l’elenco proprio di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Le criptovalute presso i concessionari ADM sono una questione aperta, e non risulta una norma che nomini binari approvati.

C’è anche un obbligo che si vede poco e che vale la pena conoscere, perché spiega perché certi messaggi compaiano dove non te li aspetti: l’articolo 15, comma 2, impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Non è filantropia, è una voce di bilancio obbligatoria. E non esiste, dall’altra parte, nulla di equivalente.

Normativa: pubblicità, tassazione e giurisdizione

Il vantaggio fiscale è la ragione più gettonata per guardare a un sito estero, e nel caso italiano è la ragione meno solida di tutte. Vale la pena affrontarla prima delle altre, perché una volta chiarita cade una buona parte dell’attrattiva.

Le vincite, il fisco e la sorpresa del modello Redditi

Sul sito con concessione ADM l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è pagata dall’operatore, non dal giocatore: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite (stampa di settore); le scommesse ippiche a quota fissa pagano gli stessi tassi, mentre in precedenza erano al 43 % e al 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Se le somme accreditate come bonus entrino nella base imponibile non risulta. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

Per il giocatore la conseguenza è lineare, ed è il motivo per cui conviene restare nel perimetro: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo ricade sul concessionario — «tassate alla fonte», il giocatore incassa la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi vuole certezza per la propria posizione consulti un commercialista.

Sul sito estero il meccanismo si ribalta. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» (articolo 67, comma 1, lettera d, del TUIR), anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. La lettura pratica: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota; la posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale. Chi cerca un risparmio fiscale nel passaggio a un dominio estero sta, il più delle volte, cambiando una tassa silenziosa con un obbligo dichiarativo in proprio.

Il Decreto Dignità e la sua fase di stallo

L’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge n. 96/2018, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo: manifestazioni sportive, culturali o artistiche, trasmissioni televisive o radiofoniche, stampa quotidiana e periodica, pubblicazioni, affissioni e internet. È quanto ADM ha ribadito il 28 febbraio 2024. A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il quadro è però meno granitico di come viene raccontato. La stampa di settore riporta che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. E c’è una proposta che non è legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni; il suo esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Va detto con precisione cosa questo comporta e cosa no. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un bonus di benvenuto. Nessun tetto legale ai bonus e nessun tetto ai requisiti di puntata risulta, quindi importi, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Ed è proprio questa la parte che sfugge a chi legge la parola «bonus» pensando a un regalo: sotto la pubblicità vietata c’è un contratto, e il contratto è scritto dall’operatore.

Il laboratorio britannico di quello che NON succede qui

Un confronto aiuta a capire quanto il quadro italiano sia specifico. In Gran Bretagna il mercato delle scommesse è aperto a più di cinquanta operatori in libera concorrenza, con licenze rilasciate su domanda dalla Gambling Commission e un regime di verifiche rafforzate; i regimi continentali, al contrario, funzionano in modo «sul modello delle concessioni», il tipo di sistema che in Italia esiste dalla legge 401/1989. Il contesto italiano è quello di una concessione per gara, un numero chiuso di titolari e un apparato di controllo che si appoggia a un elenco pubblico. Chi immagina il Regno Unito come la prova che «basta la licenza e siamo a posto» non coglie la differenza tra i due impianti: là è il regolatore a selezionare l’operatore caso per caso, qui è il concessionario a entrare in un perimetro definito a monte, con durata fissa e impegni già assunti.

Giurisdizione: dove vai quando qualcosa va storto

Il punto che nessuna discussione sulle quote mette mai sul tavolo è semplice: la concessione italiana non serve solo a regolare l’offerta, serve anche a stabilire dove litigare. Su un concessionario ADM esiste un’autorità nazionale, un elenco pubblico delle righe autorizzate, un registro sul quale far valere l’autoesclusione e un foro italiano. Su un operatore estero, anche quando è in regola nel suo paese, quella catena non esiste: la licenza straniera non ha valore in Italia, e chi ha un problema con un conto estero si trova a scrivere a un’autorità di un altro ordinamento, nella sua lingua, probabilmente senza esito.

C’è poi il livello che molti lettori scoprono per ultimo, cioè quello dei pagamenti. L’articolo 22, comma 1, prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di movimentare denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore non è confermata. La direzione però è chiara, e spiega perché anche i mezzi di pagamento più comuni diventino un terreno scivoloso per i marchi non autorizzati. Non è una promessa: è un percorso dichiarato.

Classifica: i dieci migliori per chi cerca un bookmaker con concessione

I dieci operatori che seguono sono tutti concessionari ADM con un sito .it proprio; il numero di concessione e la società concessionaria, che quasi mai coincide con il marchio, sono quelli dell’elenco autorizzato letto il 25 ottobre 2026. Non è un ordine di preferenza assoluta, e non poteva esserlo: la concessione è per sito, ADM non distingue nell’elenco i giochi che ciascuno può raccogliere, e l’offerta di scommesse si vede solo sul sito dell’operatore. Chi cerca un elenco più lungo lo trova nella pagina di ADM; l’elenco non è la fotografia dell’intero mercato e un marchio assente da queste righe non è per questo privo di concessione.

panorami

Brand e sito .it Concessione ADM e concessionaria Condizioni d’uso sul tema della pagina
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Accesso al conto con registrazione classica; l’app consente l’ingresso con Touch ID
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Conto di gioco con identificazione piena; verifiche di età e identità
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Offerta riservata ai nuovi giocatori con conto verificato
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Conto di gioco con identificazione piena; verifiche di età e identità
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Apertura conto con SPID o CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Conto di gioco con identificazione piena; verifiche di età e identità
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Bonus di verifica legato all’invio dei documenti; registrazione con SPID
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Conto di gioco con identificazione piena; verifiche di età e identità
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Strumenti di gioco responsabile con pausa, limiti di versamento e autoesclusione
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Conto di gioco con identificazione piena; verifiche di età e identità

La terza colonna del prospetto racconta una cosa che il numero di concessione, da solo, non dice: due insegne possono appartenere alla stessa società e restare due prodotti separati, perché la concessione è legata al singolo sito. Azzurri Limited compare due volte, su Betsson e su StarCasinò. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale compare su Eurobet.it, ma la stessa società gestisce anche altre insegne fuori da questo elenco. Per chi gioca, la conseguenza è piccola e reale: un problema aperto su un sito non si trasferisce automaticamente sull’altro, e nemmeno i limiti di conto, se il marchio li gestisce separatamente.

Vale anche la pena dirlo per come stanno le cose: molti di questi marchi sono nati come case da casinò e hanno aggiunto il bookmaker dopo. Il pallone sul listino non è per tutti la vocazione principale. Dove il prodotto sportivo è la parte più affilata, si vede; dove convive con slot e Live Casinò, si vede ugualmente.

Valutazione: come si legge l’offerta di ciascun concessionario

Sisal: il conto che si apre con un’impronta

Il marchio opera con la concessione n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a., sul proprio sito Sisal. L’app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile, un dettaglio apparentemente marginale che cambia l’esperienza di chi punta dal telefono: meno digitazioni, meno password esposte, un ingresso più rapido quando la quota si muove.

Sul prodotto sportivo la copertura è la parte che convince. Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Il numero che pesa, qui, non è quello degli eventi: è il cash out. Chiudere una giocata prima della fine significa poter mettere al riparo un risultato già acquisito, e significa anche accettare un prezzo che l’operatore fissa da solo. È uno strumento utile e non gratuito, e chi lo usa spesso dovrebbe guardare quanto gli costa in media, non quanto gli ha appena salvato.

Verdetto: il palinsesto live è la ragione per scegliere Sisal, e il cash out è la ragione per leggere le sue quotazioni con attenzione.

Lottomatica: la copertura che non chiede spiegazioni

La concessione è la n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul sito Lottomatica. L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

La lista dice qualcosa di preciso sul tipo di scommettitore a cui il prodotto parla. Chi cerca il grande calcio europeo lo trova; chi cerca il mercato raro di una serie minore, o una competizione di nicchia, ha meno garanzie. La diretta streaming accoppiata al live è invece il vero servizio: guardare l’evento mentre si punta non è un vezzo, è l’unico modo di valutare una quota su una partita che non si sta vedendo.

Verdetto: la profondità sui grandi campionati è il suo argomento, e chi inseguono un mercato sottile farà meglio a controllare altrove.

NetWin: il bonus che non finge di non avere condizioni

NetWin opera con la concessione n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., sul sito NetWin. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Il codice promozionale va indicato al primo versamento, e su questa pagina non si stampa: quello che conta è la struttura dell’offerta.

Il depositante medio capisce subito di cosa si tratta. Il tetto di 50 € è basso, e questo è insieme il merito e il limite di un bonus del genere: chi non ha intenzione di versare centinaia di euro trova una porta d’ingresso proporzionata al proprio portafoglio, e non si trova a dover sbloccare un bonus enorme per poter ritirare qualcosa. La verifica del conto prima di poter usare l’offerta è il passaggio che fa scadere l’occasione a chi rimanda.

Verdetto: un’offerta di dimensioni oneste per chi entra con 20 o 30 € e vuole capire la piattaforma senza legarsi a un pacchetto gonfio.

Eurobet: dal calcio agli scacchi, e oltre

La concessione è la n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul sito Eurobet.it. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

Un listino così è una dichiarazione di intenti, e ha un pubblico preciso. Chi punta sullo sport che nessun altro copre, o su un evento non sportivo, qui trova quello che altrove non c’è. Chi invece vuole il mercato profondo sulla Serie A con tutte le varianti di handicap e di combo ha bisogno di controllare il listino prima di registrarsi: l’ampiezza in orizzontale non garantisce la profondità in verticale su ogni singolo evento.

Verdetto: la varietà è reale e non decorativa, ed è il motivo per aprire il conto — se il proprio sport non è il calcio.

BetFlag: l’identificazione come prima schermata

BetFlag opera con la concessione n. 16008, intestata a Betflag S.p.a., sul sito BetFlag. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Chi apre un conto con SPID se ne accorge solo dopo, in genere quando scopre che una procedura di convalida che dà per scontata altrove non serve. È il tipo di accorgimento che non compare in nessuna pagina promozionale e che pesa ogni volta che si cambia dispositivo o si recupera un accesso. Non è una scelta per tutti: chi non ha SPID o CIE si trova davanti alla registrazione tradizionale con documento, e il percorso resta aperto.

Verdetto: mette la verifica dell’identità all’inizio invece che alla prima richiesta di prelievo, e chi ha SPID lo apprezza subito.

Betsson: poche sorprese sul listino, molte sui mercati

La concessione è la n. 16027, intestata ad Azzurri Limited, sul sito Betsson. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La struttura dei mercati è quella che serve a chi costruisce le giocate invece di limitarsi alla singola secca. Marcatori e combo insieme al 1X2 e all’Under/Over coprono l’ossatura di quello che un giocatore esperto cerca, e il pre-match accanto al live permette di spostare la puntata dove conviene. Il rovescio della medaglia è il marchio stesso: lo stesso gruppo gestisce un’offerta da casinò, e chi vuole un bookmaker puro trova qui un prodotto che convive con altro.

Verdetto: è il profilo più adatto a chi costruisce giocate composte, e non a chi cerca un listino sconfinato di eventi minori.

William Hill: il bonus che distingue chi ha SPID da chi non ce l’ha

William Hill opera con la concessione n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, sul sito William Hill. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

Qui la differenza tra i due percorsi non è tecnica, è di valore: cinque euro in più per chi ha già l’identità digitale, e un bonus dimezzato per chi preferisce caricare un documento. Le 96 ore sono un termine stretto: chi si registra di venerdì sera e rimanda la scansione al lunedì rischia di lasciare i 5 € sul tavolo, e un ritardo di due giorni è la ragione più banale per perdere un’offerta di importo modesto.

Verdetto: dieci euro per chi ha SPID, cinque per gli altri, e in entrambi i casi un termine che punisce i ritardatari più delle regole.

StarCasinò: il marchio da casinò con un bookmaker dietro

StarCasinò opera con la concessione n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, sul sito StarCasinò. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

La descrizione dice già tutto: il bookmaker c’è, ed è coperto sugli eventi principali, ma è la seconda voce della casa. Sul prodotto sportivo è il fratello di scena di Betsson, con una concessione separata e, quindi, con limiti e condizioni che si gestiscono separatamente. Per chi gioca prevalentemente sport la scelta non è ovvia; per chi alterna, invece, il vantaggio è non dover cambiare piattaforma.

Verdetto: il conto ha senso per chi entra dal casinò, e poca ragione per chi cerca soltanto un bookmaker.

bet365: il partner che nessun sito oscurato può vantare

La concessione è la n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, sul sito bet365. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

C’è un dettaglio da fissare bene, perché è la sintesi di tutta la questione raccontata più sopra. La partnership con la massima competizione europea per club è il tipo di posizione che si ottiene stando dentro un sistema di licenze riconosciute, non fuori. Un dominio estero che non può comparire tra le righe di ADM non può nemmeno comparire accanto ai nomi delle competizioni che sponsorizza: il Decreto Dignità, con la sua sanzione non inferiore a 50.000 €, è la ragione per cui l’offerta non autorizzata in Italia vive nei risultati di ricerca e non sugli spalti. Il corredo di strumenti di gioco responsabile, con il numero verde indicato ai residenti in Italia, completa il quadro: è l’unica scheda di questo elenco in cui l’apparato di tutele è raccontato nei dettagli dell’app.

Verdetto: la combinazione di copertura internazionale e strumenti di tutela espliciti è la più completa del confronto, e chi usa le pause di gioco come strumento abituale lo nota per primo.

Planetwin365: venti sport e i risultati in diretta

Planetwin365 opera con la concessione n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., sul sito Planetwin365. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Due cose emergono dalla descrizione. La prima è la profondità sui campionati italiani, che arriva fino alla Serie C e alla Coppa Italia, cioè dove i palinsesti si assottigliano. La seconda è il numero di sport coperti, oltre venti. I risultati in diretta chiudono il cerchio per chi punta durante l’evento senza streaming. Quello che manca è una ragione specifica per preferirlo fuori dal calcio: chi segue altro troverà il listino, ma non necessariamente la profondità.

Verdetto: il calcio italiano è il suo terreno, e chi cerca Serie C e coppe nazionali fatica a trovare di meglio nella lista.

Requisiti di puntata e costo reale delle offerte

Questa è la parte che separa un’offerta da un’illusione, e vale la pena scriverla con i numeri in mano. Quando un operatore parla di un bonus di benvenuto o di un bonus senza deposito, sta descrivendo un credito condizionato. La condizione ha un nome tecnico nella lingua del settore — rigioco, o requisiti di puntata — e un costo misurabile. Il Decreto Dignità vieta la pubblicità, non il bonus; di conseguenza l’operatore scrive le regole in autonomia e non esiste, in Italia, un tetto legale né all’importo del bonus né al rigioco richiesto.

La prima voce da guardare è il moltiplicatore. Un rigioco da 30 volte il bonus significa giocare trenta volte l’importo accreditato prima di poter prelevare; su un bonus da 50 € sono 1.500 € di puntate, e questo è l’unico numero che conta davvero per capire quanto lavoro c’è dietro l’accredito.

La seconda voce è la quota minima. Le puntate sotto quella soglia non contano ai fini del rigioco: chi gioca prudente su quote basse può macinare puntate per settimane e restare al punto di partenza.

La terza voce è la scadenza. Un requisito di puntata che scade in 30 giorni è un conto alla rovescia, e il bonus non utilizzato in tempo si perde; è lo strumento più efficace che un operatore abbia per incassare il margine senza sborsare il premio.

La quarta è il tetto alle vincite del bonus. Un limite di prelievo sulle somme generate dal credito promozionale trasforma un’offerta da 100 € in un’offerta da 50 €, e va letto prima di versare, non dopo.

C’è infine una distinzione che il linguaggio del marketing tende a dissolvere: un bonus senza deposito non è denaro regalato. Il suo valore non è l’importo nominale, ma quanto pagherebbe in media una volta applicati rigioco, quota minima e tetto. È la differenza tra «100 € di bonus» e «un credito da 100 € che vale molto meno», e ogni volta che si legge la prima formula conviene tradurla nella seconda.

Quanto costa davvero giocare il proprio limite

Qui sta il conto che vale più di tutte le tabelle comparse prima, perché non dipende da nessuna offerta e vale per qualunque conto con concessione ADM. Prendiamo un giocatore che sceglie in registrazione un limite di deposito di 100 € a settimana e che gioca quella cifra una volta sola su un mercato a due esiti con quota 1,90 su entrambi i lati — non una quotazione rilevata, un esempio per fare i conti.

La prima cosa da calcolare è la quota di ritorno del mercato, cioè quanto di ogni unità puntata torna indietro considerando tutti gli esiti. Con due esiti a 1,90 e a 1,90, la quota di ritorno è data da 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90: il risultato è circa 0,95, cioè il 95 %. Il margine del bookmaker è quel che resta, intorno al 5 % di ogni unità puntata su quel mercato. È il prezzo che l’operatore si trattiene sempre, in qualunque esito, e non compare da nessuna parte nella schedina.

Su 100 € di puntata settimanale, un margine del 5 % significa una perdita attesa di circa 5 € su quella settimana. Il numero da leggere non è il 5 %, è il fatto che si paga su ogni settimana, indipendentemente dal risultato. Non è una tassa sull’evento: è il costo di accesso al mercato, e chi gioca ogni settimana per un anno spende in margine, in media e sotto le ipotesi dette, qualcosa nell’ordine di 260 €, cioè circa 5 € per ciascuna delle 52 settimane di gioco, molto più di qualunque bonus di benvenuto visto in questo confronto.

Questo è il punto che nessuna promozione dice, e la ragione per cui un’offerta di benvenuto va sempre misurata contro il margine del mercato su cui si gioca. È una stima statistica, un valore medio su molte puntate nelle condizioni indicate, non una previsione sul risultato di una singola giocata: quanto sopra non dice nulla su chi vincerà quella settimana.

E ora la conseguenza per chi guarda a un sitio estero pensando di risparmiare. Se il margine del mercato è la voce dominante, il vantaggio di spostarsi su un dominio non autorizzato può esistere solo su un margine più basso, e non è garantito che ci sia: se anche ci fosse, sarebbe pagato con la perdita del RUA, della vigilanza ADM, del foro italiano e con l’esposizione che la legge 401/1989 descrive per il partecipante. Un punto o due di margine non compensano la sparizione di un registro che serve a tenere fuori chi ha un problema con il gioco, né il rischio di non vedere mai i soldi. Il calcolo, fatto con i numeri, dice questo: il costo che si crede di evitare è piccolo, quello che si accetta è grande e strutturale.

Mettere il tetto delle puntate in proporzione al proprio limite di deposito è l’unico modo di usare quel limite senza consumarlo. Un conto con un deposito settimanale di 100 € e puntate da 25 € ha quattro giocate a disposizione; lo stesso conto con puntate da 10 € ne ha dieci, e quattordici giorni di rigioco su un bonus da 50 € cominciano a essere compatibili con una vita normale. Chi punta senza guardare il rapporto tra deposito e puntata non sta usando il limite: sta guardando il tetto mentre lo supera in due sere.

Domande frequenti sui siti di scommesse stranieri

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse senza concessione ADM?

Nessuna tutela italiana: niente RUA, niente vigilanza di ADM, nessun foro nazionale se nasce una contestazione, e il rischio concreto che il dominio venga inibito a livello DNS mentre il conto resta aperto e non più raggiungibile. ADM ricorda inoltre che il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS), che alla lettura del 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La presenza sull’elenco non dimostra però che quell’operatore offra scommesse sportive: lo mostra il suo sito.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e registra l’autoesclusione su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. Le condizioni di Admiralbet indicano periodi da 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?

L’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet incluso. AGCOM la sanziona con il 20 % del valore della pubblicità e comunque non meno di 50.000 € per violazione, minimo che il TAR Lazio ha rimesso alla Corte costituzionale.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le condizioni degli operatori prevedono che un limite ridotto abbia effetto immediato mentre uno aumentato richiede 7 giorni di attesa. Sono previsti anche auto-limiti su tempo, spesa e perdita, con messaggi automatici su durata e spesa.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Sui siti con concessione ADM le vincite pagate al giocatore non sono tassate in capo a lui e non si dichiarano, perché l’imposta unica ricade sul concessionario (ricostruzione riportata dalla stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: consultare un commercialista). Le vincite da siti esteri sono invece «redditi diversi» secondo la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010.

Prodotto dalla redazione di «Battutaemazza».