Scommesse sul basket 2026: il 4,7 % che non compare in nessuna schedina
Chi scommette sul basket guarda quasi sempre il nome di una squadra e il numero accanto. Il numero accanto, però, contiene già la risposta a una domanda che nessuno fa: quanto di quella puntata non tornerà mai indietro, sotto forma di prezzo, a chiunque abbia ragione. Su un mercato a due esiti offerto a 1,90 e 1,90 lo scarto è di poco meno di cinque punti percentuali, e sta lì anche quando la scommessa è vincente. La pallacanestro è lo sport dove quella differenza si legge prima che altrove, perché i mercati sono pochi, simmetrici e battuti dai modelli: meno riflettori, meno sorprese, più aritmetica scoperta.

Data di riferimento: dati aggiornati al 3 Novembre 2026, licenze e numeri di concessione verificati sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza.
Indice dei contenuti
- Che cosa rende il basket un mercato diverso dagli altri
- Come si confrontano dieci concessionari con un numero di concessione
- Sotto ogni quota c’è un margine: 1,90 e 1,90 quanto lasciano al banco
- Vendere una giocata prima della fine: quanto costa il cash out
- Quanto costa aprire conto, ricaricare e prelevare
- Limiti di deposito, autoesclusione e registri: cosa vi costa la protezione
- Quanto si vince e quanto si paga di tasse
- Giocare sui campionati che si conoscono: dove guardare il basket
- Domande frequenti sulle scommesse sul basket
- I bookmaker con concessione ADM: dieci piattaforme e quello che costano
- Come il margine e le regole decidono il risultato di una stagione
Che cosa rende il basket un mercato diverso dagli altri
Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino

La pallacanestro è nata in una palestra americana alla fine dell’Ottocento, e la sua aritmetica è rimasta la stessa da allora: un canestro vale due punti, tre se arriva da oltre la linea dei tiri, un tiro libero uno; ogni squadra tiene cinque giocatori in campo con sostituzioni illimitate durante le interruzioni; il ferro sta a 3,05 metri da terra a quasi tutti i livelli di competizione. Chi ha giocato a basket almeno una volta sa già tutto questo. Chi scommette sul basket dovrebbe sapere che è proprio questa struttura a rendere il mercato leggibile — e, per chi lo gestisce, più facile da prezzare bene.
Il punteggio alto cambia il modo in cui il prezzo si muove. In una partita di calcio un gol sposta la quota di un ordine di grandezza; in una partita di basket un parziale di otto punti in due minuti sposta il mercato, ma la partita resta aperta, perché un canestro da tre vale un quinto del distacco e ne bastano tre per rientrare. Le partite NBA si giocano in quattro quarti da dodici minuti, quelle FIBA in quattro quarti da dieci, e i supplementari durano cinque minuti: significa che il numero dei possessi è prevedibile, che la varianza è più bassa e che il margine del bookmaker non ha bisogno di essere gonfiato per coprire l’incertezza.
Ed è qui che il conto si fa scomodo. Su un evento dove i modelli previsionali sono diffusi e i dati pubblici abbondanti, il margine tende a essere più contenuto che su un mercato esotico, ma questa è una consolazione per chi vince, non per chi gioca. Il prezzo che trovate pubblicato è già il risultato di un calcolo che parte dalle probabilità e finisce nel margine: la scommessa sul basket non è un gioco di fortuna con un tavolo inclinato di un grado, è un tavolo inclinato di qualche grado in modo misurabile, e la pagina che segue prova a misurare quanto.
Due punti, un tiro libero e una linea: quello che il regolamento decide per voi
Le regole del gioco contano nelle scommesse più di quanto sembri. Il tiro libero vale un punto e non due, quindi un fallo tecnico negli ultimi secondi non vale come un canestro; i tre punti si contano solo se il piede è dietro la linea, e in alcune competizioni quella linea è più lontana; i supplementari sono da cinque minuti e si giocano finché qualcuno non prevale. Sui mercati a margine sottile — handicap e totali — questi dettagli non sono folklore: sono la differenza tra un push e una sconfitta, tra una vincita e un rimborso.

Chi vuole capire come viene stesa una linea deve partire da qui, non dalle quote. La linea dei tre punti, la durata dei quarti, il numero di possessi, la percentuale di tiro da due: sono gli stessi numeri che i modelli dei bookmaker usano, e sono pubblici. Non c’è asimmetria informativa sull’equazione, solo sul prezzo applicato all’equazione.
Come si confrontano dieci concessionari con un numero di concessione
Il confronto tra operatori che offrono scommesse sul basket in Italia parte da un fatto amministrativo, non da una classifica di simpatia: ogni bookmaker che accetta giocate da un conto italiano deve avere una concessione ADM per il gioco a distanza, che è intestata a una società e legata a un singolo sito .it. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza: quello letto il 25 ottobre 2026 contiene 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna abbinata a un solo sito. La concessione non è dell’azienda in astratto, è del sito: una stessa società può tenerne più di una, e i numeri che seguono vanno letti come l’identificativo di quella singola piattaforma, non come il marchio.
Una precisazione che vale più di una tabella: quell’elenco non ha una colonna per i giochi offerti. Un nome presente tra le 52 righe dimostra che quel sito ha una concessione, non che quel sito accetti scommesse sportive. Un concessionario può detenere diritti su scommesse, poker e giochi di abilità, giochi di casinò, punta e banca e bingo nelle combinazioni più varie, e l’unico modo di sapere se il basket è in palinsesto è guardare il sito e l’app dell’operatore. Un posto in un confronto non è una concessione, e una concessione non è un’offerta di basket: sono tre cose distinte e la pagina le tiene separate.
Lo dico perché la confusione tra le tre è il trucco più comune del genere. Chi cerca un bookmaker per il basket trova elenchi costruiti in modo che il lettore associ il marchio più familiare al numero di concessione, e poi legga il resto come dettaglio. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe dell’elenco al 25 ottobre 2026: sono nomi noti, in alcuni casi molto noti, e da un conto italiano non offrono nulla di tutelato dal nostro ordinamento.
Cosa significano i numeri di concessione nella tabella
Sotto ogni marchio, nella tabella che segue, c’è il numero di concessione e la società che lo detiene. Sono dati che un operatore dichiara nei propri termini e condizioni, ed è lì che un lettore può controllarli da solo. La colonna finale riporta quello che le condizioni contrattuali o le schede degli operatori dicono sull’argomento di questa pagina: dove non dicono nulla di specifico sul basket, la riga resta vuota, perché aggiungere una frase generica sarebbe peggio di un trattino.
| Marchio | Numero di concessione ADM e concessionario | Che cosa dichiarano le condizioni dell’operatore sul basket |
|---|---|---|
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, per chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0 |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | app con scommesse pre-match e live su migliaia di eventi e mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | limiti di ricarica, di spesa e di tempo impostati in registrazione su base giornaliera, settimanale e mensile |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | palinsesto dall’app che comprende basket accanto a calcio, tennis, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita in diretta |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi sui campionati di calcio e su altri sport |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita anche di partite di basket |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | basket tra gli sport coperti dall’app, con mercati 1X2, combo bet e marcatori e live score |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con basket tra gli sport coperti pre evento e live |
Due società detengono due marchi ciascuna in questa tabella. Goldbet Better Organization Italy, che nei documenti compare anche abbreviata, è titolare della concessione n. 16010 di Lottomatica e della n. 16009 di Goldbet; Azzurri Limited è titolare della n. 16027 di Betsson e della n. 16026 di StarCasinò. È un dettaglio che cambia il senso della parola «concorrenza» in questo listino: due coppie di siti che si presentano al pubblico come alternative hanno la stessa società dietro, e chi confronta i due marchi di coppia per cercare condizioni diverse sta confrontando la stessa scrivania.
Le concessioni del settembre 2025 e il mercato che hanno lasciato fuori
Il quadro attuale nasce da una gara. Il nuovo regime delle concessioni di gioco a distanza è partito il 13 novembre 2025, dopo che il bando di settembre 2025 aveva assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni. Il riferimento normativo è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, che nell’art. 6, comma 1 elenca i giochi concedibili a distanza — dalle scommesse a quota fissa su eventi sportivi, compresi i simulati, fino al bingo — e nell’art. 6, comma 3 fissa la durata massima della concessione a nove anni, senza rinnovo automatico.
Per il lettore che scommette sul basket, i numeri della gara hanno un effetto concreto: novantatré domande, quarantuno società escluse. La barriera d’ingresso consiste in una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo e in un piano di investimenti, ma il vero filtro è economico, e il risultato è un mercato con pochi soggetti e condizioni di concessione bloccate nel tempo — l’art. 4, comma 3 e l’art. 5, comma 3 stabiliscono che i termini della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata, il che è una garanzia per l’operatore e un vincolo rigido per chiunque speri in aggiustamenti rapidi.
Sotto ogni quota c’è un margine: 1,90 e 1,90 quanto lasciano al banco
Un pallone appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Prendete un mercato a due esiti, del tipo che nel basket si trova spesso sull’esito finale o su una linea di handicap intera, e immaginate che entrambi i lati siano offerti a 1,90. Non è un prezzo quotato da nessun operatore in particolare: è un esempio costruito per far vedere l’aritmetica, ed è il tipo di prezzo che un lettore vede quotidianamente. La quota di restituzione del mercato si ottiene sommando gli inversi delle due quote — 1 diviso 1,90 due volte, quindi circa 1,0526 — e prendendo poi l’inverso di quella somma: il risultato è poco più di 0,95, ossia una restituzione di circa il 95 %. Il margine, che è la differenza tra il 100 % e quella quota, si colloca intorno al 5 %: in una banda tra il 4,7 % e il 5,3 %, a seconda di quanto la quota si allontani dal 1,90 tondo.
Che cosa significa in soldi. Su una puntata da 25 € il margine vale tra 1,20 € e 1,30 € circa di valore atteso negativo, cioè la parte di quella puntata che statisticamente non torna indietro a chi gioca, indipendentemente dall’esito. Non è una tassa che compare da nessuna parte, non è un costo che si vede sul conto: è dentro il prezzo, e si paga una volta per ogni giocata. Su cento schedine da 25 € su mercati di questo tipo, la forbice vale tra i 120 € e i 130 € circa — una stima, non un risultato garantito, perché il margine descrive il prezzo medio del mercato nel lungo periodo e nessuno gioca cento volte lo stesso evento.
Il punto operativo è un altro, ed è quello che moltiplica l’effetto. Il margine del mercato a due esiti non è il margine di tutti i mercati. Una linea di handicap costruita con mezzo punto di vantaggio per la squadra più debole, un totale punti con un numero tondo, una combo che unisce quattro partite: ognuno di questi prezzi ha un margine proprio, e in genere cresce con la difficoltà del mercato e con il numero di gambe di una multipla. Confrontare due operatori su un solo mercato e concludere che uno è più caro dell’altro è un errore da dilettante; la differenza tra operatori si legge su un paniere di mercati, e anche lì cambia a seconda dello sport e del giorno.
Come si legge il margine dal listino senza calcolarlo
C’è un modo veloce, che non richiede divisioni. Se la somma degli inversi di un mercato a due esiti è pari a 1, il margine è zero; ogni volta che quella somma supera l’unità, il superfluo è il margine. Con 1,90 e 1,90 la somma è circa 1,0526, quindi il margine è di circa cinque punti. Con 1,85 e 1,95 la somma scende, con 1,80 e 1,80 sale. Più il listino è «generoso», più quella somma si avvicina all’unità — e nessun operatore, per ovvie ragioni, scende sotto.
Il lettore attento guarda due cose: la somma degli inversi per il mercato principale e la quota della singola, perché è lì che si vede se il margine è stato compresso o se è stato spostato. Un operatore può presentare un prezzo alto sul favorito e recuperare sullo sfavorito, con la stessa somma finale. La simmetria apparente del basket rende questo trucco particolarmente facile da mascherare, perché l’esito è binario e i due lati sono visivamente comparabili.
Vendere una giocata prima della fine: quanto costa il cash out
Vendere una schedina prima che la partita finisca sembra un modo di ridurre il rischio. In realtà è un modo di pagare due volte lo stesso margine. La funzione di cash out — presente in diverse app di operatori con concessione ADM, per esempio in quella di Sisal, dove permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca, e in quella di SNAI, che la offre per chiudere le schedine prima della fine dell’evento — funziona così: l’operatore stima il valore corrente della giocata, ci applica un margine proprio e vi offre quella somma. Se accettate, rinunciate al resto.
Il conto, per chi scommette sul basket, è più salato che sul calcio. La quota di una partita di basket si muove in fretta, e la finestra in cui il cash out conviene davvero è breve: un parziale di dieci punti cambia la valutazione della giocata in pochi possessi, e l’offerta si allinea immediatamente al nuovo scenario. Chi vende dopo un momento favorevole incassa il vantaggio del momento; chi vende durante un momento sfavorevole paga il vantaggio dell’operatore due volte, una nel margine del mercato di partenza e una nel margine incorporato nella proposta di chiusura.
Sul basket è un calcolo ancora più stretto che su un mercato a basso punteggio, perché il numero di occasioni di variazione è alto. Un mercato che offre un cash out continuo e aggiornato spinge verso vendite frequenti; ogni vendita sposta una piccola parte di valore dal giocatore al banco, e l’effetto si vede solo sommando le operazioni. È una funzione utile per chi vuole bloccare un profitto o limitare una perdita, e una trappola per chi la usa come sostituto della disciplina.
Regolamento live e mercati a tre esiti: attenzione al pareggio
Le scommesse live cambiano il modo in cui il mercato si comporta rispetto al pre-match. Ogni grande operatore ha una sezione Live, e l’offerta è ampia: Netwin dichiara un live score affiancato ai mercati 1X2, combo bet e marcatori; Sisal parla di oltre 15.000 eventi live con streaming gratuito anche di partite di basket; Lottomatica indica quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita in diretta. La regola che il lettore deve tenere presente è di tipo diverso: ADM stabilisce le regole sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi, e le quote si aprono solo sulla partita in corso.
Il punto pratico, e il più frainteso, è il 1X2. Nel basket il pareggio alla fine dei tempi regolamentari è raro ma esiste, e porta i supplementari. Un mercato 1X2 sul basket, con i tre esiti, paga la X solo se la partita finisce in parità dopo il tempo regolamentare; se il regolamento prevede i supplementari come parte dell’esito, la X non arriva quasi mai e i due esiti reali sono l’1 e il 2. Le competizioni si comportano diversamente: in alcune coppe il regolamento dell’evento include i supplementari nell’esito finale, in altre no. Questa differenza è il primo elemento da verificare prima di giocare un 1X2 sul basket, e sta nei termini dell’operatore, non nella quota.
Per chi punta su un mercato a tre esiti conviene andare nella sezione Live della partita e leggere come l’operatore definisce l’esito: se la X è limitata al tempo regolamentare, la partita finisce in parità solo con un tiro sbagliato negli ultimi secondi, e il prezzo lo riflette.
Quanto costa aprire conto, ricaricare e prelevare
Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Il primo costo di una scommessa non è nella quota, è nell’apertura del conto. Per giocare su un operatore con concessione ADM serve un conto di gioco pienamente identificato, e le strade sono due: la registrazione classica, con invio di un documento, oppure l’identificazione con SPID, che diverse piattaforme offrono. BetFlag rimanda esplicitamente alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. La scelta sembra una comodità e in realtà è un vincolo operativo, perché senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati.
Vale la pena dirlo in modo diretto: chi apre un conto in piena notte, con un documento fotografato male e uno stipendio già speso, quasi sempre non ha ancora tutto quello che serve. La registrazione non è un form, è un controllo anagrafico. E finché non è chiusa, qualsiasi vincita è ferma dall’altra parte.
Sui movimenti, il quadro dipende dall’operatore più che dalla legge. Le ricariche possono passare da carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti accettate in tabaccheria con servizi come SisalPay o Mooney; ogni operatore ha la sua lista nei propri termini. Nella scelta conviene guardare due cose: se il metodo che usate è disponibile anche per il prelievo e se il prelievo richiede gli stessi tempi della ricarica.
Esiste poi un canale che molti non conoscono, i punti vendita ricariche disciplinati dall’art. 13, D.Lgs. 41/2024: ADM tiene un registro di questi punti — tabaccai, ricevitorie — che accreditano denaro sul conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, usando gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né consentire prelievi, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno.
Sull’uso delle criptovalute presso i concessionari ADM
L’impiego di valute virtuali è una materia non definita nel quadro di riferimento e non risulta una norma che elenchi gli strumenti ammessi per ricaricare o prelevare. In parallelo, l’art. 22, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento da concordare con la Banca d’Italia per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per conto di operatori privi di concessione, ma l’entrata in vigore di quella disciplina non risulta confermata. Su un canale dove nessuna regola è certa, la prudenza non è una virtù da predicare: è un dato.
Limiti di deposito, autoesclusione e registri: cosa vi costa la protezione
La parte del quadro che quasi nessuno legge è anche quella che costa di più in termini di libertà, ed è giusto dirla in pieno. Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e l’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede un pacchetto di strumenti: autolimiti su tempo, spesa e perdita, limiti sulle somme depositate in un periodo definito fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati da ADM, messaggi automatici su durata e spesa, strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.
La regola che morde è la asimmetria tra ridurre e aumentare. AdmiralBet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Un lettore che scopre a fine settimana di aver speso troppo può chiudere il rubinetto in un minuto; chi vuole riaprirlo aspetta una settimana. È un disegno voluto: la disciplina deve costare meno della sregolatezza.
L’autoesclusione è il secondo strumento, e il più potente. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme online con concessione ADM e alle sale fisiche: una richiesta vale per l’intero sistema. Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Sono previste anche forme parziali di esclusione, per categoria di prodotto.
Un dettaglio che vale come avvertimento: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Chi si autoesclude da un operatore ADM e poi gioca su una piattaforma offshore non è protetto da nulla, e nessuna delle tutele descritte in questa sezione lo raggiunge.
Sul versante informativo, l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Non è una cifra che cambi la vita di chi gioca, ma indica che il legislatore ha scelto di far pagare al settore la comunicazione del rischio. Fra gli strumenti degli operatori compare anche il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, indicato per i residenti in Italia da bet365 accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione.
Quanto si vince e quanto si paga di tasse
La tassazione italiana delle scommesse sportive a quota fissa cade sull’operatore, non sul giocatore, e questo ha una conseguenza pratica che vale la pena raccontare bene. L’imposta unica è disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: l’aliquota è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite pagate. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, in passato molto più alte; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel decreto Sport per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Il punto che riguarda il lettore è a valle: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è operato alla fonte. La somma che arriva sul conto è già netta. È una affermazione riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi il consiglio resta quello di consultare un commercialista per la propria posizione.
Il quadro cambia radicalmente se il conto non ha una concessione italiana. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche quando il sito è registrato o ospitato all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicabile non è definita con chiarezza. Chi pensa che la partita finisca con il prelievo sbaglia; finisce con il commercialista.
Che cosa si può scommettere: il palinsesto approvato e le giocate che restano fuori
Qui il quadro è netto e conviene conoscerlo prima di cercare un mercato che non esiste. Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore, ma non risulta se qualche marchio online offra oggi il totalizzatore sportivo. L’art. 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma degli eventi e delle tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa può essere accettata solo su eventi che stanno in quel programma approvato; ADM autorizza gli eventi uno per uno. Non risulta quali sport e quali tipologie il palinsesto contenga, e la pagina non può inventarlo.
Le scommesse su eventi simulati hanno una loro definizione — l’art. 2, lett. v) parla di eventi sportivi, ippici e di altro tipo simulati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — e sono ammesse dentro una concessione per scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica è due cose distinte nella legge: le scommesse su corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale dell’art. 6, comma 1, lett. c), con le loro giocate vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté, che richiedono una concessione propria; se un marchio tratti online i totalizzatori di ippica nazionale non risulta. L’esibizione di scommesse su eventi che coinvolgono minori è oggetto di un provvedimento del direttore di ADM che cita il DM 111/2006, il cui contenuto non è noto; sugli esports il palinsesto non risulta. Infine, un tetto legale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non è previsto: gli strumenti che limitano davvero sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione.
Giocare sui campionati che si conoscono: dove guardare il basket
Un calendario di competizione con le caselle dei turni da compilare, appoggiato accanto a una matita su un tavolo chiaro
Chi cerca scommesse sul basket in Italia non cerca un solo campionato, e la differenza tra le competizioni conta più di quanto conti la differenza tra gli operatori. La pallacanestro maschile è entrata per la prima volta nel programma olimpico a Berlino 1936, quella femminile nel 1976, e il 3×3 è disciplina olimpica dal 2020: questo significa che ogni quattro anni esiste un mercato internazionale con squadre che i modelli prezzano con dati scarsi, perché le nazionali giocano poche partite insieme e la loro forza reale è stimata con margini larghi. Il basket 3×3, in particolare, è un formato dove un errore arbitrale o una serie di tiri pesa più che in una partita da quaranta minuti, e dove le linee sono meno efficienti.
Sul fronte dei club, il calendario si divide in sostanza tra i campionati nazionali e le competizioni europee. Le squadre italiane giocano in Serie A e le migliori in Eurolega, e per chi scommette è una distinzione che pesa: in Eurolega le partite sono ravvicinate, i roster ruotano, i viaggi incidono, e la squadra che ha appena giocato tre giorni prima in trasferta non è la stessa che ha riposato una settimana. I modelli che ignorano il calendario sbagliano sistematicamente, e il mercato in genere lo sa prima di chi scommette.
Per gli strumenti a disposizione, la copertura degli operatori con concessione ADM è documentata da quello che le app dichiarano. Eurobet elenca un palinsesto che va dal calcio, tennis e basket fino alla Formula 1, alla MotoGP, al baseball, al volley, al ciclismo, al rugby, al golf e agli scacchi, e ancora a eventi di spettacolo e politici. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi. Sisal dichiara oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita che comprende partite di basket. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League. NetWin elenca basket tra gli sport coperti. bet365 annovera il basket tra gli sport su cui offre scommesse, pre evento e live.
Basket italiano, tornei europei e il peso del calendario
Chi scommette sulla Serie A di basket deve fare i conti con un problema di informazione che il calcio non ha nella stessa misura. La copertura statistica è inferiore, i dati sugli infortuni sono meno tempestivi, le rotazioni delle squadre di media classifica cambiano di settimana in settimana. Il risultato è che il mercato italiano ha linee meno efficienti di quelle NBA e, insieme, un margine che tende a essere più alto. Non è un’occasione: è un costo in più per chi gioca senza un’informazione migliore di quella del bookmaker.
Sui tornei si aggiunge il tema del formato. Una competizione con gironi e partite secche cambia il valore dei dati: nelle partite secche un modello basato sulla media stagionale sbaglia più spesso, e questo vale per entrambi i lati del banco. Per il giocatore l’unica difesa è ridurre lo stake dove l’incertezza è più alta, non aumentarlo perché la quota è più alta. Una quota alta non è un’occasione, è un’ammissione di incertezza da parte di chi la offre.
Domande frequenti sulle scommesse sul basket
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo sugli eventi inseriti nel palinsesto predisposto dal concessionario e approvato da ADM, che autorizza gli eventi uno per uno. La scommessa sportiva a quota fissa è il prodotto centrale, e gli eventi simulati rientrano tra i giochi ammessi. Se un mercato non compare sul sito dell’operatore, non è disponibile.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga riporta un codice e un sito .it; al 25 ottobre 2026 l’elenco ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051. L’operatore, a sua volta, dichiara numero di concessione e società nei propri termini e condizioni.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita lorda si ottiene moltiplicando la puntata per la quota: 50 € giocati a 1,85 tornano 92,50 €, di cui 42,50 € di profitto netto. In una multipla le quote dei singoli eventi si moltiplicano tra loro e formano un’unica quota. La cifra che arriva sul conto dipende poi dal metodo di prelievo scelto.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e si prende l’inverso della somma: quello è il payout. Su un mercato a due esiti offerto a 1,90 e 1,90 il payout è di circa il 95 % e il margine intorno al 5 %. Il margine di un mercato non è quello di un altro.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Presso un concessionario ADM il prelievo cade sull’operatore e la somma pagata al giocatore è già netta: è una affermazione riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, e conviene consultare un commercialista. Sui siti senza concessione l’Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le considera redditi diversi da dichiarare.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
I limiti e gli altri strumenti di tutela sono descritti nella sezione sui limiti di deposito e sulla autoesclusione. Alla registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e la riduzione di un limite ha effetto immediato mentre un aumento richiede sette giorni. Il quadro preciso è nei termini dell’operatore.
I bookmaker con concessione ADM: dieci piattaforme e quello che costano
L’ordine che segue non è una graduatoria di qualità, è l’ordine con cui questa pagina presenta le dieci piattaforme, e il lettore che confronta davvero dovrebbe usarlo come punto di partenza. Quello che segue è quello che le condizioni contrattuali e le schede degli operatori dicono; dove un punto non è coperto, non viene riempito con un’ipotesi.
William Hill: la concessione n. 16044 e una freebet legata alla Serie A
William Hill Malta Plc detiene la concessione n. 16044 per il sito William Hill. L’Extra Bet Club di William Hill assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.
Leggete la condizione due volte, perché è lì che sta il prezzo. Non è una freebet libera: è la ricompensa di una multipla composta da cinque eventi con quota complessiva minima di dieci, cioè una giocata in cui la probabilità di vincente è bassa per costruzione. Una freebet da 5 € settimanali è un’offerta modesta in valore assoluto, e il suo valore reale sta in ciò che rende se giocata su un mercato di basket con margine contenuto — ed è tanto più basso quanto più si gioca la freebet su una combo a quota alta, dove il payout del mercato è più magro. Il tetto di 100 € è il massimo che la promozione può valere in una stagione, non una somma pronta a disposizione.
William Hill è una piattaforma solida sotto il profilo della concessione, e il suo punto forte è la struttura della promozione, che premia la giocata continuativa piuttosto che l’ingresso una tantum. Il difetto è che la frequenza settimanale premia soltanto chi gioca con regolarità e con un volume di multipla non banale; per chi gioca singole sul basket non vale nulla.
Betsson: la concessione n. 16027 e un catalogo costruito sul volume
Betsson fa capo alla concessione n. 16027 di Azzurri Limited. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Il valore di un catalogo ampio è quello di rendere confrontabili i prezzi. Se un operatore copre migliaia di eventi, compresa la pallacanestro europea di secondo livello, il lettore ha più occasioni di verificare se il margine su un mercato specifico è in linea o fuori scala. Il rovescio della medaglia è la dispersione: un catalogo costruito sul volume tende a spingere verso la combinazione di più eventi, dove il margine si somma gamba dopo gamba, e la combo è dichiarata tra i mercati offerti.
La concessione è in capo a un veicolo maltese, Azzurri Limited, che detiene anche un altro marchio in questa tabella: il lettore che cerca due alternative distinte dentro questa coppia sta guardando la stessa struttura societaria. Il catalogo, non l’etichetta, è quello che distingue davvero le due.
AdmiralBet: la concessione n. 16048 e i limiti imposti in registrazione
Admiral Bet S.r.l. detiene la concessione n. 16048 per AdmiralBet. In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Le condizioni prevedono anche l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
È la sola piattaforma di questo elenco la cui documentazione contrattuale descriva in dettaglio limiti e autoesclusione, e va detto che il merito è qui: chi vuole il rubinetto sotto controllo trova in AdmiralBet il quadro più esplicito. Il costo è la rigidità: una registrazione che chiede tre limiti su tre basi temporali è una registrazione lunga, e sette giorni di attesa per alzare un tetto sono sette giorni in cui la piattaforma vi tratta come un conto ad alto rischio. La gratuità di questa impostazione è tutta a favore di chi gioca; la scomodità è il prezzo.
Eurobet: la concessione n. 16012 e il palinsesto più largo
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione n. 16012 per Eurobet; la stessa società è titolare anche delle concessioni di Bwin e Giocodigitale, un dettaglio che dice quanto sia concentrato il mercato italiano. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).
Un palinsesto così esteso è una dichiarazione di intenti: l’operatore vuole che il cliente trovi sempre qualcosa su cui giocare. È la stessa logica che produce mercati esotici con margini ampi, e gli eventi di spettacolo e politica sono l’esempio più chiaro. Chi scommette sul basket trova una copertura buona, ma la larghezza del catalogo non è una misura della convenienza dei prezzi sul mercato principale.
La densità societaria — tre siti sotto un solo concessionario — ha una conseguenza pratica per chi confronta: le condizioni possono essere allineate tra i marchi, e chi cerca differenze di prezzo tra Eurobet.it e Bwin.it spesso non le troverà.
Lottomatica: la concessione n. 16010 e il flusso in tempo reale
Goldbet Better Organization Italy S.p.a., indicata anche come GBO Italy, detiene la concessione n. 16010 per Lottomatica.it. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Streaming e aggiornamento continuo dei prezzi sono la parte dell’offerta che rende il live utilizzabile, e sul basket questo conta: seguire la partita mentre si guarda il mercato consente di valutare se un’offerta di cash out è ragionevole o se sta scontando un margine eccessivo. Il costo è comportamentale. Una piattaforma che facilita l’ingresso durante la partita facilita anche la giocata impulsiva, e nel basket — dove una partita ha decine di momenti in cui il prezzo si muove — la tentazione è continua.
Il valore è tutto nella parte dati: quote in tempo reale e risultati aggiornati riducono la distanza tra l’informazione del cliente e quella dell’operatore, ed è uno dei pochi vantaggi che un giocatore può effettivamente usare senza pagarlo troppo caro.
Goldbet: la concessione n. 16009 e le tipologie di schedina
Goldbet Better Organization Italy S.p.a. detiene la concessione n. 16009 per Goldbet: la stessa società della concessione Lottomatica, con numeri diversi e siti diversi. L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
Il punto di interesse, su una pagina che parla di costi, è il sistema. Una schedina a sistema è una struttura di combinazioni che copre più esiti con una sola giocata, e il suo costo in termini di margine è proporzionale al numero di combinazioni generate: ogni combinazione paga il proprio margine, e il conteggio sfugge facilmente. Chi gioca sistemi sul basket dovrebbe sapere che il numero di combinazioni cresce in modo combinatorio, e che la stima di spesa va fatta a tavolino prima. La concessione è la stessa del marchio Lottomatica, un fatto da tenere presente quando si confrontano i due listini.
Sisal: la concessione n. 16020 e il volume degli eventi live
Sisal Italia S.p.a. detiene la concessione n. 16020 per Sisal.it. L’app dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
I 15.000 eventi live sono il numero che merita attenzione, perché il live è la parte dell’offerta in cui il margine si paga più spesso. Un catalogo di quella dimensione, con streaming gratuito che include il basket, rende la giocata in corso facile e frequente, e il cash out la rende permanente. Il bonus di benvenuto è di tipo deposit-gated: il riconoscimento passa per una prima ricarica, il che significa che il valore dell’offerta è subordinato a un versamento effettivo. La parte virtuale, con partenze ogni pochi minuti e orario quasi continuo, resta un mondo a sé, con margini suoi.
NetWin: la concessione n. 16035 e i mercati sul basket
Netwin Italia S.p.a. detiene la concessione n. 16035 per Netwin.it. L’app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.
Il basket è dichiarato in modo esplicito tra gli sport coperti, ed è una distinzione che in questo elenco non tutti fanno. L’offerta virtuale con partenze ogni due minuti è la parte da maneggiare con cautela estrema: un evento che parte ogni centoventi secondi è progettato per consumare attenzione e puntate, e il ritmo non lascia il tempo di una decisione ponderata. Sul pre-match sportivo, la presenza del basket, della pallavolo e degli esports indica un operatore interessato ai segmenti di nicchia, dove in genere i margini sono meno compressi che sui mercati principali.
La concessione in capo a Netwin Italia S.p.a. è tra le più recenti nell’elenco, ed è un segnale del ricambio del mercato dopo la gara del settembre 2025.
StarCasinò: la concessione n. 16026 e la scommessa sul calcio e sul basket
Azurri Limited, che i documenti indicano come Azzurri Limited, detiene la concessione n. 16026 per StarCasinò; la stessa società è titolare della concessione n. 16027 di Betsson. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Qui il punto è il posizionamento. StarCasinò si presenta come piattaforma a vocazione casinò con un bookmaker affiancato, e per chi scommette sul basket la differenza si sente nel modo in cui il prodotto è costruito: la parte sportiva è presente, ma non è il cuore dell’esperienza, e la scheda descrive «varie tipologie» senza entrare nei mercati specifici. Per un lettore che cerca un bookmaker per il basket e basta, è una piattaforma meno specializzata di altre in questo elenco; per chi cerca un conto unico con sport e casinò, il discorso cambia, ma è un discorso diverso da quello di questa pagina.
bet365: la concessione n. 16030 e la partnership con la UEFA
Hillside (New Media Malta) Plc detiene la concessione n. 16030 per Bet365. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Fra gli strumenti di gioco responsabile dell’operatore figurano periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Una partnership ufficiale con la massima competizione europea di calcio è, dal punto di vista del basket, un elemento neutro: dice qualcosa sulla scala dell’operatore, non sulla qualità dei prezzi sulla pallacanestro. La presenza del basket tra gli sport coperti, pre evento e live, è la parte che qui conta. Sul versante della tutela, il pacchetto di strumenti dichiarato è ordinario nel quadro ADM — pause, limiti di versamento, avvisi e autoesclusione sono ciò che l’art. 15, comma 1 impone a tutti i concessionari — e la menzione del numero verde nazionale è un adempimento informativo, non un servizio aggiuntivo.
Quello che resta dopo aver letto tutte le schede è una considerazione semplice. Su dieci piattaforme, una soltanto pubblica condizioni contrattuali che descrivono in modo esplicito limiti e autoesclusione; due coppie appartengono alla stessa società; nessuna dichiara il margine dei propri mercati. Il lettore che vuole scommettere sul basket ha gli strumenti per riconoscere un prezzo caro e per scegliere dove tenere il conto, e nessuno glieli mette in mano all’ingresso.
Come il margine e le regole decidono il risultato di una stagione
Mettere insieme i pezzi serve a poco se non si vede dove finisce il denaro. Prendete un giocatore che punta 20 € a schedina su mercati a due esiti quotati 1,90 e gioca duecento volte in una stagione — un volume di 4.000 €. Con un margine intorno al 5 %, il costo medio di quella stagione si colloca tra i 190 € e i 210 € circa, cioè la parte di puntato che il prezzo del mercato non restituisce: è una stima statistica su un numero elevato di giocate, non un conto che qualcuno vi presenterà. Chi non ha un vantaggio informativo su quel mercato paga quella cifra come una quota di iscrizione, distribuita in dosi da uno o due euro che nessuno nota sul momento.
Il quadro cambia se le giocate passano dal pre-match al live. Nella sezione sul cash out si è visto come vendere una schedina prima della fine significhi pagare due margini, e un’abitudine al live sposta l’attività verso i mercati dove questo succede più spesso. Con lo stesso volume di 4.000 € e un margine medio che sale di qualche punto per effetto della componente live e delle combo, il costo stagionale supera i 200 € e può avvicinarsi ai 250 €. Non è matematica esatta, è un ordine di grandezza: serve a far vedere che la differenza tra un operatore e un altro, e tra un tipo di giocata e un altro, vale più della ricerca della quota più alta.
Sui limiti di deposito la logica è la stessa, con una variabile in più. Il limite settimanale o mensile scelto in registrazione agisce sul denaro che entra, non sulle perdite; un conto da 50 € a settimana che gira sul live può bruciare il deposito in una serata e ricaricare la settimana dopo. Le soglie che contano sono due: il limite di deposito, che si sceglie, e il volume di puntate, che non ha un tetto legale perché nelle scommesse sportive non esiste un tetto in euro sulle puntate. Chi vuole la protezione più forte ha uno strumento che ignora il resto: l’autoesclusione, quella sì valida su tutte le piattaforme online autorizzate in Italia.
Infine il fisco, che nella scelta tra un conto e l’altro non è una variabile da poco conto. Con una concessione ADM il prelievo è operato alla fonte e il giocatore riceve la somma netta, senza ritenute né dichiarazioni nella lettura corrente; su un conto senza concessione l’Agenzia delle Entrate, nella risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite come redditi diversi da dichiarare per l’intero importo, senza deduzioni. La differenza di trattamento tra due conti con lo stesso saldo è la più grande che questa pagina abbia incontrato.
E resta l’ultima voce, quella che non compare in nessun calcolo. Offrire gioco a chi è in Italia senza concessione è illegale, e la legge 401/1989, art. 4, come ADM stessa cita, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi accettati all’estero, e sanziona anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari con ammenda e arresto fino a tre mesi. Esiste poi la lista dei siti inibiti, tenuta da ADM con la Guardia di Finanza e Sogei, pubblica sui siti delle due istituzioni: i fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM pagano da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e i domini inibiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso. Il blocco agisce a livello DNS, alcuni fornitori sono più lenti di altri, e i mirror ricompaiono nel giro di ore.
Su questo il punto di vista di chi scrive è netto e non ammette sfumature: un conto con concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limite e un foro italiano; un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto questo, e a questo si aggiunge la sanzione prevista per il giocatore. La ricerca della quota più alta è un hobby costoso; la ricerca di un prezzo fuori dal sistema è un’altra cosa, e il conto lo presenta lo Stato, non il bookmaker.
Creato dalla redazione di «Battutaemazza».
