Comparazione di quote di scommesse 2026: il payout dell’85 % che nessuno ti mostra
Dati aggiornati al 3 Novembre 2026, con le concessioni verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM (ex AAMS).

Un bookmaker non vende emozione. Vende un prezzo, e quel prezzo contiene già la sua provvigione. Tutto il resto — il bonus di benvenuto, la quota maggiorata, il rimborso in caso di pareggio — è imballaggio intorno a quel numero. Chi confronta le quote senza saperlo legge le insegne e non i listini, e in Italia le insegne autorizzate sono poche decine mentre la differenza tra due listini, sullo stesso identico mercato, può valere qualche punto percentuale di restituzione. Qualche punto su cento giocate è la differenza tra un passatempo che costa poco e uno che costa molto.
Questa pagina prende sul serio una parola che i comparatori usano a vuoto: scelta. Perché di percorsi, in Italia, ce ne sono quattro, e non portano allo stesso posto. C’è la scommessa a quota fissa presso un concessionario, che è il percorso con le regole scritte e un tavolo di vigilanza dietro. C’è il totalizzatore e il betting exchange, due modi diversi di non giocare contro il banco. Ci sono i siti senza concessione, che si trovano nei risultati di ricerca con licenze straniere che in Italia non valgono nulla e che espongono chi ci gioca a un illecito, come l’ADM stessa scrive. E c’è, sopra a tutto, la scelta di quanto depositare — l’unico vero controllo sul rischio che un giocatore ha in mano, e in Italia non è un’impostazione facoltativa nascosta in fondo a un menu.
La scala di questa pagina va dal meccanismo al listino. Prima come nasce una quota e dove finisce la tua puntata. Poi, con quel metro in mano, i dieci concessionari che compaiono su siti .it con un numero di concessione. Poi la cornice normativa che rende quella lista una lista e non un elenco di vetrine. Infine la parte che nessuna comparazione commerciale mette in prima pagina: gli strumenti che ti proteggono da te stesso, e quelli che l’ADM non ti dà se scegli la strada sbagliata.
Indice dei contenuti
- Che cosa è la quota, e che cosa ci sta dentro
- Fondamenti: quanto ci costa davvero una quota, e come si calcola
- I dieci concessionari su sito .it: come li leggiamo e perché
- Le regole che rendono una quota una quota: ADM, concessioni e limiti
- Prevenzione e tutela: gli strumenti che hai in mano prima di giocare
- Domande frequenti sulla comparazione delle quote
Che cosa è la quota, e che cosa ci sta dentro
La quota è il prezzo di un rischio espresso in forma moltiplicativa. Se punti 10 € a quota 1,90 e vinci, torni a casa con 19 € — 10 € di puntata più 9 € di vincita netta. Nella forma decimale, che è quella che il mercato italiano usa e che questa pagina usa, quel numero contiene già la puntata: non c’è niente da aggiungere, non c’è una frazione diversa sotto.

Sotto c’è invece qualcosa di meno visibile. Ogni esito di un mercato ha una quota, e ogni quota corrisponde a un reciproco: 1 diviso la quota. A quota 1,01 il reciproco è 0,9901, cioè 99,01 %; a quota 2,00 è 0,5, cioè 50,00 %; a quota 4,00 è 0,25, cioè 25,00 %. Quello che si ottiene è la probabilità implicita, ed è la lettura più onesta che si può dare di un listino senza sapere nulla della partita. Il bookmaker non ti dice quanto pensa che una cosa sia probabile: scrive un prezzo, e dal prezzo si risale al pensiero.
Il passaggio che quasi nessuno fa è sommare i reciproci di tutti gli esiti dello stesso mercato. Il payout — la quota di restituzione, cioè la parte delle puntate che torna indietro sotto forma di vincite — si calcola sommando i reciproci delle quote di tutti gli esiti possibili e dividendo 1 per quella somma. Un mercato a tre esiti quotato 1,25 / 5,00 / 10,00 restituisce circa il 90,91 %: i tre reciproci sono 0,80, 0,20 e 0,10, sommati fanno 1,10, e 1 diviso 1,10 fa per l’appunto lo 0,9091. Quello 0,10 di eccedenza è l’overround: la probabilità implicita di tutti gli esiti insieme supera il 100 %, e l’eccesso è il guadagno del bookmaker su un libro bilanciato.
Quota fissa e totalizzatore: due partite diverse
C’è un dettaglio che decide che tipo di gioco stai facendo, e non è un tecnicismo. Nelle scommesse a quota fissa il bookmaker stabilisce la quota e si pone come avversario di chi scommette: il numero è tuo dal momento della giocata e non può più essere modificato. Compri un prezzo e quel prezzo resta.
Con le quote variabili, cioè nel totalizzatore, i giocatori scommettono tra loro e la quota è definita solo dopo l’evento. Non c’è un avversario con un listino, c’è un montepremi da spartire. È un gioco diverso, con una struttura di costi diversa: nel totalizzatore la quota di restituzione è inferiore al 50 % presso gli operatori statali, e arriva fino a circa l’85 % per le corse di cavalli. Per chi viene dalla quota fissa, il salto è enorme — quasi il doppio della posta trattenuta in un caso, poco più di un settimo nell’altro.
E qui va detta una cosa scomoda. Il payout è una misura media su tutte le puntate di un mercato, non una promessa su una singola schedina. Un mercato che restituisce il 90 % vuol dire che su mille giocate di importo identico tornano indietro novanta per cento di quella cifra, distribuite in modo diseguale: qualcuno vince molto, i più riprendono meno di quanto hanno messo. Nessun singolo biglietto è «tagliato» al 90 %. Chi legge la pagina di un comparatore cercando il payout più alto sta cercando la cosa giusta; chi pensa che il payout più alto gli faccia vincere più spesso sta cercando la cosa sbagliata.
Fondamenti: quanto ci costa davvero una quota, e come si calcola
Le cifre tonde dei bookmaker hanno un suono rassicurante. Quota 2,00 sembra la parità perfetta: metti dieci, riprendi venti. Non lo è, e per un motivo che non ha nulla a che fare con la partita. Facciamo il conto su un mercato a due esiti entrambi quotati 1,90, che è un esempio e non il prezzo di un evento reale.

I due reciproci sono ciascuno 1 diviso 1,90, cioè circa 0,5263. La loro somma fa circa 1,0526. Il payout è 1 diviso 1,0526, quindi circa il 95,0 %. Il margine del bookmaker è la parte restante, e sta intorno al 5 %. Il dettaglio che conta è la condizione: il conto vale per quel mercato a due esiti con quelle due quote, e non si trasferisce a un altro mercato, a un altro sport o a un’altra partita solo perché le quote sembrano simili.
Il margine non è un valore fisso del settore, e la differenza si vede subito. Un mercato a due esiti quotato 1,95 da entrambe le parti restituisce circa il 97,5 % e lascia al bookmaker circa il 2,5 %. Lo stesso tipo di mercato quotato 1,80 da entrambe le parti scende a un margine di circa il 10 %. Tra il 2,5 % e il 10 % non c’è una sfumatura: c’è un fattore quattro nel costo di ogni singola giocata. E la fascia non cambia solo da operatore a operatore, cambia dentro lo stesso operatore, a seconda del mercato che apri.
Questo è il punto in cui le aspettative commerciali si sgonfiano da sole. Un sito può vantare «quote maggiorate» su centinaia di mercati al giorno — bet365 lo fa — e quelle quote sono effettivamente migliori del normale su quei mercati, in quei momenti. Ma la maggiorazione vive dentro una struttura che altrove resta carica. Il payout tipico delle scommesse con due esiti possibili, per esempio il tennis, si aggira intorno al 90 %, e quello delle scommesse con tre esiti possibili, per esempio il calcio, si aggira intorno all’85 %. Il denaro risparmiato sulla quota promozionale è spesso denaro che il listino ordinario si è già ripreso.
Da qui una conseguenza pratica per chi confronta. Confrontare due bookmaker sull’1X2 di una partita dice qualcosa, ma dice meno di quanto sembri, perché il costo del mercato non è uniforme e le differenze tra mercati dello stesso operatore sono spesso più grandi delle differenze tra operatori sullo stesso mercato. Il posto dove la differenza tra due listini pesa davvero è la multipla: le quote delle selezioni si moltiplicano in un prezzo unico, e ogni punto di margine nascosto in una singola si moltiplica insieme alle altre. Una multipla a cinque selezioni non amplifica solo la vincita, amplifica anche il costo.
C’è poi la questione di che cosa stai comprando quando compri un mercato. Una singola sull’esito finale, un Under/Over sul numero di reti, un GG/NG, un DNB — il draw no bet, che in italiano si legge «rimborso in caso di pareggio» — e un handicap sono cose diverse: cambiano il numero degli esiti possibili, e quindi cambiano quanti reciproci entrano nella somma che determina il payout. Un mercato a due esiti e un mercato a tre esiti non si confrontano sul numero di quote, si confrontano sul payout, che è l’unico metro comune. E il cash out, che molti operatori offrono, aggiunge una variabile ulteriore: chiudere la giocata prima della fine dell’evento significa accettare un prezzo che non è quello della quota iniziale. Comodo, non gratuito.
I dieci concessionari su sito .it: come li leggiamo e perché
Prima della lista, il metodo. Ogni operatore qui sotto compare con un numero di concessione ADM, e la concessione è il primo filtro perché è la cosa che distingue un bookmaker che opera legalmente in Italia da un dominio estero che si presenta in italiano. In Italia il regolatore è l’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» alla prima menzione, perché il mercato continua a dire AAMS. La concessione è legata al singolo sito, non all’azienda: un’impresa può averne più di una e gestire più domini, e la ragione sociale che compare nel numero raramente coincide con l’insegna. Vale la pena ricordarlo una volta e non ripeterlo: la concessione si verifica sul sito dell’operatore, che la dichiara nelle proprie condizioni, e sull’elenco pubblico dell’ADM.
La seconda cosa da dire è cosa questa lista non è. Non è una classifica di convenienza, non è una graduatoria di quote — non lo potrebbe essere, perché nessun confronto pubblicato su dieci marchi copre l’intero mercato: gli altri concessionari esistono, e un marchio che non compare qui non è per questo privo di concessione. Non è nemmeno una classifica di completezza, perché i fatti che abbiamo riguardano il prodotto scommesse di ciascuno e nient’altro; dove una scheda non copre un punto, quel punto semplicemente non entra nel confronto. La lista ha invece un vantaggio che nessun comparatore commerciale ha: dieci operatori con lo stesso tipo di titolo alle spalle, confrontabili su ciò che le loro condizioni dicono di sé.
I criteri che uso per ordinarli, dal più al meno decisivo per chi paga: quanto costa il prodotto (la varietà di mercati e la presenza di funzioni che cambiano il costo effettivo della giocata), come si entra e si esce dal conto (identificazione, strumenti di controllo), e quanto è largo il palinsesto, cioè l’insieme degli eventi e delle tipologie di scommessa che l’operatore prepara e fa approvare dall’ADM, sul quale soltanto si può scommettere.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Che cosa dicono le condizioni dell’operatore |
|---|---|---|
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che unisce i mercati più popolari di eventi selezionati in una sola scommessa, pre evento e live |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; apertura conto anche con CIE |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal, No Goal e Multigoal, giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; funzione Cash Out |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo di combo e mercati a quote maggiorate |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Scommesse singole, multiple e sistemi; le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita mentre si gioca live |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie, accanto a slot e Live Casinò |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Benvenuto Sport: bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni a quota minima 5.00 giocate con denaro reale |
Due nomi nella colonna della ragione sociale tornano due volte, e non è un errore di compilazione: Goldbet Better Organization Italy detiene due concessioni distinte, una per Goldbet.it e una per Lottomatica.it. È l’illustrazione esatta di una regola che in Italia si perde sempre: il titolo è del sito, non del marchio. Chi confronta due operatori guardando la ragione sociale potrebbe concludere che sono lo stesso soggetto — e in effetti lo sono, come società — ma le due concessioni sono autonome, i due listini sono separati e le due esperienze di gioco non si sommano. Azzurri Limited fa la stessa cosa con Betsson e StarCasinò.
bet365: il listino più profondo è anche quello che si muove
bet365 è l’operatore che porta la concessione ADM n. 16030, rilasciata a Hillside (New Media Malta) Plc, e su un sito .it proprio. Quello che lo distingue nel confronto non è il numero di mercati in sé ma il fatto che il suo prodotto ha due livelli: un listino ordinario e una fascia di Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno. Accanto c’è Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live.
Per chi confronta le quote, la profondità del listino è un’arma a doppio taglio. Un operatore che apre centinaia di mercati ogni giorno è anche un operatore che li ripassa continuamente, e la quota che vedi alle undici di mattina non è necessariamente quella che trovi alle otto di sera. Il Bet Builder rende la cosa più interessante: combinare più mercati dello stesso evento in una sola giocata significa moltiplicare le quote, e quindi moltiplicare anche il margine che ognuna di esse porta con sé. Il prezzo unico di un Bet Builder non è la somma di prezzi onesti, è il prodotto di prezzi già caricati.
Il verdetto su questo marchio non riguarda la ricchezza dell’offerta, che è fuori discussione, ma la sua trasparenza relativa. Le funzioni che spostano davvero il costo — la quota maggiorata e la combinazione — sono anche quelle meno leggibili a colpo d’occhio, perché richiedono di sapere quale sarebbe la quota normale per capire quanto valga la maggiorazione. Chi tiene un foglio di calcolo o almeno un’abitudine di confronto lo usa bene. Chi guarda solo il numero più alto sullo schermo sta comprando l’etichetta.
Betsson: ampiezza senza fronzoli, e la concessione che vale più di una
Betsson opera con la concessione ADM n. 16027, intestata ad Azzurri Limited, su un sito .it proprio. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
La lettura da fare qui non è sul catalogo, che è quello di un operatore grande e generalista, ma sulla struttura societaria. Azzurri Limited è la stessa società dietro StarCasinò: due concessioni, due siti, due insegne. Per il giocatore la conseguenza è concreta in un punto solo, e vale la pena dirlo perché è il tipo di dettaglio che un comparatore non mette mai in tabella: l’autoesclusione. Il Registro Unico degli Autoesclusi blocca tutte le piattaforme online autorizzate in Italia, quindi chi si esclude su Betsson si esclude anche su StarCasinò e su ogni altro concessionario. Non esiste un modo di aggirare la propria scelta passando al dominio gemello.
Mercati come i marcatori e le combo sono poi la parte del listino dove il payout è tipicamente più basso, e questo va detto senza girarci intorno: sono mercati in cui il bookmaker ha meno informazioni indipendenti per fissare un prezzo, e il margine sale. L’ampiezza dell’offerta è un valore per chi sa in quale parte del catalogo si sta muovendo.
Goldbet: il conto che si apre con l’identità digitale
Goldbet porta la concessione ADM n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), su un sito .it proprio. L’app permette di giocare schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e — come l’operatore indica — la registrazione non passa obbligatoriamente dal modulo con documento, perché il sito rimanda anche alle procedure di identificazione con SPID, oltre alla registrazione classica.
È il punto su cui questo marchio si distingue nella lista, e non è una questione di quote. Il conto di gioco italiano richiede un’identificazione piena; senza SPID l’account dev’essere validato entro 30 giorni oppure viene sospeso e i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori. Chi ha già SPID si risparmia il passaggio più noioso dell’apertura di un conto — e chi non ce l’ha sta comprando una schedina con una scadenza sopra, che è una cosa che nessuno gli dirà al momento della registrazione.
Sugli strumenti di identità digitale Goldbet non è solo come si potrebbe pensare, perché alcuni concorrenti offrono SPID e CIE; quello che emerge dalle sue pagine è la combinazione con la registrazione classica, che lo rende il percorso più flessibile per chi si avvicina per la prima volta. Il calcio è il terreno dove questa flessibilità si traduce in volume di giocate, non in prezzo migliore.
Sisal: il catalogo che assomiglia a una vetrina di formati
Sisal opera con la concessione ADM n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a., su un sito .it proprio. Fra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Quello che colpisce è la densità di formati proprietari. La Scommessa DUO, la Supercombo e la Supercoppia esistono per un motivo commerciale semplice: un formato esclusivo non si confronta con quello del vicino. Il che è un vantaggio per chi cerca varietà e un problema per chi cerca il prezzo, perché su un formato che esiste solo da un operatore non c’è nessun secondo listino da mettere accanto. Le giocate su rigori ed espulsioni — mercati con pochi esiti e molta alea — sono esattamente la parte del catalogo dove il margine tende a salire.
Il Cash Out merita invece una riga a parte, e non positiva. Chiudere prima significa incassare un prezzo fissato dal bookmaker sul momento, e quel prezzo incorpora il vantaggio di chi lo propone: è una funzione utile, comoda, e quasi mai conveniente su una singola giocata. Chi la usa sistematicamente su ogni schedina sta pagando una commissione invisibile in cambio della possibilità di cambiare idea.
Betfair: il marchio che porta in Italia un modo diverso di giocare
Betfair opera con la concessione ADM n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., su un sito .it proprio. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
C’è però una circostanza che rende questo marchio strutturalmente diverso dagli altri nove, ed è il betting exchange. Lo scambio è una tipologia di gioco autonoma nella legge italiana: il giocatore può essere scommettitore o banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo. La documentazione dell’operatore è indicata come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui un importo minimo per la giocata a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e una nota di stampa del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, con il prelievo a carico del concessionario. Sui marchi che gestiscono oggi un exchange in Italia e sulle sue regole di commissione non c’è qui nulla di più.
Va detto con franchezza che questo è il marchio della lista che rompe lo schema del confronto. Su un exchange non c’è un margine incorporato nel listino da calcolare con la formula del payout: c’è una commissione su una vincita netta, che è un’altra cosa. Chi arriva dai comparatori tradizionali e cerca la quota tonda più alta troverà questo prodotto scomodo — e chi invece vuole puntare contro un altro giocatore invece che contro un bookmaker troverà l’unico posto in Italia, fra questi dieci, dove farlo.
Planetwin365: la diretta come criterio, non come decorazione
Planetwin365 opera con la concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., su un sito .it proprio. Offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.
Il tennis tavolo in un palinsesto quotidiano è il segnale che conta, più dello streaming in sé. Significa copertura di nicchia, cioè eventi che gli altri operatori non aprono; e significa una diretta che va avanti quando il grande calcio tace, di pomeriggio o a tarda sera. Per un certo tipo di giocatore — quello che vuole seguire l’evento mentre lo gioca anziché aprire una schedina sulla partita di cartello — questo è un argomento più forte di qualunque quota promozionale.
Il rovescio è che i mercati di nicchia sono quelli dove il confronto è impossibile. Non ci sono dieci listini su un incontro di tennis tavolo: c’è quello che l’operatore propone. Quando non esiste un secondo prezzo da mettere accanto, il margine non si misura, si subisce. Chi gioca prevalentemente questi eventi paga per la copertura, e non ha modo di sapere quanto.
Eurobet: il conto che tiene traccia di sé
Eurobet opera con la concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, su un sito .it proprio. Con l’app si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets.
My Bets sembra una funzione banale e non lo è, se la si legge dal lato del costo. La maggior parte dei giocatori non sa quanto ha puntato nel mese e nemmeno con che quota media; uno storico ordinato è l’unico modo per accorgersi che il listino si sta mangiando una fetta stabile delle proprie giocate. Non è uno strumento di gioco responsabile nel senso legale del termine — non blocca nulla — ma è il presupposto pratico per usarlo, quello che ti fa capire che un limite va impostato.
La questione societaria di Eurobet è la più interessante della lista e non emerge guardando solo questo dominio: la stessa ragione sociale gestisce anche Bwin.it e giocodigitale.it, cioè tre siti con tre concessioni distinte. Per chi confronta le quote è la prova definitiva che il titolo non dice nulla sull’insegna, e che due siti formalmente distinti possono essere la stessa azienda con due listini.
Lottomatica: il catalogo che punta tutto sul grande evento
Lottomatica opera con la concessione ADM n. 16010 su un sito .it proprio, e la concessione è intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Qui il catalogo è dichiaratamente costruito intorno agli eventi che tutti guardano. È una scelta, e ha un prezzo nascosto: sui grandi campionati si trovano dieci listini, quindi la concorrenza fa il suo lavoro e i margini tendono a stringersi; l’ampiezza dell’offerta però non si estende automaticamente agli sport minori. Chi gioca quasi solo Serie A e Champions sta bene qui. Chi cerca un campionato nordico o un torneo minore di pallavolo sta cercando in un catalogo che non è stato pensato per lui.
Il fatto che Goldbet e Lottomatica condividano la ragione sociale e dividano le concessioni è, in fondo, la stessa lezione di Eurobet in versione più visibile: due marchi che un lettore considera concorrenti sono la stessa impresa con due licenze. Chi si autoesclude non ne aggira uno passando all’altro.
StarCasinò: il casinò che ha anche un bookmaker
StarCasinò opera con la concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, su un sito .it proprio. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il bookmaker, qui, è la seconda attività. La domanda che un lettore deve porsi guardando questo marchio non è quanto sia ampio il suo listino — è quali siano le sue priorità. Un operatore che costruisce il prodotto intorno al casinò ha una comunicazione, una promozione e una prima impressione costruite per un altro gioco, e le scommesse sportive arrivano come reparto aggiunto. Questo non le rende peggiori; le rende meno centrali.
E c’è una differenza di struttura che vale più di ogni considerazione sul catalogo: la concessione per il casinò e quella per le scommesse sono titoli distinti. Il numero 16026 è il titolo su cui questo sito opera, e il fatto che il marchio sia noto soprattutto come casinò non dice nulla sulla tenuta della sua offerta di scommesse. Chi apre un conto qui per il calcio sta comprando il reparto meno identitario della casa.
William Hill: il bonus che si legge tutto prima di valutarlo
William Hill opera con la concessione ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, su un sito .it proprio. Nel Benvenuto Sport il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, ed è erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale.
Questa è l’unica scheda della lista in cui il numero che conta non è una quota ma una condizione. E va letta come si legge un contratto, perché è quello che è. Il bonus è cash, il che è un punto a suo favore rispetto ai bonus erogati come giocate gratuite: il denaro è denaro. Ma le tranche da 10 € e la quota minima 5.00 sulle multiple di almeno 5 selezioni sono il costo reale dell’offerta, e non sono un dettaglio tecnico.
Ecco il conto. Una multipla di cinque selezioni a quota minima 5.00 complessiva, con il margine che un mercato del genere porta con sé e la struttura di rischio che cinque esiti in fila comportano, è una giocata con una probabilità di riuscita molto bassa. Cinque tranche da 10 € richiedono cinque giocate riuscite con quelle caratteristiche. Il denaro reale richiesto non è un’opzione: le tranche si sbloccano giocando con soldi propri. Per incassare 50 € di bonus un giocatore deve mettere in circolo molto di più, e la probabilità di completare il percorso è il vero prezzo dell’offerta. Non c’è nulla di illecito in questo — è un bonus di benvenuto con requisiti dichiarati — ma chiamarlo «100 % del primo deposito» descrive il numeratore e tace sul denominatore.
Il verdetto su William Hill come bookmaker è quindi duplice e va tenuto separato dalla sua promozione. Sul piano del listino è un operatore ordinario, senza una funzione proprietaria che lo distingua dagli altri della lista. Sul piano dell’offerta di benvenuto è quello che richiede la lettura più attenta, ed è l’unico di questi dieci per il quale la frase decisiva non è una quota ma la parola «tranche».
Che cosa cambia, alla fine, tra un marchio e l’altro
Se si tolgono le insegne, restano tre assi su cui i dieci si dividono davvero. Il primo è la profondità contro la specializzazione: c’è chi apre centinaia di mercati al giorno e chi costruisce il catalogo intorno al grande evento, e sono due promesse diverse — la prima paga in varietà, la seconda in liquidità sui mercati che tutti guardano. Il secondo è la presenza di formati proprietari, che rendono il confronto più ricco sulla carta e impossibile nella pratica. Il terzo è che cosa l’operatore mette avanti nella promozione: una quota, una funzione, o una condizione da soddisfare in tranche.
La cosa che non cambia è il meccanismo. Su ognuno di questi dieci siti la quota è fissa e vale dal momento della giocata, il margine è incorporato nel prezzo, e il payout di un mercato si calcola allo stesso modo. Cambia solo quanto quel margine è largo, e quella differenza non la dichiara nessuno: si ricava dividendo 1 per la somma dei reciproci delle quote di tutti gli esiti.
Le regole che rendono una quota una quota: ADM, concessioni e limiti
Il quadro italiano non è un contorno burocratico alla materia: è ciò che decide che cosa può essere quotato, da chi, e con quale garanzia per chi punta. La norma di riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. E la prima cosa da capire è che le licenze italiane non sono licenze aperte: sono «concessioni» assegnate con gara pubblica.
L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; e il bingo. Secondo l’articolo 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico; fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM stabilisce nella gara (art. 6, comma 5), mentre i termini della concessione e il regime fiscale restano fissi durante il periodo (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). È una cornice pensata per non cambiare sotto i piedi di chi ha vinto la gara, e questo è un dato rilevante anche per il giocatore: le condizioni di offerta non sono riscritte ogni anno.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Il punto che questa pagina ha già incontrato due volte nella lista dei marchi va ripetuto perché è strutturale: la concessione è per sito, non per impresa, e una società può tenerne diverse.
E poi c’è il limite intrinseco dell’elenco, che nessun comparatore ammette volentieri. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo: un nome sull’elenco non dimostra da solo l’esistenza di un’offerta di scommesse, che è dimostrata dal sito e dall’app dell’operatore. E la presenza in una comparazione non è una concessione — è una scelta editoriale, e va trattata come tale.
Che cosa si può scommettere, e che cosa è il palinsesto
Il prodotto centrale è la scommessa sportiva a quota fissa; la legge prevede anche il totalizzatore, e se qualche marchio online offra concorsi a totalizzatore non risulta. L’articolo 2, lettera s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse di cavalli, e non sportivi — e di tipologie di scommessa predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e si può scommettere soltanto su eventi che stanno nel palinsesto approvato. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore.
Da questa parola, palinsesto, discende una conseguenza pratica che i comparatori non spiegano mai. Non è detto che l’evento che cerchi sia scommettibile su tutti i siti, perché il palinsesto non è un catalogo libero: è un programma approvato, e può differire da operatore a operatore. Se un mercato che ti aspettavi non c’è, non stai guardando un sito incompleto — stai guardando un perimetro autorizzato.
Il capitolo degli eventi simulati è quello che confonde più persone. L’articolo 2, lettera v) definisce le «scommesse su eventi simulati» come scommesse su eventi sportivi, ippici e di altro tipo simulati al computer, mostrati con animazione o con la riproduzione di un evento reale, e sono ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». Chi le gioca deve sapere una cosa sola che conta: la quota di questi eventi non nasce da una partita che qualcuno ha visto, e il prezzo è fissato su una simulazione.
L’ippica è due cose distinte nella legge, e vale la pena separarle. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro la lettera a) dell’articolo 6, comma 1. I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili, definiti alla lettera h) dell’articolo 2 — richiedono invece una concessione propria. Se un marchio gestisca i concorsi di ippica nazionale online, qui non risulta.
Le scommesse live sono offerte da ogni grande operatore, e questo è un fatto, ma le regole dell’ADM sui mercati in-play, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e non esiste qui un elenco dei mercati live. Il che significa una cosa sola per chi legge: sul live non c’è un parametro pubblicato da confrontare, e la valutazione di un’offerta live resta al giocatore.
Sui limiti di puntata c’è un silenzio normativo che sorprende chi arriva da altri mercati. Un tetto in euro alle puntate nelle scommesse sportive non risulta; gli strumenti vincolanti sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in fase di registrazione. È l’opposto di quanto si immagina: la protezione, in Italia, non passa da un massimo di puntata ma da una soglia di deposito che il giocatore stesso fissa.
Chi possiede il palinsesto dei diritti: pubblichità e pubblicità
C’è una parte del quadro che riguarda più il giocatore di quanto sembri, ed è quella sulla pubblicità. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e l’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM vigila, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3).
Che cosa significa per chi legge un comparatore? Che il tono con cui un operatore ti parla è vincolato. Non troverai una campagna televisiva che ti promette la vita cambiata, e in compenso troverai messaggi di gioco responsabile firmati dallo stesso marchio che ti vende la schedina. E c’è un secondo effetto, meno ovvio: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. I bonus di benvenuto esistono e si vedono sui siti degli operatori; quello che non può esistere è la comunicazione che li spinge. Da qui l’aspetto che questi strumenti hanno — tecnico, poco entusiasta, senza promesse di guadagno.
Sul fronte applicativo c’è un contenzioso aperto che vale la pena conoscere. La stampa di settore riferisce che nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; che il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; e che sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta, non una legge: un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni. Il suo esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Il conto delle imposte, e perché il giocatore spesso non lo vede
Il regime fiscale delle scommesse italiane ha una caratteristica che spiazza: nella maggior parte dei casi il giocatore non lo incontra mai. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, prevista dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 (il cui numero non risulta), è pari al 20,5 % se la giocata è raccolta sulla rete fisica e al 24,5 % se è raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, contro il 43 % e il 47 % precedenti; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Il punto è che l’imposta è a carico del concessionario, non del giocatore. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non vanno dichiarate, perché il prelievo avviene alla fonte: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026 e non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale, quindi va presa come tale — per la propria posizione conviene consultare un commercialista.
Il quadro cambia completamente se il sito non ha la concessione. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta, e la posizione va espressa come interpretazione: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Vale la pena fermarsi un momento su che cosa significa questa coppia di regimi. Sul sito italiano la partita fiscale è chiusa prima che tu la apra. Sul sito estero è aperta e tocca a te, con una base imponibile calcolata sull’intero importo ricevuto e nessuna deduzione delle puntate perse. Chi pensa che il sito estero sia fiscalmente più leggero sta guardando il regime sbagliato: sta guardando quello dell’operatore.
Offerta senza concessione: che cosa rischia chi ci gioca
Qui la norma non lascia margini di interpretazione, e la fonte migliore per citarla è l’ADM stessa. Offrire giochi a giocatori in Italia senza concessione è illecito. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambe pubbliche sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso, il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri: un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, come riportato dalla stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, con i mirror che ricompaiono in poche ore. La parola esatta per il risultato è «oscurati».
E poi c’è la parte che riguarda chi punta, non chi organizza. Sempre l’ADM, il 28 febbraio 2024, richiama la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Questa è la regola lato giocatore come l’ADM stessa la enuncia. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non risultano. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.
Vale la pena tradurre tutto questo in un confronto onesto, perché è il cuore della scelta che questa pagina racconta. Una concessione ADM porta con sé tre cose concrete: il collegamento al Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza dell’ADM e gli strumenti obbligatori di limitazione, e un foro legale italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nessuna delle tre, è esposto al blocco DNS e, come scrive l’ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono, compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere che in Italia non hanno alcun valore, e operano in una zona che va descritta per quello che è: non protetta. Un giocatore autoesclusosi che passa a un sito senza concessione non è più autoescluso per nessuno, perché quel sito non è collegato al registro.
Prevenzione e tutela: gli strumenti che hai in mano prima di giocare
C’è una differenza di fondo tra il modo in cui si parla di gioco responsabile in una pagina commerciale e il modo in cui funziona davvero in Italia. In Italia non è un consiglio, è una struttura di obblighi che il concessionario deve mettere a disposizione di chi apre un conto. L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti: limiti autoimposti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, stabiliti dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Il limite di deposito: la decisione che si prende una volta e vale per sempre
Il limite di deposito è lo strumento che conta più di tutti gli altri, e il motivo è psicologico prima che normativo. Lo si sceglie in fase di registrazione, in forma settimanale o mensile, e la scelta avviene in un momento in cui si è lucidi. Poi vale.
E ha un’asimmetria che tutti dovrebbero conoscere prima di impostarlo, perché è l’unica parte del sistema progettata contro la propria impulsività. Un limite ridotto ha effetto immediato; per aumentarlo bisogna aspettare sette giorni. La conseguenza è che il sistema ti protegge dal giocatore che sei alle due di notte e non dal giocatore che sei stamattina: se ti serve più margine, la strada è sempre una riduzione, mai un allargamento rapido.
Da qui una raccomandazione concreta che vale più di qualunque confronto tra quote. Imposta il limite in fase di registrazione, non dopo, e impostalo basso. Non c’è nessun modo di alzarlo in fretta e questa è precisamente la funzione. Il fatto che sia la scelta più efficace offerta dall’ordinamento e che quasi nessuno la usi dovrebbe dire qualcosa su quanto poco si leggano le condizioni di apertura di un conto.
L’autoesclusione e il Registro Unico degli Autoesclusi
Il Registro Unico degli Autoesclusi è il meccanismo più conosciuto e il meno compreso. Istituito nel 2018, blocca tutte le piattaforme online autorizzate in Italia e le sale sul territorio. Il registro, quindi, non è un elenco che un operatore può decidere di rispettare: chi si esclude viene escluso da tutti i concessionari contemporaneamente, e questa è la sua forza rispetto a ogni forma di autolimitazione locale.
L’articolo 15, comma 1, lettera e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che il giocatore stesso stabilisce. La scadenza va scritta come sta nei fatti: le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Un sito di settore riferisce che dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Le durate e le forme sono quelle che le condizioni degli operatori e la pagina dell’ADM indicano.
Qui torna il punto che questa pagina ha sollevato parlando di Goldbet e Lottomatica, e va detto una volta per tutte perché è l’informazione più utile dell’intera sezione. Il registro copre le piattaforme autorizzate. I siti senza concessione non vi sono collegati, quindi un giocatore autoesclusosi che si sposta su un dominio estero non è protetto da nulla: né dal registro, né dalla vigilanza, né dal foro italiano. La scelta di un operatore, per chi ha un problema di controllo, non è una preferenza tra insegne: è la scelta se avere una rete sotto o no.
E vale un’ultima precisazione, perché la confusione è comune. L’autoesclusione non è un blocco parziale e non è un’opzione di prodotto: l’articolo 15, comma 1, lettera e) prevede che sia attivabile anche per categoria di prodotto, quindi è possibile escludersi dal casinò senza escludersi dalle scommesse, ma non si può essere autoesclusi e continuare a giocare come prima. Il registro non è una preferenza salvata sul tuo account: è uno stato.
La tutela dei minori e l’identificazione del conto
Il primo principio che l’articolo 3, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 41/2024 nomina è la «tutela dei minori di età», le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Sulla carta è una formalità; in pratica è il motivo per cui l’apertura di un conto di gioco italiano non assomiglia all’iscrizione a un qualsiasi servizio online.
Un conto di gioco richiede un’identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione tramite modulo con copia di un documento e tramite SPID; per aprire il conto, BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica. Il dettaglio operativo che quasi nessuno legge: senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi risultano bloccati, come indicano le pagine degli operatori. È il tipo di clausola che si scopre nel momento peggiore, cioè quando si vuole incassare.
Il resto della dotazione informativa è meno visibile ma non meno obbligatorio. L’articolo 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi definiti da una commissione governativa. È la ragione per cui i messaggi di gioco responsabile sono ovunque, anche dove nessuno li cerca, e la ragione per cui non spariscono nelle annate magre.
Pagare, ricaricare e incassare: i binari che esistono davvero
La parte dei pagamenti è quella che più spesso viene raccontata male, e vale la pena separare ciò che è normato da ciò che è soltanto diffuso. L’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: l’ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che alimentano il conto online soltanto su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o con contanti fino a 100 € a settimana in totale; questi punti non possono pagare vincite né liquidare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.
Sul lato dei binari di pagamento la situazione è meno normata di quanto si creda. Quelli che le pagine di comparazione mostrano presso i concessionari ADM sono carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti presso i tabaccai, per esempio SisalPay e Mooney; l’elenco di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la questione è aperta, e non risulta una norma che elenchi i binari approvati. L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore non risulta confermata.
Per il giocatore la conseguenza è semplice e va detta senza giri di parole: sul pagamento non hai un parametro normato da confrontare tra operatori. Hai un elenco nelle condizioni di ciascuno e la necessità di verificarlo prima di aprire il conto, non dopo, perché un metodo di prelievo assente è un problema che si scopre quando i soldi sono già dentro.
Il numero verde è la parte da tenere a mente senza ironia. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quella riga vale più di ogni altra cosa scritta in questa pagina, comprese tutte le considerazioni sul margine.
Domande frequenti sulla comparazione delle quote
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si controlla l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, dove ogni riga porta un codice e un sito .it, e si confronta il numero con quello che l’operatore dichiara nelle proprie condizioni. Attenzione a un limite: l’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi il nome prova il titolo, non l’offerta di scommesse. Quella la mostra il sito.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita è la puntata moltiplicata per la quota, e nella quota decimale la puntata è già dentro: 10 € a quota 1,90 restituiscono 19 €, di cui 9 € di utile netto. Nella multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un prezzo unico, e il ritorno è la puntata per quel prezzo.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano i reciproci di tutte le quote dello stesso mercato e si divide 1 per quella somma, ottenendo il payout. Un mercato a tre esiti quotato 1,25 / 5,00 / 10,00 restituisce circa il 90,91 %. Il margine è quello che resta per arrivare a 100 %, e vale solo per quel mercato.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il conto di gioco italiano prevede limiti autoimposti su tempo, spesa e perdita, e un limite sugli importi depositati in un periodo definito, scelto in fase di registrazione su base settimanale o mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per aumentarlo occorre attendere sette giorni.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica è a carico del concessionario e il prelievo avviene alla fonte. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore: per la propria posizione conviene consultare un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse senza concessione ADM?
Nessuna delle tutele italiane opera: il sito non è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi, non è soggetto alla vigilanza dell’ADM e non offre un foro legale italiano, oltre a essere esposto al blocco DNS. L’ADM stessa ricorda che il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Preparato dagli editori di «Battutaemazza».
