Non AAMS scommesse in Italia 2026: 52 concessioni, e il resto è inibito
Un sito di scommesse «non AAMS» non è un sito senza regole: è un sito senza la concessione italiana, e questa differenza si paga — talvolta in denaro, talvolta in più. L’ADM (ex AAMS) tiene due elenchi pubblici, quello dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e quello dei domini inibiti, e la distanza fra i due è tutto il fenomeno di cui si parla quando si cerca un bookmaker fuori dal sistema italiano. Il mercato legale, dopo la gara del settembre 2025, conta 52 concessioni assegnate a 46 società su 93 candidature, per circa 7 milioni di euro ciascuna e nove anni di durata. Fuori da quelle righe c’è un’offerta che esiste, che compare nei risultati di ricerca con licenze straniere, e che in Italia non vale nulla.

Aggiornato al 3 Novembre 2026, con i dati di licenza verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e sulle pagine pubbliche dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Indice dei contenuti
- Che cosa significa davvero «non AAMS»: i fondamenti della questione
- La normativa che ti riguarda: dal dominio inibito alla legge 401/1989
- La prevenzione comincia dall’identificazione, non dal buon senso
- Come si valuta un bookmaker non aams, e perché il confronto si fa fra concessionari
- La classifica dei dieci concessionari
- StarCasinò: il casinò con il bookmaker accanto
- Sisal: mille eventi al giorno e lo streaming dentro l’app
- Betsson: il bookmaker con le concessioni in coppia
- SNAI: risultato esatto, tiri in porta e Cash Out
- Eurobet: il palinsesto che arriva fino alla politica
- bet365: il partner globale che in Italia resta un sito con concessione
- Goldbet: schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi
- planetwin365: Serie A, Serie B e più di venti tipi di sport
- planetwin365 e i campionati: il palinsesto come servizio
- AdmiralBet: RUA, limiti di ricarica e il tetto che aspetta sette giorni
- BetFlag: apertura del conto con SPID, CIE o registrazione classica
- Quanto costa un’offerta: il conto con i numeri veri
- Domande frequenti
Che cosa significa davvero «non AAMS»: i fondamenti della questione
La sigla è un residuo di vocabolario. L’amministrazione che rilascia le concessioni si chiama ADM (ex AAMS) dalla fusione fra Agenzia delle Dogane e Agenzia dei Monopoli, ma il mercato continua a dire «AAMS», e i giocatori italiani continuano a scrivere «non AAMS» per dire «fuori dal sistema italiano». La sostanza non è cambiata con il nome: l’ADM blocca dal 2007 i siti privi delle autorizzazioni previste e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. Tutto il resto è un’offerta che non ha titolo per raccogliere giocate in Italia.

Il quadro normativo attuale è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze non si comprano a sportello: le concessioni si assegnano con gara pubblica, e l’art. 6, comma 3 fissa in nove anni il periodo massimo di esercizio, senza rinnovo. Fra i requisiti richiesti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che l’ADM determina nella gara (art. 6, comma 5); le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fermi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). È un dettaglio che sfugge a chi legge le cose in fretta: chi ottiene la concessione non rinegozia nulla per nove anni.
Che giochi si possano offrire a distanza lo dice l’art. 6, comma 1, che elenca le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi — simulati compresi — e su corse di cavalli, i concorsi pronostici sportivi e ippici, l’ippica nazionale, i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa, le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori (il betting exchange) e il bingo. Un concessionario può gestirne uno o più in qualsiasi combinazione. Ed è qui che nasce il malinteso più comune: l’elenco ADM non ha una colonna che dica quali giochi offre ciascun sito. Un nome su quella lista non prova da solo che il sito accetti scommesse sportive; lo prova il sito stesso, con il suo palinsesto e la sua app.
«Straniero» non è una categoria giuridica italiana
Una licenza di Curaçao, di Malta o di Anjouan non ha alcun valore in Italia. Non è una questione di prestigio o di severità del regolatore estero: è che la concessione italiana si riferisce a un singolo sito su dominio .it e a nient’altro. Il meccanismo è semplice. L’ADM autorizza un sito, non un marchio, e non un gruppo: Eurobet Italia S.r.l. compare più volte sull’elenco perché gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.
La normativa che ti riguarda: dal dominio inibito alla legge 401/1989
La parte che molti lettori scoprono tardi è che la regola non punisce soltanto chi organizza le giocate. Riguarda anche chi le fa.
Il 28 febbraio 2024 l’ADM lo ha scritto senza giri di parole: la legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda non è indicato e non risulta alcun procedimento avviato contro un giocatore — ma la norma esiste, è scritta così, e chi la liquida come «una regola per gli operatori» non l’ha letta.
Sul versante dei fornitori, l’art. 4, comma 4-bis della stessa legge copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando le giocate sono accettate all’estero, mentre il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, art. 22 impone a fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che ricevono un ordine dell’ADM di eseguirlo: la sanzione amministrativa va da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.
L’elenco dei siti inibiti e come si arriva all’oscuramento
L’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, è la norma su cui poggia l’inibizione dei siti di gioco non autorizzati, e prevede che chi fornisce connessioni Internet consulti costantemente l’elenco dei siti inibiti. L’ADM aggiorna quell’elenco e reindirizza i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale verso una pagina di avvertenza, che segnala come il sito richiesto sia sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia.
Nell’aprile 2026 è cambiato il metodo: i siti inibiti vengono reindirizzati verso l’indirizzo di avvertenza dell’ADM al posto del vecchio indirizzo IP statico, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. L’ultimo elenco consultato è aggiornato al 13 ottobre 2026. Un ordine del 2025 aveva portato il totale a 11.481 domini inibiti; gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta.
Il dettaglio tecnico interessa chi paga le conseguenze. Il blocco agisce a livello DNS, quindi alcuni provider lo applicano con ritardo, e i mirror di un sito inibito ricompaiono nel giro di ore. Vale la pena direl o per quello che è: l’oscuramento non è un muro, è un filtro che si aggira in pochi minuti e che riporta il giocatore esattamente dove si trovava prima — in un’offerta senza concessione, senza RUA, senza tutele italiane. La parola che il settore usa per il risultato è «oscurati», e descrive un fenomeno che non si esaurisce.
Perché un bookmaker fuori dal sistema non ti conviene
L’elenco delle cose che arrivano con una concessione è breve e pesante. L’iscrizione al RUA, la vigilanza dell’ADM con i limiti di deposito che il giocatore sceglie in registrazione, gli strumenti di gioco responsabile che il concessionario deve mettere a disposizione (art. 15, comma 1), una sede legale italiana e quindi un giudice italiano, l’identificazione obbligatoria del conto di gioco. Nessuna di queste cose viaggia insieme a un dominio .com che accetta giocatori italiani senza concessione.
C’è poi una questione che raramente si legge nelle pagine promozionali: lo Stato non protegge un giocatore su un sito senza concessione, e non lo fa nemmeno su richiesta. Se un prelievo non arriva, non c’è autorità italiana a cui rivolgersi. Se il conto viene chiuso per una ragione qualsiasi, non c’è regolamento cui appellarsi. Se arriva un ordine di inibizione mentre il saldo è sul conto, il dominio sparisce da un giorno all’altro e con lui l’interfaccia per chiedere indietro il denaro.
Un cavillo che vale la pena conoscere, perché è l’unico che qualcuno prova a usare: le licenze estere circolano come prova di serietà. Non lo sono. Non perché i regolatori stranieri siano inaffidabili, ma perché in Italia valgono zero, e la validità in Italia è l’unica cosa che conta per un giocatore che gioca dall’Italia.
La prevenzione comincia dall’identificazione, non dal buon senso
Chi apre un conto su un concessionario italiano incontra l’identificazione prima di poter giocare, e non è una formalità. Il conto di gioco richiede l’identificazione completa: si apre con la registrazione classica e una copia di un documento, oppure con SPID — alcuni operatori accettano anche CIE — e senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati.

Il limite di deposito è l’altro strumento che non ha equivalente fuori dal sistema italiano. Alla registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile; un limite abbassato ha effetto immediato, un limite alzato richiede sette giorni di attesa. Quel ritardo è la parte che conta davvero: mette un intervallo fra una serata storta e la decisione di alzare il tetto, e chi ha provato a farlo sa che l’attesa è più lunga di quanto sembri. L’art. 15, comma 1 elenca anche gli auto-limiti su tempo, spesa e perdita, i limiti sugli importi depositati che il concessionario fissa in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM, i messaggi automatici su durata e spesa, l’autoesclusione anche per categoria di prodotto e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.
Autoesclusione e RUA: dove la differenza diventa concreta
Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e funziona come una lista trasversale: l’autoesclusione registrata nel RUA blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. È il punto in cui il sistema italiano fa ciò che un mercato frammentato non farebbe mai da solo: un blocco unico che vale su 52 concessioni e sulle sale fisiche.
Fuori dalla concessione il RUA non esiste. Un sito non autorizzato non è collegato al registro, quindi un giocatore autoescluso lì non è protetto da nulla: il blocco non si estende, il registro non lo conosce, e le offerte presso cui si è escluso non hanno modo di saperlo. È un vuoto che non si vede finché non serve.
Che cosa prevede il Decreto Dignità sulla pubblicità
Il divieto è in vigore e non ammette sfumature: l’art. 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, vieta «qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet».
L’AGCOM vigila sul divieto, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il quadro non è però statico: nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; e due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla notifica della norma. Una proposta di modifica presentata come emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 — per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese — non ha avuto esito noto, e alla data di verifica il divieto resta in vigore.
Una precisazione che il divieto non copre: il «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non esiste un tetto statale all’importo né ai requisiti di puntata, quindi ammontare, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Chi cerca un numero di riferimento in una legge non lo trova, e non è perché manchi la pazienza di cercarlo.
Il 0,2 % che le concessionarie spendono in informazione
L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di destinare lo 0,2 % del proprio ricavo netto, e comunque non più di 1.000.000 € l’anno, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra piccola letta in sé, e interessante per quello che dice di come il sistema italiano affronta il problema: un obbligo di spesa pubblicitaria interna, mentre la pubblicità esterna è vietata. Le due regole convivono, e le concessionarie convivono con entrambe.
Limiti e tutele: consequence, e quando si vedono
Non tutti gli strumenti hanno lo stesso tempo di reazione. Un auto-limite di spesa abbassato morde subito, perché il conto non accetta la giocata oltre il tetto. Un limite alzato, invece, aspetta: sette giorni in cui il tetto vecchio resta in piedi per forza, anche se il giocatore ha già deciso il contrario. L’autoesclusione è l’unica che non ha scorciatoie, e proprio per questo è quella che conviene impostare prima di averne bisogno — dopo, quando serve davvero, è già tardi per pensarci con calma.
Il limite di deposito che l’ADM fissa nella gara è una figura contrattuale, non un numero pubblico: le condizioni della concessione non lo rendono noto, e il vincolo che il giocatore incontra in concreto è quello che sceglie in registrazione, più quello che il concessionario applica in base a età e comportamento. Chi cerca un tetto statale uguale per tutti, in cifre, non lo trova.
Come si valuta un bookmaker non aams, e perché il confronto si fa fra concessionari
Il criterio non è il marchio, non è il numero di sport, non è la grafica dell’app. È una riga su un elenco pubblico: la concessione è per sito, non per società, e un marchio presente su un confronto non ha nessuna concessione per il fatto di esserci.
Il metodo che funziona ha quattro passaggi. Si cerca il nome del sito nell’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e si legge il codice di concessione associato a quel dominio .it — le condizioni contrattuali del concessionario riportano il numero e la società. Poi si controlla che il dominio su cui si intende giocare sia quello indicato, e non una filiale .com dello stesso marchio: la concessione non si estende da un dominio all’altro. Si verifica infine che il sito offra davvero scommesse sportive, perché la lista non ha una colonna dei giochi e alcuni concessionari sono casinò con un bookmaker secondario. L’ultimo passaggio è il più pratico: leggere nelle condizioni del sito i requisiti di eventuali bonus, perché quota minima, rigioco e scadenze cambiano da operatore a operatore e non da una legge.
La verifica è lavoro di dieci minuti e va fatta ogni volta, non una volta per tutte: le concessioni si assegnano con gara, durano nove anni e non si rinnovano automaticamente. Un marchio può cambiare concessionario, un dominio può cambiare gestore, e ciò che era vero un anno fa va riletto.
I dieci concessionari e i loro numeri di concessione
La tabella che segue mette a confronto dieci concessionari presenti sull’elenco ADM. Le colonne riportano, nell’ordine, il marchio, il numero di concessione con la società che lo detiene e quello che le condizioni dell’operatore stabiliscono sull’identificazione del conto di gioco — il punto su cui la verifica di un lettore comincia.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Identificazione del conto di gioco nelle condizioni dell’operatore |
|---|---|---|
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | — |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | — |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | — |
| SNAI | ADM n. 16032, Snaitech Spa | — |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | — |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | — |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | — |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | — |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Registrazione classica con fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png, oppure SPID di livello 2 con codice temporaneo (OTP) e importazione automatica dei dati |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Procedure di identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni |
La prima cosa che salta all’occhio è Azzurri Limited, che compare due volte con due concessioni diverse: 16026 per StarCasinò e 16027 per Betsson. Non è un errore di trascrizione, è come funziona il sistema. La concessione si aggancia a un dominio, il dominio a una società, e una società può averne più d’uno: Eurobet Italia S.r.l. ne ha tre. Chi confronta i marchi partendo dall’idea che dietro ognuno ci sia un’azienda diversa sbaglia l’unità di misura.
La seconda cosa è che la colonna centrale è anche l’unico indizio del genere di operatore che si ha davanti. Goldbet Better Organization Italy, Snaitech, Pwo, Betflag: nomi che il giocatore non vede mai pubblicizzati e che invece firmano i contratti. Le società con sede estera — Azzurri Limited per StarCasinò e Betsson, Hillside (New Media Malta) Plc per bet365 — restano soggette alla concessione italiana come tutte le altre, perché la concessione è il titolo che conta, non il paese della capogruppo.
Sulla terza colonna il lettore attento noterà che due caselle su dieci sono piene. Le condizioni contrattuali dei dieci operatori non raccontano tutte la stessa cosa sull’apertura del conto, e non tutte la raccontano nel punto in cui si va a cercarla: chi vuole sapere come si identificherà presso gli altri otto trova la risposta nel contratto del singolo operatore, non in una sintesi. Meglio così che una tabella riempita a mano con materiale di seconda mano.
La classifica dei dieci concessionari
L’ordine che segue non è una graduatoria di preferenza e non nasce da una pagella: non esiste un punteggio unico che dica se Sisal sia meglio di Planetwin365, perché i due offrono cose diverse. L’ordine è quello con cui i dieci marchi sono presenti su questo confronto, e la cosa utile da leggere in ciascuna voce sono i vincoli reali dell’offerta.
StarCasinò: il casinò con il bookmaker accanto
Il marchio si presenta con un casinò in primo piano e un’app che permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Chi arriva da StarCasinò cercando una partita non resta a mani vuote, ma il bookmaker non è il centro della piattaforma: è il secondo ambiente di una casa costruita per il gioco da tavolo.
La concessione è l’ADM n. 16026, in capo ad Azzurri Limited. Vale la pena notare che la stessa società detiene la 16027, quella di Betsson, più avanti in questa lista: due marchi distinti, due domini distinti, un solo concessionario. Se si sta valutando dove aprire il conto e si pensa a un gruppo, la struttura è già chiara.
Chi cerca un bookmaker sul quale passare le serate fra mercati, quote e palinsesti troverà l’offerta sportiva più stretta di quella che troverebbe altrove. Chi invece usa il casinò e ogni tanto vuole mettere una giocata su una partita, senza cambiare app né conto, qui ha un solo punto d’accesso — e per quel profilo l’appartenenza al sistema delle concessioni conta più dell’ampiezza del palinsesto.
Sisal: mille eventi al giorno e lo streaming dentro l’app
L’offerta sportiva è dichiarata nella app dell’operatore con più di 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Sono numeri da operatore strutturato, non da appendice sportiva.
A questo si accompagna un catalogo di scommesse che va oltre l’1X2: la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. C’è anche il Cash Out, che permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Sul versante dell’accesso, l’app Sisal Matchpoint consente di entrare nel conto gioco con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. La concessione è l’ADM n. 16020, in capo a Sisal Italia S.p.a.
Il profilo che si disegna è quello di chi vuole seguire l’evento mentre lo guarda. Quindicimila eventi live e lo streaming gratuito non servono a chi punta la domenica mattina e chiude la schedina; servono a chi gioca dentro la partita, e per quel giocatore il Cash Out è la funzione che pesa più di tutte le altre messe insieme.
Betsson: il bookmaker con le concessioni in coppia
L’app dello Sportsbook copre pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati che vanno dall’1X2 all’Under/Over, dal Goal/NoGoal ai marcatori fino alle combo. È un’offerta sportiva completa, senza le concessioni al tipo di giocatore che il marchio sembra avere in mente.
Il numero di concessione è l’ADM n. 16027, e la società è ancora Azzurri Limited. Chi scorre questo elenco dall’alto troverà la stessa società alla voce StarCasinò: due piattaforme molto diverse, un solo soggetto concessionario. È il tipo di dettaglio che un confronto costruito sui loghi non fa mai emergere, e che nell’elenco ADM è scritto in chiaro.
Il punto interessante qui è il rapporto fra il casinò e il bookmaker dentro lo stesso marchio: su Betsson l’offerta sportiva regge da sola, e i mercati più articolati — marcatori, combo, Under/Over — sono quelli su cui un giocatore che segue il campionato italiano passa più tempo. Chi cerca il casinò lo trova; chi cerca solo il bookmaker non deve passarci attraverso.
SNAI: risultato esatto, tiri in porta e Cash Out
L’operatore copre scommesse singole, multiple e sistemi, e spinge su mercati che richiedono una lettura della partita più che un pronostico sul vincitore: risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori. La funzione Cash Out chiude la schedina prima della fine dell’evento.
Il presidio storico sul territorio e una concessione fra le più longeve della lista — l’ADM n. 16032, in capo a Snaitech Spa — non rendono automaticamente migliore il palinsesto, ma spiegano la scelta dei mercati: risultato esatto, cartellini e rigori sono mercati da chi guarda la partita dall’inizio alla fine, non da chi cerca una quota alta su un evento che non conosce.
Il sistema, per chi non lo ha mai usato, è la terza via fra la singola e la multipla, e ha un difetto educativo: più giocate si combinano, più diventa difficile seguire l’andamento. SNAI lo mette accanto alla multipla senza spiegazioni, il che è coerente con un pubblico che sa già cosa sta facendo.
Eurobet: il palinsesto che arriva fino alla politica
Qui il catalogo si allarga oltre lo sport in modo quasi didattico: calcio, tennis e basket, ma anche Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino agli eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e alla politica, elezioni comprese. La concessione è l’ADM n. 16012, di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale.
Eurobet Italia è il concessionario più presente sull’elenco pubblico: gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, tre siti distinti sotto un’unica società. Per chi confronta marchi diversi pensando a operatori diversi, è il caso che rompe lo schema. La concessione resta per sito, quindi i tre domini sono tre titoli separati nella stessa mani.
Sul palinsesto, la scelta di includere scacchi, reality show ed elezioni dice molto sul tipo di scommettitore a cui si rivolge: chi cerca un evento anche quando non c’è sport. Un giocatore di calcio e tennis non troverà qui più mercati che altrove, troverà mercati che altrove non ci sono.
bet365: il partner globale che in Italia resta un sito con concessione
Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e copre Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, sia pre-evento sia in live. Il titolo internazionale è il più visibile della lista, e non è un titolo italiano.
La concessione è l’ADM n. 16030, in capo a Hillside (New Media Malta) Plc. Il nome del concessionario dice la cosa che conta per un lettore italiano: una società con sede a Malta può detenere una concessione italiana, e il dominio su cui si gioca resta bet365. La partnership europea non sostituisce nulla e non aggiunge nulla al titolo: quello che vale in Italia è la riga dell’elenco ADM.
Chi cerca ampiezza di mercati sull’ippica o su sport anglosassoni — freccette, boxe, golf — ha qui il catalogo più profondo fra i dieci, e in live la copertura resta quella di un operatore abituato a eventi che si giocano in fusi orari diversi dal nostro.
Goldbet: schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi
L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e il marchio lega il bonus di benvenuto all’installazione dell’app e alla registrazione. La concessione è l’ADM n. 16009, di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy).
Qui l’offerta è organizzata attorno a un prodotto chiaro e a un pubblico chiaro: chi gioca i campionati di calcio e vuole tutte le forme di schedina nello stesso posto. Nessuna pretesa di coprire scacchi o elezioni, nessun catalogo da vetrina internazionale.
Il bonus di benvenuto legato all’app è il tipo di offerta che va letta nelle condizioni dell’operatore prima di installare qualsiasi cosa: importo, requisiti di puntata e quota minima stanno lì, e sono la parte dell’offerta che il messaggio promozionale non racconta. Sul resto — ampiezza dei mercati oltre il calcio — Goldbet resta un operatore da campionati, non da evento raro.
planetwin365: Serie A, Serie B e più di venti tipi di sport
Il catalogo dichiarato copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, con più di 20 tipologie di sport e risultati in diretta. La concessione è l’ADM n. 16007, di Pwo S.p.a.
La struttura dell’offerta è la più «campionato-centrica» dei dieci: anche la Serie C compare, e con essa l’interesse per un giocatore che segue il calcio italiano sotto la prima divisione. Più di 20 sport significano che il palinsesto non si chiude quando il calcio si ferma.
Chi gioca le serie minori ha qui la ragione principale per aprire il conto, e la copertura europea delle coppe completa il quadro per chi non vuole cambiare operatore a giugno.
planetwin365 e i campionati: il palinsesto come servizio
Il valore, per un giocatore che segue il campionato italiano dalla prima alla terza serie, sta nella continuità: pochi marchi tengono Serie C e coppe europee nello stesso ambiente con gli stessi strumenti. Chi invece cerca un catalogo di sport rari o eventi non sportivi trova altrove ciò che qui non è dichiarato.
AdmiralBet: RUA, limiti di ricarica e il tetto che aspetta sette giorni
Sull’argomento di questa pagina AdmiralBet è il caso più documentato, e vale la pena partire dalle condizioni contrattuali, che sono esplicite. Il conto si apre con la registrazione classica caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. La concessione è l’ADM n. 16048, di Admiral Bet S.r.l.
In registrazione il giocatore deve impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. È il meccanismo dell’art. 15, comma 1 applicato nel punto che conta, e la simmetria fra le due velocità è la parte più interessante: si scende quando si vuole, si sale quando si è disposti ad aspettare. Il terzo elemento è l’autoesclusione: le condizioni prevedono periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia perché transita dal RUA; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi. Nota che le due cose non sono in contraddizione: sono due formulazioni della stessa scala, la seconda più ampia e più recente.
Chi vuole che il tetto al proprio gioco esista davvero, e non solo sulla carta, ha davanti l’esempio più chiaro del gruppo: limiti impostati in registrazione, variazione asimmetrica, esclusione che vale su tutto il mercato autorizzato. Chi invece cerca un’offerta sportiva più ricca di mercati rari troverà altrove ciò che qui non è dichiarato.
BetFlag: apertura del conto con SPID, CIE o registrazione classica
Il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. La concessione è l’ADM n. 16008, di Betflag S.p.a.
L’apertura del conto è la parte su cui l’operatore mette il maggiore dettaglio visibile, e la presenza di due metodi di identità digitale accanto al percorso tradizionale è una scelta che riduce l’attrito per chi ha già SPID o CIE. Vale la pena dirlo senza girarci intorno: sulle scommesse sportive questa non è una pagina promozionale, è una pagina di conformità, e la conformità è esattamente ciò che distingue un concessionario da un marchio che accetta italiani dal di fuori.
Un lettore che arriva da un’esperienza su siti senza concessione riconosce subito la differenza: qui il percorso di apertura è più lungo, e ogni passaggio ha una ragione. Chi ha già le credenziali digitali lo completa in pochi minuti; chi non le ha prepara un documento e aspetta la validazione, con i 30 giorni di tempo per farlo.
Quanto costa un’offerta: il conto con i numeri veri
Il calcolo che segue è l’unico strumento che questa pagina mette in mano al lettore, e serve a rispondere a una domanda che quasi nessun messaggio promozionale affronta: quanto costa giocare, in media, su un mercato.
Il caso è quello di un giocatore con un budget piccolo. Con un deposito di 100 € si finanzia un conto modesto, e un mercato a due esiti quotato 1,90 per l’uno e 1,90 per l’altro — non una quota in offerta, ma il prezzo illustrativo di un mercato a due vie che il lettore ritrova su qualunque operatore. Si giocano i 100 € una volta sola, e si immagina di ripetere la stessa puntata per una settimana intera, cinque volte, restando sempre dentro il tetto settimanale scelto in registrazione.
La prima cosa da calcolare è quanta parte dei depositi il mercato restituisce. Con due esiti a 1,90, la quota è la somma dei reciproci: 1 diviso 1,90 fa circa 0,5263, due volte, quindi 1,0526. Il payout è l’inverso, 1 diviso 1,0526, cioè circa il 95,0 %; il margine del bookmaker è il resto, circa il 5,0 %. Detto in modo utile: per ogni 100 € puntati su quel mercato, circa 5 € restano al bookmaker e circa 95 € tornano ai giocatori nel complesso — non al singolo, nel complesso.
Il numero che riguarda il singolo, allora, è un altro. Con cinque puntate da 100 € ciascuna nel corso della settimana, il turnover è di 500 €, e il margine del 5,0 % su quel turnover porta a una perdita attesa dell’ordine di 25 €, con un intervallo che va da circa 20 € a circa 30 € a seconda di quanto le quote si discostino dal prezzo illustrativo e di come il giocatore scelga i mercati. È una stima media — su una settimana può andare molto meglio o molto peggio — ma dice il punto che la promozione non dice: una giocata da 100 € a quota 1,90 non è «gratis», costa in media circa 5 €.
Per chi vuole il dettaglio, la parte del calcolo che riguarda il singolo esito funziona così: una puntata di 100 € a quota 1,90, se vince, restituisce 190 €, per un profitto netto di 90 €. È la stessa equazione vista dall’altro lato: il payout del 95 % è la media di vincite e perdite distribuite su tutti i giocatori, non una previsione sul singolo esito.
Lo stesso ragionamento si applica a qualsiasi periodo, e il moltiplicatore sono le puntate, non i giorni. Se il tetto settimanale scelto in registrazione è di 100 € e il giocatore punta ogni volta l’intero deposito, dopo cinque giorni il conto non ha servizi per la sesta puntata, semplicemente perché non ha più fondi: il limite morde prima di quanto si pensi, ed è una buona notizia per il portafoglio. Se invece il tetto è di 200 € e le puntate sono da 20 €, il turnover settimanale sale in proporzione e con esso la perdita attesa, che resta il 5,0 % del turnover qualunque sia l’importo unitario.
C’è un’assunzione da tenere a mente: il conto presuppone che il giocatore punti ogni volta l’intero importo e non ritiri nulla nel frattempo, e che giochi solo mercati a due esiti con margine simile. Chi gioca singole su mercati a tre esiti, handicap o combo affronta margini diversi, e la stima va rifatta con il prezzo del mercato che sceglie — il che è un invito pratico: il margine cambia da mercato a mercato, e conviene guardarlo prima di decidere dove puntare.
Domande frequenti
Quali rischi comporta giocare su un sito di scommesse non AAMS?
Giocare su un sito senza concessione espone a rischi che non si vedono finché non si verificano: nessuna copertura del RUA sull’autoesclusione, nessuna tutea dell’ADM sui limiti di deposito, nessuna sede legale italiana cui rivolgersi se un prelievo non arriva. In più il dominio può essere inibito e sparire, e l’art. 4 della legge 401/1989, come l’ADM ha ricordato il 28 febbraio 2024, sanziona anche il partecipante alle scommesse di operatori non concessionari.
Come si verifica se un bookmaker ha la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, si individua il dominio .it su cui si intende giocare e si legge il codice di concessione associato; le condizioni contrattuali dell’operatore riportano il numero e la società che lo detiene. La concessione è per sito, non per marchio, quindi un dominio diverso dallo stesso nome non è coperto.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, raccoglie le richieste di autoesclusione e le estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, oltre che alle sale fisiche. La durata e le forme sono quelle previste dalle condizioni degli operatori e dalle pagine dell’ADM. Un sito privo di concessione non è collegato al registro, quindi il blocco lì non opera.
Che cosa vieta il Decreto Dignità sulla pubblicità delle scommesse?
L’art. 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet e manifestazioni sportive comprese. L’AGCOM vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il divieto non tocca l’esistenza dei bonus, solo la loro comunicazione.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e l’abbassamento ha effetto immediato mentre l’aumento richiede sette giorni di attesa. Accanto a questo l’art. 15, comma 1 prevede auto-limiti su tempo, spesa e perdita e limiti sugli importi depositati che il concessionario fissa in base a età e comportamento, secondo protocolli approvati dall’ADM. Il tetto che l’ADM stabilisce nella gara non è reso pubblico.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica grava sul concessionario: il giocatore riceve la somma netta. La posizione è riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista. Diverso il caso delle vincite da siti esteri o non autorizzati: secondo la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate andrebbero dichiarate come redditi diversi — non è consulenza fiscale.
Scritto dal team di «Battutaemazza».
